Clementina Forleo: "...e il comico sarebbe Grillo?".


Condivido qui, via Facebook, questa riflessione di Clementina Forleo[1]:
Per la cronaca.
 1) Il Tar del Lazio accoglie il mio ricorso avverso la revoca della scorta e di ogni forma di protezione personale (anche a seguito di gravi fatti dolosi pacificamente tali compiuti da terzi ai miei danni);
 2) nel mio ricorso e nella sentenza si legge che il Prefetto di Milano (quello che ripetutamente riceve nel suo Ufficio prostitute con tanto di riverenze su richiesta dell'allora Presidente del Consiglio) non ha motivato adeguatamente i suoi pareri negativi a cui l'organo competente si era attenuto;
 3) in tali pareri il Prefetto (sempre il signore di cui sopra, tal Gianvalerio Lombardi, che ancora oggi campeggia nella Prefettura milanese anche dopo imbarazzanti conversazioni intercettate) aveva scritto che poichè su tali gravi fatti - incendi e incidenti stradali - erano intervenuti decreti di archiviazione (udite udite: le archiviazioni erano motivata dal fatto che erano rimasti [ignoti] gli autori dei fatti e non che i fatti non fossero dolosi) questo bastava a "tranquillizzarmi" e a ritenere superate le esigenze di protezione, non vi era necessità neppure di disporre saltuari controlli di vigilanza presso i luoghi da me frequentati (casa, ufficio, ecc.);
 4) avverso tale sentenza ha proposto appello l'Avvocatura Generale (nella persona di Attilio Barbieri) parlando di "pervicacia impugnatoria" (!) da parte mia - ossia dei miei legali;
 5) intanto il Prefetto di Milano (sempre lo stesso signore di cui sopra) continua a dare parere positivo per il mantenimento della scorta, a nostre spese - anche a tal Emilio Fede, frequentatore delle stesse suddette signorine accompagnate in quel di Arcore... con la sua scorta...
Scusate se vi ho tediato, ma vi chiedo: a questo punto il comico sarebbe GRILLO???



[1] Sul caso del giudice Forleo, si vedano i seguenti:
Clementina Forleo disinnescata
Lettera aperta di Clementina Forleo, gip di Cremona, all’ex pm di Catanzaro ora eurodeputato IdV rinviato a giudizio per omissione di atti d’ufficio (non aver indagato su altri magistrati di Lecce e di Potenza denunciati da una vittima dell’usura)
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