Il giudizio dell'AAARGH sulla controversia Gruner-Wiesel


Miklos Gruner
La settimana scorsa ho ripubblicato, sul blog, un articolo di Carlo Mattogno del 2010 su Elie Wiesel:
Elie Wiesel: "Il più autorevole testimone vivente della Shoah"?
http://andreacarancini.blogspot.it/2014/02/elie-wiesel-il-piu-autorevole-testimone.html
L’articolo inizialmente era stato pubblicato qui:
http://ita.vho.org/056_Elie_Wiesel.htm
In esso, si fa riferimento alla dichiarazioni di Miklós Grüner, ebreo ungherese già deportato a Auschwitz e a Buchenwald, che da anni sostiene che Wiesel è un impostore, che si sarebbe appropriato dell’identità di un altro deportato, Lázár Wiesel.
Grüner ha espresso compiutamente la sua tesi in un libro, Stolen Identity – The Search for Lázár Wiesel A-7713 (“Identità rubata – In cerca di Lázár Wiesel A-7713”) scaricabile anche sul sito dei revisionisti francesi dell’AAARGH:
http://www.vho.org/aaargh/fran/livres10/GRUNERWiesel.pdf
Il libro in questione è senz’altro interessante, ma mi è sembrata interessante anche la presentazione fattane dall’AAARGH (http://www.vho.org/aaargh/fran/fran.html):
C'est l'histoire d'un autre ancien déporté qui affirme qu'Elie Wiesel, l'homme-aux-180-doctorats-honoris-causa, prix Nobel du Mensonge et de l'Imposture, recordman du saut en longueur, n'a jamais été déporté à Auschwitz et a usurpé l'identité d'un sien cousin, Lazar Wiesel. On sait que le révisionniste méticuleux Carlo Mattogno soutient également cette thèse. Pour notre part, nous voudrions appeler nos amis lecteurs à une certaine réserve. Il est absolument hors de doute que Wiesel ment comme un arracheur de dents et profite de sa situation dans des proportions inouïes. C'est un escroc international. Comme il y a une justice, il vient d'être dépouillé de son butin par un juif encore plus crapuleux que lui, Bernard Madoff. Merci Madoff. Mais pour autant ce Nikolaus Grüner, qui intervient bien tardivement, ne nous semble pas devoir être cru non plus. Menteur, imposteur, il l'est lui aussi, à coup sûr. Il raconte qu'il a voulu confondre Elie-le-clown au moment de la remise du Nobel. Ce Grüner habite Malmö. Il situe la scène à Stockholm, en décembre 1986. Or la remise du Nobel de la Paix, contrairement aux autres prix Nobel, se situe toujours à Oslo. Et les révisionnistes peuvent en témoigner puisqu'étaient présents sur place Robert Faurisson, Pierre Guillaume et Serge Thion, qui ont pu remettre un tract dénonciateur en main propre au cerbère qui l'accompagnait, Mme Danielle Mitterrand, qui se faisait passer pour l'épouse du président français. Pourquoi Grüner parle-t'il de Stokholm ? Les spectacles qu'il décrit à Auschwitz et ailleurs sont tous empruntés à des livres de baratinage infernal. Bref, même s'il se révélait qu'il avait raison (et il s'en faut encore d'un peu), il n'en resterait pas moins un faux-jeton et un imposteur comme tant d'autres.
Traduzione:

È la storia di un altro ex deportato che afferma che Elie Wiesel, l’uomo dalle 180 lauree honoris causa, Premio Nobel della Menzogna e dell’Impostura, recordman del salto in lungo, non è mai stato deportato a Auschwitz e ha usurpato l’identità di un suo cugino, Lazar Wiesel. Si sa che anche il meticoloso revisionista Carlo Mattogno sostiene questa tesi. Da parte nostra, vorremmo appellare i nostri amici lettori ad una certa riserva. È assolutamente indubbio che Wiesel mente come un estirpatore di denti e approfitta della situazione in modo incredibile. È un truffatore internazionale. Poiché vi è una giustizia, è stato privato del bottino [dei suoi averi] da un ebreo persino più famelico di lui: Bernard Madoff. Grazie, Madoff. Ma d'altronde questo Nikolaus Grüner, che interviene assai tardivamente, non ci sembra molto più credibile. Mentitore, impostore, lo è anche lui, a colpo sicuro. Racconta di aver voluto mettere in imbarazzo Elie-il-buffone al momento della consegna del Nobel. Questo Grüner abita a Malmö. Egli situa la scena a Stoccolma, nel dicembre 1986. Ora, la consegna del Nobel della Pace, contrariamente agli altri Premi Nobel, avviene sempre a Oslo. E i revisionisti possono testimoniarlo poiché erano presenti sul posto Robert Faurisson, Pierre Guillaume e Serge Thion, che ebbero modo di consegnare un volantino denunciatore nelle mani del cerbero che l’accompagnava, la signora Danielle Mitterand, che si faceva passare[1] per la moglie del presidente francese. Perché Grüner parla di Stoccolma? Le scene che descrive a Auschwitz e altrove sono tutte riprese da libri di gossip dell’orrore. In breve, anche se venisse fuori che ha ragione (e ci manca ancora un po’), nondimeno resterebbe una moneta falsa e un impostore come tanti altri.
Le osservazioni dell’AAARGH risalgono al 2010. In seguito, come è noto, Miklos Grüner intentò presso un tribunale ungherese un’azione legale indiretta contro Wiesel (a causa della mancanza di giurisdizione su un cittadino americano da parte di un tribunale ungherese)[2] ma perse sia in primo grado[3] che in appello[4].
Comunque, come ha rimarcato il prof. Faurisson, il Museo di Stato di Auschwitz ha recentemente riconosciuto che il numero (di matricola) A-7713 era davvero quello di Lazar Wiesel, e quindi Grüner, almeno su un punto di grande importanza, ha detto la verità.[5]




[1] L’espressione sembra un riferimento ironico al particolare ménage familiare della coppia presidenziale. Vedi l’articolo:
[2] Vedi il post
L'azione legale di Gruner contro il rabbino Koves respinta dal tribunale di Budapest
 
[3] ibidem.
[4] Vedi il post di Robert Faurisson
The Elie Wiesel Affair: in Hungary, the real meaning of Miklos Grüner’s lawsuit against rabbi Shlomo Köves (“L’affare Elie Wiesel: in Ungheria, il vero significato dell’azione legale di Miklos Grüner contro il rabbino Shlomo Köves”)
[5] Ibidem.