Sangue freddo e magnanimità del Presidente Ahmadinejad

Il presidente iraniano Ahmadinejad alle Nazioni Unite

Da Bocage ricevo e traduco:
A seguire un’informazione diffusa da lefigaro.fr il 21 marzo. Qual è il rapporto con l’Olocausto, ci si dirà? È che Ahmadinejad è il solo uomo di Stato che reclama regolarmente e apertamente che si apra la “scatola nera” dell’Olocausto:
http://www.lefigaro.fr/flash-actu/2013/03/21/97001-20130321FILWWW00609-un-agent-us-a-failli-tuer-ahmadinejad.php
UN AGENTE AMERICANO È STATO LÌ LÌ PER UCCIDERE AHMADINEJAD
Un agente dei servizi segreti americani incaricato nel 2006 di scortare Mahmoud Ahmadinejad, , durante l’Assemblea generale dell’ONU, a New York, è stato lì lì per uccidere il presidente iraniano, riferisce il sito americano The Atlantic[1]. Esso riprende anche un aneddoto estratto dall’opera (che deve ancora uscire) Deep State: Inside the Government Secret Industry [Lo Stato profondo: dentro l’industria segreta del governo], dei giornalisti Marc Abinder e D. B. Grady.
Si apprende anche che quando Ahmadinejad si stava recando alla conferenza onusiana, uno degli agenti che stava regolando la propria arma ha sparato per errore. “Tutti si sono fermati”, racconta un testimone nell’opera. Gli iraniani ci hanno guardato, e noi abbiamo guardato loro. L’agente ha iniziato a scusarsi. Ahmadinejad ha appena girato la testa ed è entrato nella vettura”.
… E non se n’è più riparlato.
“All’epoca, l’amministrazione Bush [che ebbe notizia dell’incidente solo l’indomani] cercava il modo di gestire il programma nucleare iraniano”, ricorda The Atlantic. Secondo il giornale, Ahmadinejad avrebbe potuto reclamare che avevano cercato di assassinarlo e l’incidente avrebbe potuto avere delle conseguenze diplomatiche molto gravi.
FINE DELL’ARTICOLO DEL FIGARO.
Si immagina lo stesso incidente con qualsivoglia altro dirigente americano o europeo …