venerdì 30 novembre 2012
FascinAzione: Militia non è razzista né antisemita. Boccacci e S...
FascinAzione: Militia non è razzista né antisemita. Boccacci e S...: (umt) Soltanto due condanne per ricostruzione del partito fascista, ai due leader di Militia , assolti gli altri imputati. Cadono le accu...
Palestina: i microbi e i giganti
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| Oliveto bruciato dai coloni a Nazaret |
“Questi sono i peggiori terroristi di
Israele e della Palestina e uno dei più grandi ostacoli, se non l’ostacolo più
grande, alla pace.
I
“coloni” della Cisgiordania sono soprattutto disadattati provenienti dagli Stati
Uniti. Questi sono i fanatici religiosi che i dollari delle tasse americane
sostengono e che i nostri media filtrati dai sionisti non ci fanno vedere.
Imperversano nelle fattorie palestinesi, tagliano e bruciano migliaia di olivi,
avvelenano le pecore, e inondano le fattorie palestinesi con acque reflue non
trattate. Sono armati fino ai denti e vivono in insediamenti massicci,
sorvegliati e ILLEGALMENTE costruiti, mentre i palestinesi non possono avere
armi, acqua o elettricità. Queste sono le persone che tengono l’intero Medio
Oriente in ostaggio alla pace”.
“I coloni sono
terroristi pesantemente armati che hanno luce verde dagli Stati Uniti e dal
governo israeliano di apartheid. Attaccano palestinesi disarmati, in
particolare donne e bambini. Allo stesso modo si comporta l’esercito
israeliano. Questi terroristi bruciano i frutteti e gli oliveti dei
palestinesi, profanano tombe, scrivono e dipingono messaggi di odio sulle
moschee. Un’enorme percentuale di costoro è costituita da fanatici radicali
provenienti da New York City e dalla loro base di potere, la zona nordorientale
degli Stati Uniti. Giocano a fare i cowboy e commettono crimini non permessi
negli Stati Uniti. Codardi che attaccano i palestinesi disarmati, come
pure l’esercito israeliano. Questi sono i veri terroristi, proprio come l’esercito
israeliano”.
Queste osservazioni mi hanno fatto ripensare a una riflessione
letta qualche giorno fa sulla bacheca di Ahmed
Rami:
“I nostri
governanti – come i microbi e i parassiti – sono il prodotto naturale della
nostra debolezza – di cui fanno parte – e della nostra passività, che li
mantiene in vita. Ed è la debolezza del nostro organismo che costituisce la
forza del microbo “Israele””.
Osservazione che Rami ha corredato della seguente, eloquente,
vignetta:
Non c’è dubbio che i coloni israeliani – e chi li finanzia e
protegge – dal punto di vista morale sono dei microbi. Tutto ciò mi fa
venire in mente, per contrasto, le immagini di quei bambini di Gaza che, pur
massacrati e feriti, e mentre tutto crolla intorno a loro, continuano a fare
con la mano il segno della vittoria. Ecco, penso che loro, con la loro fede
sovrumana, siano i giganti della nostra epoca. Purtroppo, noi – noi italiani,
intendo (oltre che noi Occidente) – eleggiamo dei parassiti che si sono messi in società con i microbi.
giovedì 29 novembre 2012
La strategia del governo Monti in sintesi
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| Mario Monti in Qatar |
Dalla bacheca Facebook di Giacomo
Gabellini:
“Stategia Monti e tecnicume vario: non
abbiamo una lira e il sistema sanitario è a rischio, ERGO: abbattiamo qualsiasi
spesa sociale per abbassare lo spread, alziamo l'età pensionabile, svendiamo
Finmeccanica e la golden share dell'ENI, scorporiamo la Snam, regaliamo la
Sardegna agli israeliani, decurtiamo le forze armate attive e riforniamoci di
innumerevoli mezzi pesanti made in USA, procediamo per via giudiziaria alla
totale deindustrializzazione del paese e mendichiamo alla corte dell'Emiro del
Qatar”.
Per la Germania non è mai finita con gli indennizzi ai "sopravvissuti dell'Olocausto"
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| La stretta di mano dopo la firma dell'ultima revisione |
Di David Rising, 15
novembre 2012
BERLINO (AP) – Sessant’anni dopo che un accordo epocale
diede inizio agli indennizzi del governo tedesco alle vittime dei crimini
nazisti, gli amministratori del fondo e le autorità tedesche dicono che i
pagamenti ai sopravvissuti dell’Olocausto sono più che mai necessari poiché
stanno entrando nei loro ultimi anni di vita.
La maggior parte dei sopravvissuti dell’Olocausto hanno
vissuto da bambini traumi estremi – hanno sofferto gravi denutrizioni, e hanno
perso quasi tutti i loro parenti – che
li hanno lasciati oggi con duri problemi psicologici e medici, e con una scarsa
o nulla rete di sostegno familiare per aiutarli a tirare avanti.
Nel riconoscere tutto ciò, il ministro tedesco delle Finanze
Wolfgang Schaeuble ha firmato ufficialmente giovedì per le revisioni dell’iniziale
trattato degli indennizzi del 1952, per aumentare le pensioni di coloro che
vivono nell’Europa orientale, e per ampliare il numero degli idonei ai
pagamenti. I contributi per l’assistenza domiciliare dei sopravvissuti sono già
stati aumentati.
“I sopravvissuti muoiono quotidianamente ma d’altra parte
chi è ancora in vita ha più bisogno di aiuto che mai”, ha detto prima della
cerimonia a The Associated Press Julius
Berman, Presidente della Conference on Jewish Material Claims Against Germany[2].
“Se una persona è uscita dai campi molto giovane ed è
riuscita a costruirsi una vita con le sue forze, l’impatto di ciò che è
accaduto all’inizio viene fuori adesso. Che sia a livello fisico o mentale,
loro sono più malati dei loro coetanei”.
Il sopravvissuto dell’Olocausto Roman Kent ha detto che la
sua esperienza è qualcosa che non potrà mai dimenticare.
“Solo aver visto le atrocità compiute al cancello di entrata
di Auschwitz-Birkenau è stato più che sufficiente a tenermi sveglio la notte
fino alla fine dei miei giorni”, ha detto.
Ma ha sottolineato di non ritenere le attuali generazioni di
tedeschi responsabili del passato, dicendo che oggi loro sono uniti in spirito
con i sopravvissuti dell’Olocausto.
“Entrambi, noi e loro, non vogliamo che il nostro passato
sia il futuro dei nostri figli”, ha detto.
Da quando l’accordo venne firmato nel 1952, la Germania ha
pagato – soprattutto ai sopravvissuti ebrei – un totale di circa 70 miliardi
di euro[3]
(89 miliardi di dollari) di indennizzi per crimini nazisti.
In base a una delle modifiche al trattato acconsentite dalla
Germania in precedenza, nel corso dell’anno, il paese erogherà pagamenti di
indennizzo ad una nuova categoria di vittime dei nazisti: circa 80.000 ebrei
che fuggirono per l’avanzata dell’esercito tedesco e delle squadre mobili della
morte, e che alla fine si stabilirono nell’ex Unione Sovietica.
Ognuno di loro, il 1 novembre, è diventato idoneo a ricevere
un pagamento, in una tranche, di 2.556 euro (3.253 dollari). L’emendamento ha
formalizzato anche un aumento delle pensioni dei sopravvissuti dell’Olocausto
che vivono nei paesi ex comunisti dell’Europa orientale per parificarle con
quelle di coloro che vivono altrove – 300 euro (382 dollari) al mese – rispetto
ai 200/260 euro (255/300 dollari) ricevuti finora.
Schaeuble ha detto a Inforadio,
prima della cerimonia della firma al Museo ebraico di Berlino, che dopo che la
Germania e la Claims Conference hanno rintracciato le ulteriori vittime che
vivono all’est, è stato un fatto naturale includerli nell’accordo sugli
indennizzi.
“Ancora non sappiamo i nomi di tutte le vittime”, ha detto
Schaeuble. “I crimini dell’Olocausto furono così inconcepibilmente enormi che
non si possono conoscere tutte le vittime o quelle con rivendicazioni, così c’è
sempre bisogno di nuovi aggiornamenti”.
La Germania quest’anno ha già aumentato del 15%, rispetto al
2011, i pagamenti per l’assistenza domiciliare ai sopravvissuti dell’Olocausto,
e ha accettato di aumentarli ulteriormente nel 2013 e nel 2014.
Gli indennizzi sono stati costantemente rivisti, a partire
dall’accordo del 1952, con negoziati annuali tra la Claims Conference e il
governo tedesco su chi ha il diritto di ricevere denaro e su quanto deve essere
pagato.
Tuttavia, persino 67 anni dopo la fine della seconda guerra
mondiale, c’è molto da rimettere a posto, ha detto Stuart Eizenstat, l’ex
ambasciatore americano presso l’Unione Europea, che funge da negoziatore
speciale per la Claims Conference.
“Una delle cose che mi guidano è che con tutto questo, i
migliori studi disponibili ci dicono che vi sono probabilmente 500.000
sopravvissuti vivi oggi nel mondo e metà di loro sono in povertà o al limite
della povertà”, ha detto a the AP. “Questa è una responsabilità in corso:
questa non è la fine della strada”.
Eizenstat ha detto che il dovere della Germania e delle sue
autorità è che il paese continui a riconoscere le sue responsabilità per i
crimini dell’era nazista: sia con i pagamenti degli indennizzi che con le sue
azioni.
“Sono stato molto colpito dal grado con cui hanno fatto i
conti con la seconda guerra mondiale e con le sue conseguenze, attraverso
l’istruzione obbligatoria dell’Olocausto; attraverso cose apparentemente
piccole ma importanti, come mettere delle targhe davanti alle case degli ebrei
che erano stati espulsi; come costruire un monumentale museo dell’Olocausto
proprio nel centro della Berlino riunificata”, ha detto.
“È un contrasto molto acuto rispetto a quanto il Giappone ha
fatto per riconoscere le sue responsabilità … è davvero impressionante”.
Il presidente della Conferenza Berman ha detto che il fatto
che il governo tedesco ha deciso di ospitare un evento per annunciare gli
ultimi risultati dei negoziati con la Claims Conference in un evento a Berlino
dimostra che esso rimane pieno di dedizione.
“Per me, la parte più significativa di questo evento … è che
il governo tedesco voleva … dire di nuovo non solo al mondo intero ma,
soprattutto, al popolo tedesco che non è finita”, ha detto.
[1]
Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo:
http://news.yahoo.com/germany-expanding-compensation-nazi-victims-100038111.html
[2]
Conferenza delle rivendicazioni materiali degli ebrei nei confronti della Germania.
[3]
Grassetti del traduttore.
mercoledì 28 novembre 2012
Antonio Mazzeo Blog: Patto militare Italia-Israele. Un accordo scellera...
Antonio Mazzeo Blog: Patto militare Italia-Israele. Un accordo scellera...: Il Medio oriente è in fiamme. La Siria è in ginocchio, migliaia di profughi fuggono in Libano, in Turchia, in Giordania. Tel Aviv mobili...
Matteo Renzi: il mercato nero della politica
Con Matteo Renzi ormai siamo al mercato nero della politica.
Intendiamoci, non è che gli altri candidati delle primarie
PD siano politicamente migliori di
Renzi (tutti hanno firmato l’adesione al Fiscal Compact[1]).
Renzi, però, di suo ci mette una buona dose di strafottenza.
Renzi sta alla politica come il mercato nero sta
all’economia di guerra. Perché l’Italia sta in guerra. Almeno in questo, Monti
ha detto la verità[2]. La
guerra che le elite europee conducono in modo sempre più scoperto contro i
rispettivi popoli.
Guerra che nel nostro paese, però, nei trascorsi 60 anni, ha
raggiunto punte di particolare ostilità (le stragi di Stato, il terrorismo
atlantico).
È la guerra politica di cui parla nei suoi scritti Vinciguerra[3],
diventata visibilmente economica con l’adesione dell’Italia all’euro (con lo
spread che ha sostituito le stragi, che però potrebbero sempre tornare, alla
bisogna).
E, nello stivale del Belpaese ridotto come la calza della
Befana che contiene solo carbone, eccoci alle primarie del centro-sinistra – da
qualcuno argutamente definite “il primo show del centro-destra senza
Berlusconi”.
Eccoci a Renzi. Non è che la maggioranza degli italiani non
abbia capito chi è Renzi. Almeno, quelli che guardano la tele l’hanno capito sì,
che Renzi è quel bidone settimanalmente irriso da Crozza.
Ma, a quanto pare, agli italiani – o almeno, a una cospicua
parte di quelli che hanno votato alle primarie – sta bene così: tra
l’Intelligenza e il Potere, continuano a preferire il Potere.
Certo, il PD è lo zoccolo duro del clientelismo politico, è
normale che il “partito degli assessori” difenda le proprie rendite di
posizione votando per il nuovo campione dell’italico gattopardismo.
Ma è comunque inquietante quella grossa fetta di utili
idioti trascinati nell’operazione.
Paradossale: gli italiani, bidonati – e bidonati a sangue
– dalla Casta, come rimedio chiedono più bidoni e più Casta.
Perché, a quanto pare, si continua a pensare che forse ad
essere bidonati saranno gli altri, non noi.
Si rinuncia a tutto ma non alla speranza di bidonare il
prossimo.
E così ci si aggrappa a Renzi, il figlio di papà, di cui
sono ricorrenti le voci di appartenenza massonica (di entrambi, sia il figlio che
il papà[4], ma, al
di là delle voci, la presenza politica della massoneria nella “discesa in campo”
di Renzi sembra evidente[5]).
Mai mi sarei aspettato in questi anni di dover dare ragione
a Marchionne. Ma Marchionne l’ha detta giusta, anche se non lo sa: Firenze è diventata
davvero una “piccola e povera città”[6]. Dimenticate
il Rinascimento e tutto il resto. Piccola e povera per effetto di un declino
che è, evidentemente, innanzitutto intellettuale:
altrimenti, la città che fu di don Milani e Giorgio La Pira non avrebbe votato
un Renzi.
Piccola come l’Italia di Napolitano e di Monti.
Adesso i giornali scoprono le implicazioni affaristiche del
renzismo, tirano fuori conti, cifre: non c’è iniziativa, nel “sistema Renzi”[7], che non
abbia come motivazione reale il calcolo, l’interesse, il business, anche quando
non sembra[8].
Come dice un proverbio inglese: NO LODGE NO BUSINESS, niente
loggia (massonica), niente business.
Evidentemente, gli italiani che votano Renzi pensano di riuscire a intercettare qualche rigagnolo
di quel business, non si sa mai.
Non vogliono capire che il voto che gli daranno, se mai
diventasse lui il premier, a buona parte di loro costerà caro, anche più
della farina al mercato nero.
[1] Attenzione: chi vota alle primarie PD-SEL,
vota per l’«Agenda Monti»: http://www.megachip.info/tematiche/beni-comuni/9235-primarie-agenda-montir.html
[2] Monti: per l’Italia percorso di guerra.
Polemica sui «mali della concertazione»: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-11/monti-litalia-percorso-guerra-212325.shtml?uuid=Abbz0U6F
[4] “Altro personaggio di spicco, indicato
come Massone, è Matteo Renzi, il “rottamatore” del Pd, il quale per tutta
risposta si è fatto ritrarre dai giornali con il padre, democratico e appunto,
massone”, in Nei meandri della Massoneria
Più di 600 i Liberi Muratori maceratesi: http://www.cronachemaceratesi.it/2012/10/20/nei-meandri-della-massoneria-piu-di-600-i-liberi-muratori-maceratesi/249369/
; vedi anche MATTEO RENZI tra Big Bang e
massoneria: ritratto di un berlusconiano
doc: http://www.lavocedilucca.it/post.asp?id=23305
; Chi è Matteo Renzi (si sapeva molto –
anche se non tutto – già dal 2009) – E ora ingaggia suo padre, vecchio democristianone
massone: http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2012/10/chi-%C3%A8-matteo-renzi-si-sapeva-molto-anche-se-non-tutto-gi%C3%A0-dal-2009-e-ora-ingaggia-suo-padre-vecchio-.html
;
[5] “Le
truppe forziste e la compagnia variegata dei grembiulini (leggi massoneria) sono
pronte a spendere i due euro, indispensabili per andarlo a votare”: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-la-prima-figura-da-bischero-di-renzi-bill-clinton-riparte-da-firenze-senza-44666.htm
[6] Marchionne attacca Renzi e Firenze: «Sindaco di una piccola povera città»: http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/politica/2012/10-ottobre-2012/firenze-gaffe-marchionne-rabbia-ironica-rete-2112200271316.shtml
[7] Il sistema Renzi: amici, famiglia, potere. E
un fascicolo sull’uso dei fondi pubblici: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/08/sistema-renzi-amici-famiglia-potere-ma-ce-fascicolo-sulluso-dei-fondi-pubblici/375926/
[8] “Davide
Serra, il suo alter ego della finanza internazionale, proprio dal palco della
kermesse, ha mostrato ancora una volta il suo lato pop, discettando di scout e
solidarietà, altro che paradisi fiscali alle Cayman”, in Matteo Renzi-Fondazione di Firenze investe in CoCo bond del fondo di
Davide Serra: http://www.eliolannutti.it/blog/2012/11/matteo-renzi-fondazione-di-firenze-investe-in-coco-bond-del-fondo-di-davide-serra/
martedì 27 novembre 2012
nocensura.com: Evento Facebook: "Boicottiamo il discorso presiden...
nocensura.com: Evento Facebook: "Boicottiamo il discorso presiden...: Ieri abbiamo pubblicato sulla nostra pagina Facebook una semplicissima immagine , priva di grafiche accattivanti, che invita a " spegn...
Denise Fasanelli: la mia esperienza nel movimento di Beppe Grillo
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| Denise Fasanelli |
Dalla mia amica Facebook Denise Fasanelli ricevo e pubblico il seguente contributo sulla sua
esperienza nel movimento di Beppe Grillo:
Vanno
fatte risalire al 2007 le prime tracce dei “meetup” di Grillo in Trentino, il
movimento del comico genovese, oggi diventato forza politica. Nel 2008 mi sono
avvicinata anch’io, dopo la delusione dei girotondi e altre esperienze, con la
sensazione che ci fosse molto potenziale. Localmente in quel periodo gli
argomenti principe, ripresi anche dal comico in uno spettacolo al Pala Trento,
erano l’inceneritore e le caserme di Mattarello. I partecipanti i più
variegati: piccoli commercianti, studenti, dipendenti di cooperative o semplici
volontari di associazioni, dipendenti pubblici, semplici mamme. Tutte persone
convinte e speranzose che diventare protagonisti del cambiamento sia l’unico
modo di creare spazi di dialogo e azione che vadano oltre il puro lamentarsi o
il critico dire ‘no’ a tutto. Come in ogni gruppo e riunione che si rispetti,
non sono mai mancati accesi confronti o contrasti, eppure molte iniziative
portate avanti senza ‘permessi’ hanno sicuramente prodotto ottimi risultati e
soddisfazioni, nonché un po’ di visibilità ad alcune specifiche problematiche.
Le iniziative sono state variegate e hanno toccato temi come l’energia pulita,
la sostenibilità e la difesa del territorio, la legalità con particolare
attenzione al tema dei testimoni di giustizia. Non vi erano ‘fan’ o peggio
ancora ‘fanatici’, ma menti critiche disposte a fare un tentativo, disposte a
sperare ancora una volta o, magari, per la prima volta affacciarsi al concetto
di ‘cittadinanza attiva’ o ‘politica’. Io le considero sinonimi.
Finchè non si è concretamente parlato di liste civiche tutto è andato liscio, con alti e bassi per lo più dettati dalle uscite ‘esagerate’ di Grillo o di qualche smanioso di protagonismo o da non ripagati entusiasmi. E’ stata costruita una rete con altri movimenti o realtà del territorio. Riguardo il ‘buttarsi’ o meno nell’esperienza delle liste civiche il movimento si divise. Alcuni di noi si recarono comunque alla prima giornata nel 2009 dedicata alla stesura della Carta di Firenze: i 12 punti di un Comune a Cinque Stelle. Purtroppo, con nostra sorpresa non vi fu nessuna stesura, la Carta ci venne consegnata all’ingresso e buonanotte. Punti discussi sul web, votati online, per carità, non voglio fare insinuazioni. Eppure senza possibilità di confronto, discussione, argomentazione quella consegna ci parve grottesca da parte di chi voleva dare un esempio di democrazia diretta. Il resto della giornata assomigliò ad un lungo spettacolo: una serie di interventi, oltre al comico genovese, di ‘vip’ che avremmo potuto tranquillamente ascoltare sul web, mentre ai ragazzi delle future liste venne concesso pochissimo tempo per presentarsi e nel pomeriggio mentre molti ormai stavano rientrando a casa. Non voglio entrare nei tecnicismi di esperimenti e realtà di democrazia diretta e partecipata che (fortunatamente!) ci avevano già visti coinvolti o semplicemente ben informati, grazie alla collaborazione di alcuni degli stessi personaggi a cui Grillo dichiarava di ispirarsi, penso ad esempio a Stephan Lausch. Diciamo che avevamo compreso che il comico non si sarebbe mai fatto da parte, avrebbe sempre mantenuto il diritto di veto.
La goccia che fece traboccare il vaso, per quanto mi riguarda, fu l’atteggiamento che tenne nei rapporti con alcuni personaggi che dapprima aveva esposto e raccontato al suo pubblico ma che lentamente ‘abbandonò’ senza spiegazioni sensate lungo la strada. ‘Gente’ di cui sul suo blog si smise di ‘raccontare’. Pino Masciari, importantissimo testimone di giustizia, che all’epoca viveva sotto protezione nel nostro territorio, credo visse sulla propria pelle quest’esperienza. Fortunatamente e grazie alla costanza di molte persone, fuori e dentro i meetup, Pino aveva ed ha migliaia di “Amici di Pino Masciari”, semplici cittadini sparsi su tutto territorio nazionale e non solo, che gli sono stati accanto in momenti difficili e complessi e a cui, lo stesso Pino, continua a dare un grande esempio di civiltà e cultura della legalità. Un famiglia allargata. Anche altri “personaggi” sono spariti dal blog, forse ritenendoli argomenti superati, sempreché la vita delle persone possa essere considerata ‘superata’. Ci sono state polemiche, lamentele etc per questo ma non ho mai letto nulla di ufficiale, nulla che potesse farmi pensare che vi era un motivo. Anzi mi è capitato di osservare un’epurazione, avvenuta in provincia di Verona, proprio di un ragazzo che inizialmente si era sobbarcato gran parte dei costi e degli oneri della gestione di alcuni spazi web dei Meetup della zona, compreso quello trentino, per aver semplicemente riportato la volontà di una maggioranza e insistito affinchè Grillo non togliesse dai punti da trattare e su cui lavorare quello che invece molti avrebbero voluto portare avanti.
Grillo ha certamente il merito di aver messo in moto una macchina che può funzionare ed essere un alternativa, ma una macchina ha bisogno di tanti ingranaggi e non solo di un motore potente. Sono numerosissime le persone all’interno del movimento preparate e competenti che stimo e che hanno voglia di mettersi in gioco, ma c’è anche una buona parte di persone che non ha alcuna preparazione politica o legislativa. Non penso possa bastare l’esperienza di alcuni se ci si pone come attori nella politica odierna, non credo che lo sforzo dei singoli possa sostituire una ‘scuola politica’ in un paese dove di burocrazia ancora si muore. Non penso che ‘un guru’ che parla di democrazia diretta possa porre il proprio veto su alcunché e non mi riferisco solo alle apparizioni televisive. I requisiti per le candidature alle prossime elezioni e il regolamento sono stati decisi ancora una volta da chi? Lo dico perchè continuo a sperare in queste persone interne al movimento, mi auguro che prendano le redini e inizino a strutturarsi con un sistema decisionale più orizzontale che abbia come primo obiettivo quello di fare una politica che coinvolga, che possa liberarsi dai leaderismi e dalle solite beghe di potere. Includere e costruire, non distruggere o cancellare dovrebbe essere il motto.
Lo spettacolo a cui stiamo assistendo e che si è sviluppato intorno al movimento non lascia ben sperare. Per quanto mi riguarda, temo i leaderismi, questo paese ha già avuto abbastanza uomini della provvidenza, e temo le manie di protagonismo di alcuni. Temo persino l’impreparazione, perché per quanto si possa essere motivati bisogna unire alla voglia di fare, il sapere e l’umiltà. Ho sempre sostenuto, anche con i ‘grillini’ incontrati in questi anni, che il web è uno strumento e non sinonimo di partecipazione e che non basta un wifi a fare una democrazia. Non credo che eleggere i candidati esclusivamente tramite web sia molto democratico e partecipativo visto che in questo paese le persone che non hanno accesso ad internet sono ancora moltissime. Lo ha ribadito anche Zagrebelsky proprio oggi: “L'idea della sovranità del singolo, il quale versa la sua voce nel calderone informatico, è un'ingenuità, un inganno. Su questo punto, il movimento di Grillo dovrebbe essere incalzato. Invece di scagliare vuote parole come "antipolitico", si dovrebbe spiegare che cosa è una forza politica basata sulla rete: democrazia diretta, sì; ma diretta da chi? La rete informatica può facilmente essere una rete nelle mani di uno o di pochissimi. Il leaderismo del periodo di Berlusconi si nutriva almeno di pulsioni populiste. Qui, il controllo dall'alto, a onta dei bagni di folla puramente spettacolari, si prospetta come un algido collegamento - nemmeno definibile rapporto - telematico".
Oggi, molti degli amici del Meetup di allora hanno intrapreso altre strade, anche se c’è chi è rimasto. Altri hanno dato vita all’associazione TrentoAttiva o sono transitati in Libera, nell’Italia dei valori o in Sel, in movimenti come i No Tav, Nimby, il Movimento per l’acqua bene comune, le Agende Rosse, i comitati contro i costi della politica e contro il quorum. C’è chi come me ‘racconta’ e ha trovato altre strade che spesso comunque tornano a coincidere. I temi sono sempre democrazia diretta, partecipazione, trasparenza, ambiente, energie pulite, legalità, istruzione.
Intanto, quest’anno, è rinato il movimento anche in Trentino, altri giovani e meno giovani volonterosi hanno ridato vita ad un esperienza che era morta ancora prima delle liste civiche. Attualmente il dibattito è già approdato alle candidature e, pare, come scrive il Giornale L’Adige che, fra una polemica e l’altra, “Beppe Grillo abbia concesso di derogare dalle norme del movimento che prevedevano di poter correre per le politiche solo agli attivisti con alle spalle una precedente candidatura grillina. Norma che avrebbe tagliato le gambe ai trentini, se non ad uno solo, Mario D’Alterio.” Bene o male non saprei dirlo, non amo che si facciano regole per poi trovare subito l’eccezione, la deroga, non lo trovo istruttivo e coerente. D’altra parte non avrei nemmeno trovato corretto che a correre alle elezione fosse un unico candidato. Il punto rimane dunque, chi decide cosa e chi? A breve ci saranno le elezioni politiche e non tarderanno quelle provinciali, a cui sicuramente, il movimento si presenterà. Staremo a vedere …
Finchè non si è concretamente parlato di liste civiche tutto è andato liscio, con alti e bassi per lo più dettati dalle uscite ‘esagerate’ di Grillo o di qualche smanioso di protagonismo o da non ripagati entusiasmi. E’ stata costruita una rete con altri movimenti o realtà del territorio. Riguardo il ‘buttarsi’ o meno nell’esperienza delle liste civiche il movimento si divise. Alcuni di noi si recarono comunque alla prima giornata nel 2009 dedicata alla stesura della Carta di Firenze: i 12 punti di un Comune a Cinque Stelle. Purtroppo, con nostra sorpresa non vi fu nessuna stesura, la Carta ci venne consegnata all’ingresso e buonanotte. Punti discussi sul web, votati online, per carità, non voglio fare insinuazioni. Eppure senza possibilità di confronto, discussione, argomentazione quella consegna ci parve grottesca da parte di chi voleva dare un esempio di democrazia diretta. Il resto della giornata assomigliò ad un lungo spettacolo: una serie di interventi, oltre al comico genovese, di ‘vip’ che avremmo potuto tranquillamente ascoltare sul web, mentre ai ragazzi delle future liste venne concesso pochissimo tempo per presentarsi e nel pomeriggio mentre molti ormai stavano rientrando a casa. Non voglio entrare nei tecnicismi di esperimenti e realtà di democrazia diretta e partecipata che (fortunatamente!) ci avevano già visti coinvolti o semplicemente ben informati, grazie alla collaborazione di alcuni degli stessi personaggi a cui Grillo dichiarava di ispirarsi, penso ad esempio a Stephan Lausch. Diciamo che avevamo compreso che il comico non si sarebbe mai fatto da parte, avrebbe sempre mantenuto il diritto di veto.
La goccia che fece traboccare il vaso, per quanto mi riguarda, fu l’atteggiamento che tenne nei rapporti con alcuni personaggi che dapprima aveva esposto e raccontato al suo pubblico ma che lentamente ‘abbandonò’ senza spiegazioni sensate lungo la strada. ‘Gente’ di cui sul suo blog si smise di ‘raccontare’. Pino Masciari, importantissimo testimone di giustizia, che all’epoca viveva sotto protezione nel nostro territorio, credo visse sulla propria pelle quest’esperienza. Fortunatamente e grazie alla costanza di molte persone, fuori e dentro i meetup, Pino aveva ed ha migliaia di “Amici di Pino Masciari”, semplici cittadini sparsi su tutto territorio nazionale e non solo, che gli sono stati accanto in momenti difficili e complessi e a cui, lo stesso Pino, continua a dare un grande esempio di civiltà e cultura della legalità. Un famiglia allargata. Anche altri “personaggi” sono spariti dal blog, forse ritenendoli argomenti superati, sempreché la vita delle persone possa essere considerata ‘superata’. Ci sono state polemiche, lamentele etc per questo ma non ho mai letto nulla di ufficiale, nulla che potesse farmi pensare che vi era un motivo. Anzi mi è capitato di osservare un’epurazione, avvenuta in provincia di Verona, proprio di un ragazzo che inizialmente si era sobbarcato gran parte dei costi e degli oneri della gestione di alcuni spazi web dei Meetup della zona, compreso quello trentino, per aver semplicemente riportato la volontà di una maggioranza e insistito affinchè Grillo non togliesse dai punti da trattare e su cui lavorare quello che invece molti avrebbero voluto portare avanti.
Grillo ha certamente il merito di aver messo in moto una macchina che può funzionare ed essere un alternativa, ma una macchina ha bisogno di tanti ingranaggi e non solo di un motore potente. Sono numerosissime le persone all’interno del movimento preparate e competenti che stimo e che hanno voglia di mettersi in gioco, ma c’è anche una buona parte di persone che non ha alcuna preparazione politica o legislativa. Non penso possa bastare l’esperienza di alcuni se ci si pone come attori nella politica odierna, non credo che lo sforzo dei singoli possa sostituire una ‘scuola politica’ in un paese dove di burocrazia ancora si muore. Non penso che ‘un guru’ che parla di democrazia diretta possa porre il proprio veto su alcunché e non mi riferisco solo alle apparizioni televisive. I requisiti per le candidature alle prossime elezioni e il regolamento sono stati decisi ancora una volta da chi? Lo dico perchè continuo a sperare in queste persone interne al movimento, mi auguro che prendano le redini e inizino a strutturarsi con un sistema decisionale più orizzontale che abbia come primo obiettivo quello di fare una politica che coinvolga, che possa liberarsi dai leaderismi e dalle solite beghe di potere. Includere e costruire, non distruggere o cancellare dovrebbe essere il motto.
Lo spettacolo a cui stiamo assistendo e che si è sviluppato intorno al movimento non lascia ben sperare. Per quanto mi riguarda, temo i leaderismi, questo paese ha già avuto abbastanza uomini della provvidenza, e temo le manie di protagonismo di alcuni. Temo persino l’impreparazione, perché per quanto si possa essere motivati bisogna unire alla voglia di fare, il sapere e l’umiltà. Ho sempre sostenuto, anche con i ‘grillini’ incontrati in questi anni, che il web è uno strumento e non sinonimo di partecipazione e che non basta un wifi a fare una democrazia. Non credo che eleggere i candidati esclusivamente tramite web sia molto democratico e partecipativo visto che in questo paese le persone che non hanno accesso ad internet sono ancora moltissime. Lo ha ribadito anche Zagrebelsky proprio oggi: “L'idea della sovranità del singolo, il quale versa la sua voce nel calderone informatico, è un'ingenuità, un inganno. Su questo punto, il movimento di Grillo dovrebbe essere incalzato. Invece di scagliare vuote parole come "antipolitico", si dovrebbe spiegare che cosa è una forza politica basata sulla rete: democrazia diretta, sì; ma diretta da chi? La rete informatica può facilmente essere una rete nelle mani di uno o di pochissimi. Il leaderismo del periodo di Berlusconi si nutriva almeno di pulsioni populiste. Qui, il controllo dall'alto, a onta dei bagni di folla puramente spettacolari, si prospetta come un algido collegamento - nemmeno definibile rapporto - telematico".
Oggi, molti degli amici del Meetup di allora hanno intrapreso altre strade, anche se c’è chi è rimasto. Altri hanno dato vita all’associazione TrentoAttiva o sono transitati in Libera, nell’Italia dei valori o in Sel, in movimenti come i No Tav, Nimby, il Movimento per l’acqua bene comune, le Agende Rosse, i comitati contro i costi della politica e contro il quorum. C’è chi come me ‘racconta’ e ha trovato altre strade che spesso comunque tornano a coincidere. I temi sono sempre democrazia diretta, partecipazione, trasparenza, ambiente, energie pulite, legalità, istruzione.
Intanto, quest’anno, è rinato il movimento anche in Trentino, altri giovani e meno giovani volonterosi hanno ridato vita ad un esperienza che era morta ancora prima delle liste civiche. Attualmente il dibattito è già approdato alle candidature e, pare, come scrive il Giornale L’Adige che, fra una polemica e l’altra, “Beppe Grillo abbia concesso di derogare dalle norme del movimento che prevedevano di poter correre per le politiche solo agli attivisti con alle spalle una precedente candidatura grillina. Norma che avrebbe tagliato le gambe ai trentini, se non ad uno solo, Mario D’Alterio.” Bene o male non saprei dirlo, non amo che si facciano regole per poi trovare subito l’eccezione, la deroga, non lo trovo istruttivo e coerente. D’altra parte non avrei nemmeno trovato corretto che a correre alle elezione fosse un unico candidato. Il punto rimane dunque, chi decide cosa e chi? A breve ci saranno le elezioni politiche e non tarderanno quelle provinciali, a cui sicuramente, il movimento si presenterà. Staremo a vedere …
lunedì 26 novembre 2012
Così parlò Ron Paul
“Sono
convinto che vi sono più minacce alla libertà americana nel raggio di 10 miglia
dal mio ufficio a Capitol Hill di quante ve ne siano nel resto del pianeta”.
domenica 25 novembre 2012
Bruciata bandiera PD: denunciati. E perché?
Citazione:
(ANSA) - PISA, 24 NOV - Circa 250 studenti e alcuni
militanti dei Cobas hanno partecipato al corteo nel centro di Pisa contro le
politiche governative. Alcuni giovani sono entrati all' interno dei palazzi di
Provincia e Comune e hanno appeso striscioni di protesta. Poi, tornati in
piazza, hanno bruciato una bandiera del Pd, partito di maggioranza relativa in
città . Il gesto e' stato definito ''estremamente grave'' dai dirigenti del
partito. I promotori del corteo, ha reso noto la questura, saranno denunciati (http://www.ilmattino.it/ANSAviewnews.php?file=newsANSA/2012-11-24_124832724.txt ).
Denunciati? E perché?
Citazione:
Dal
2007 al 2011 il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è passato dal 24 al
32 per cento, con
un ulteriore balzo al 39,3 per cento nel primo trimestre 2012.
Nello stesso periodo è cresciuta anche la disoccupazione tra gli adulti, ma
molto meno. La crisi è stata più pericolosa del solito per i più giovani,
perché sono loro i principali utilizzatori dei contratti di lavoro temporaneo.
In miglioramento la condizione delle donne. Particolarmente colpiti i giovani
con livelli di istruzione bassi. Mentre il tasso di disoccupazione si è ridotto
per i laureati (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003295.html ).
Precisazione: l’ultima citazione è tratta da un fonte liberista e
vale solo per il dato numerico. Per una valutazione di più ampio respiro vedi:
L’esercito
di leva della grande depressione
Frammenti conoscitivi su Gaza
![]() |
| Gaza dopo gli ultimi bombardamenti (dalla bacheca FB di Betty Molchany) |
Ho appreso qualche ora fa dell’attacco informatico subìto dalla blogger Barbara Cloro:
CLORO BARBARA È STATA VITTIMA DI HACKERAGGIO:
Vi si legge:
Il mio account è stato preso di mira da trolls di vario tipo che hanno agito su di me con minacce e segnalazioni .
Un altro account, “Valentina Pinto” è stato hackerato da P.B., che s’è appropriato di quest’identità, distruggendo le pagine a cui era collegata.
Mi spiace per chi è rimasto direttamente e indirettamente coinvolto.
Prima che andasse in fumo l’altro account Facebook di Barbara, denominato “Valentina Pinto”, sono però riuscito a salvare alcuni interessanti frammenti conoscitivi sulla realtà di Gaza, interessanti anche alla luce dell’ultimo articolo di Giacomo Gabellini:
La grande offensiva israeliana:
Presento quindi a seguire una citazione dal detto articolo seguita dalle news gazawi di Barbara (sulla lotta tra Hamas e il FPLP).
Giacomo Gabellini:
A livello strettamente israelo-palestinese, Tel Aviv intende sospingere definitivamente Hamas dalla parte del Qatar e della Fratellanza Musulmana d’Egitto (non a caso Israele ha riconosciuto il ruolo di mediatore a Mohamed Morsi) “generosamente” finanziata da Doha, eliminando le frange interne al movimento islamico palestinese (come quella di Ahmed al-Jabaari) che ancora sostengono Siria, Iran ed Hezbollah.
Valentina Pinto (Barbara Cloro):
Palestina i comunisti del FPLP tengono le parti del presidente Bashar El Assad in Siria. E sono assassinati dai palestinesi amici delle FSA siriane.
Siria, ribelli assassinano leader del Fplp-Cg
Mediterraneo, Medio Oriente, "primavere arabe". Interviste, approfondimenti e analisi News - 19/10/2012.
InfoPal e Ma’an. Uomini armati dell’Esercito siriano libero (Esl) venerdì 19 ottobre hanno assassinato un leader palestinese nel campo profughi di Deraa. Ne ha dato notizia il Fronte popolare palestinese per la liberazione della Palestina. La vittima è Adel Hasan.
Il Fplp ha dichiarato che “i palestinesi continueranno a sostenere il popolo siriano e a resistere ai terroristi che cercano di rovesciare il presidente Bashar al-Assad”.
Hossam Arafat, un membro dell’Ufficio politico del Fplp-Cg, ha dichiarato che Hasan era attivo nel cercare di fermare i ribelli dell’ESL dall’usare il campo profughi di Deraa come base per le proprie operazioni. E ha aggiunto che essi attaccano i palestinesi nei campi profughi in Siria.
Interessante anche una foto, che traggo dalla bacheca di Antonella Rustico, della visita a Gaza nel 1959 del Che Guevara.
Tutto ciò, anche per arguire che, se da un lato non è possibile identificare Gaza tout court con Hamas e con le sue nefandezze (come sembra invece asseverare Gianni Petrosillo[1]), dall’altro non è del tutto arbitraria l’associazione tra Gaza e il Che (stigmatizzata dal medesimo Petrosillo)[2]. Con tutto il rispetto, ovviamente, per un analista e per un blog meritori come Petrosillo e come "Conflitti e Strategie".
Poi, naturalmente, c’è anche la Gaza eterna, quella che sopravvivrà a tutto, anche allo Stato di Israele …che Ihsan era attivo nel cercare di fermare i ribelli dell’Esl dall’usare il campo profughi di Deraa come base per le proprie operazioni. E ha aggiunto che essi attaccano i palestinesi nei campi profughi in Siria.che Ihsan era attivo nel cercare di fermare i ribelli dell’Esl dall’usare il campo profughi di Deraa come base per le proprie operazioni. E ha aggiunto che essi attaccano i palestinesi nei campi profughi in Siria.che Ihsan era attivo nel cercare di fermare i ribelli dell’Esl dall’usare il campo profughi di Deraa come base per le proprie operazioni. E ha aggiunto che essi attaccano i palestinesi nei campi profughi in Siria.
[2] Ibidem: “Ancor di più mi stanno sui galloni i patiti del partito preso che sono sempre con i palestinesi perché odiano gli ebrei per riflessi ideologici, o, perché, risulta ancora molto di sinistra noglobal esserlo, in quanto con la bandiera di Gaza insieme a quella del Che Guevara migliora la scenografia contestataria e l’idiozia planetaria. Proletari di tutto il mondo ridicolizzatevi pure".
sabato 24 novembre 2012
Gli zingari sotto il nazionalsocialismo: davvero fu un Olocausto?
Venerdì, 26.10.2012
In base ad un lancio in lingua inglese dell’agenzia Reuters[2], il
periodico ebraico Forward titolava lo
scorso 25 ottobre 2012[3]:
Inaugurato
in Germania monumento all’Olocausto “dimenticato”
Anche
500.000 zingari massacrati dai nazisti
L’articolo apriva con una foto corredata dalla seguente
didascalia:
Orrore
misconosciuto: dignitari riuniti ad un nuovo
monumento per i 500.000 rom, o zingari, uccisi nell’Olocausto. (Getty Images).
Già sei giorni prima, il quotidiano tedesco Berliner Morgenpost aveva scritto che il nuovo monumento doveva
essere inaugurato il 24 ottobre sia dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel che
dalla prima carica formale del paese, il Presidente Federale Joachim Gauck. È
raro vedere assieme i due capi di stato in un’occasione del genere, di qui la
grande attenzione mediatica.
Ma che dire della tesi dei 500.000 zingari presuntamente uccisi
dalla Germania nazista? È giusta?
Le cifre sono armi importanti nella guerra psicologica condotta
non solo contro il popolo tedesco ma anche contro chiunque non sia sottomesso a
quelle lobby che applicano la correttezza politica in funzione delle loro
agende, qualunque esse siano. Il fatto è che non vi sono basi per l’asserita
cifra delle 500.000 vittime zingare, e questa non è solo una tesi
revisionistica:
1.
In una relazione che aveva per titolo “Contro
due leggende sull’Olocausto”, lo storico tedesco mainstream prof. Eberhard Jäckel,
grande avversario del revisionismo, circa dodici anni fa espose la seguente
considerazione sul più prestigioso quotidiano tedesco[4]:
“La conclusione è che il punto di vista
storico del Consiglio Centrale dei Sinti e dei Rom tedeschi [le due
più grandi tribù zingare] contraddice il livello di conoscenza
della scienza internazionale. Ciò è vero anche per le cifre. […] Va detto che già
nel 1972 le stime più alte [del tasso di mortalità degli zingari sotto il
dominio tedesco] erano molto più basse della cifra
ripetutamente sostenuta dal Consiglio Centrale dei Sinti e dei Rom tedeschi [=500.000]. Si spera che il
Consiglio Centrale abbandoni finalmente la sua lotta contro la scienza e contro
la verità storica”.
2. Guenter
Levy, Professore Emerito di Scienze Politiche alla University of Massachusets,
Amherst, scrive nel suo libro The Nazi
Persecution of the Gypsies (Oxford University Press, 2000), a p. 222:
“Non sono state fornite né fonti né analisi
per nazione per questa stima [500.000 vittime zingare], il che la rende
di discutibile valore”.
A p. 225, egli afferma:
“Soprattutto, non venne mai progettato nessun piano complessivo di sterminio degli zingari, e come già detto, le prove mostrano che non ne venne attuato nessuno”.
A p. 225, egli afferma:
“Soprattutto, non venne mai progettato nessun piano complessivo di sterminio degli zingari, e come già detto, le prove mostrano che non ne venne attuato nessuno”.
A p. 227, egli sostiene:
“L’asserzione che sotto il dominio nazista
morirono mezzo milione di zingari viene regolarmente avanzata senza nessun tipo
di prove concrete”.
E infine, il prof. Levy dice
questo, a p. 228:
“I resoconti semplificati secondo cui gli
zingari […] vennero perseguitati e annientati semplicemente
e unicamente per la loro esistenza biologica non solo sono una distorsione dei
fatti storici ma anche un ostacolo al progresso dei rapporti tra zingari e non
zingari”.
3. Nel 1989,
lo storico tedesco mainstream Michael Zimmermann pubblicò lo studio a tutt'oggi
più approfondito sul destino degli zingari[5].
Mentre era in corso, la ricerca di Zimmermann venne così commentata dal
giornale tedesco di sinistra Frankfurter
Rundschau:
“Solo attraverso uno studio sistematico dei
documenti è stato possibile scoprire che la cifra dei Sinti e dei Rom uccisi è
molto al di sotto di quella ufficialmente ritenuta: 50.000 uccisi invece di
500.000”.
E questo è solo l’inizio. Diamo ora uno sguardo a qualche
ricercatore davvero critico, che non abbia un’agenda come Jäckel e simili – i quali
non sono interessati alla verità ma hanno come unico interesse quello di
garantire solo agli ebrei lo status di vittime.
1.
Il dr. Otward Müller ha dimostrato nel suo
testo Sinti and Roma – Yarns, Legends and Facts
(http://www.codoh.com/library/document/1717
) sulle statistiche degli zingari in Europa che essi durante la
seconda guerra mondiale non possono affatto aver subìto nessuna grave perdita
di popolazione.
2.
E infine il coraggioso ricercatore italiano
Carlo Mattogno ha dimostrato nel suo erudito studio The ‘Gassing’
of Gypsies in Auschwitz on August 2, 1944 (http://www.codoh.com/library/document/1488
) che la tesi che gli zingari deportati ad Auschwitz vennero uccisi è
altrettanto insostenibile.
In conclusione, si può tranquillamente sostenere che non è solo il
Consiglio Centrale degli zingari tedeschi a manipolare l’opinione pubblica
mondiale con propaganda mendace, ma anche la classe dirigente tedesca, all’unisono
con i media internazionali. Niente di nuovo, in realtà: non è così?
Nota
Sono grato al dr. Otward Müller per l’importante imput a questo
testo.
Nota del
traduttore
Di Carlo Mattogno è disponibile in italiano uno studio complessivo
sugli zingari sotto il nazionalsocialismo, intitolato Olocausto zingaro?, e disponibile all’indirizzo: http://fr.scribd.com/doc/110041413/Carlo-Mattogno-OLOCAUSTO-ZINGARO-2009
[1] Traduzione
di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://codoh.com/news/1971
[4] “Wider
zwei Legenden üben den Holocaust”, Frankfurter Allgemeine Zeitung, 30
giugno 2000, n°149, p. 57.
[5] Michael
Zimmermann, Verfolgt, vertrieben, vernichtet.
Die nationalsozialistische Vernichtungpolitik gegen Sinti und Roma,
Klartext-Verl., Essen 1989.
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