Siria: la redazione del quotidiano Le Figaro e la censura


SIRIA: LA REDAZIONE DEL QUOTIDIANO LE FIGARO E LA CENSURA[1]
Di Silvia Cattori, 17 maggio 2013
Prendendo le parti dei gruppi terroristici, e delle potenze che li finanziano, i principali media partecipano di fatto alla destabilizzazione della Siria e alla sua distruzione. In parallelo, le loro redazioni censurano sistematicamente tutte le informazioni suscettibili di mettere in discussione questa linea editoriale bellicista. Ecco un esempio concreto.
Il quotidiano francese Le Figaro ha censurato la pubblicità a pagamento che sarebbe dovuta apparire questo venerdì 17 maggio[2]; quando il suo messaggio afferma « Volete proteggere vostro figlio dalla violenza … » esso ha per scopo di aiutare le famiglie un po’ dovunque nel mondo, i cui ragazzi sono partiti per combattere in Siria a fianco dei gruppi islamisti, a farli rimpatriare[3].
Ecco come, all’ultimo minuto, Le Figaro ha giustificato il suo rifiuto di pubblicazione all’associazione non governativa « International Institute for Peace, Justice & Human Rights » - IIPJHR:
« Vorrei scusarmi con voi, poiché abbiamo appreso che la redazione del Figaro si oppone fermamente alla pubblicazione del vostro annuncio. Normalmente, è l’editore che approva o meno la pubblicazione degli annunci e ci aveva autorizzato a far passare il vostro. Alla luce dei recenti avvenimenti, e di fronte alla reazione della redazione, l’editore ha infine deciso di non far passare il vostro annuncio. Sono desolato di dovervi comunicare questa notizia e vi assicuro che vi rimborseremo al più presto …16 maggio 2013 ».
Nel censurare ogni messaggio controcorrente rispetto alla linea editoriale – favorevole ai gruppi armati – le redazioni hanno mancato ai loro doveri di informare correttamente il pubblico[4].
 


 


[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.silviacattori.net/article4456.html
[2] Vedi: « Le quotidien français Le Figaro censure un message à caractère humanitaire ! » dell’Institut international pour la paix, la justice e les droits de l’homme (IIPJHR), 16 maggio 2013.
[3] Vedi: La famille d’un djihadiste tunisien provoque une grande agitation à l’aéroport d’Istanbul: http://www.silviacattori.net/article4298.html