venerdì 31 agosto 2012

We are Al Gaddafi's lovers: dite qualcosa su questa foto

Dalla pagina Facebook We are Al Gaddafi's lovers condivido qui questa foto con il relativo commento: dite qualcosa su questa foto.

giovedì 30 agosto 2012

Otello Lupacchini: Quei Servizi per Cirillo


Ho pensato di condividere qui un importante articolo di Otello Lupacchini – noto magistrato, già distintosi per storiche inchieste su alcuni degli aspetti più torbidi degli “anni di piombo”[1]— sul sequestro Cirillo, articolo apparso a suo tempo sul Corriere Adriatico. Vi riemerge infatti clamorosamente una realtà più volte emersa negli scritti di Vincenzo Vinciguerra[2], e cioè quella di uno Stato italiano nemico, di volta in volta, dei singoli mafiosi ma NON della criminalità mafiosa in quanto tale (di cui si serve, di volta in volta, in modo demiurgico, per i propri inconfessabili fini). In questo senso la frase chiave dell’articolo è quella sui politici e sugli uomini del Servizio di sicurezza che “scaricano” Raffaele Cutolo,  puntando su due nuovi boss: Carmine Alfieri e il suo luogotenente Pasquale Galasso”. Altro riferimento importante è quello al nesso lobby dei costruttori-servizi segreti: buona parte della storia italiana del dopoguerra andrebbe letta proprio alla luce dell’influenza deviante di tale lobby[3]. Curiosamente, il proprietario del giornale che ha pubblicato l’articolo è proprio quel Francesco Gaetano Caltagirone esimio esponente[4] della detta lobby. Ma come mai un giornale del genere, espressione della provincia italiana più conformista, pubblica un articolo onesto sulla sempiterna “trattativa” Stato-mafia ? A mio avviso, si tratta di un esempio di quell’omeopatica somministrazione di pillole di verità – nel mare delle falsità – che Michael Hoffman ha definito “Rivelazione del Metodo”[5]. Chissà se l’autore dell’articolo se ne è reso conto …
QUEI SERVIZI PER CIRILLO[6]
Di Otello Lupacchini
Il 27 aprile 1981, attorno alle ore 21 e 45, un commando delle Brigate Rosse intercetta l’auto blindata della Regione Campania assegnata all’assessore ai Lavori pubblici Ciro Cirillo. Uccide l’autista, Mario Cancello ed il brigadiere Luigi Carbone, addetto alla scorta del politico democristiano. Ferisce alle gambe il suo segretario, Ciro Fiorillo. Rapisce l’assessore, caricandolo a for­za su un furgone. Durante gli ottantanove giorni del seque­stro, l’ostaggio, accusato di es­sere il “boia della speculazio­ne”, è sottoposto ai pressanti in­terrogatori dei brigatisti, ca­peggiati da Giovanni Senzani. E, quindi, condannato a morte. Ma l’ostaggio non sarà ucciso. Il 22 luglio 1981, i brigatisti an­nunciano di “aver espropriato al boia Cirillo, alla sua famiglia di speculatori, al suo partito di affamatori, alla sua classe di sfruttatori” un riscatto da un miliardo e quattrocentocinquanta milioni di vecchie lire. Due giorni dopo, l’assessore viene rilasciato, imbavagliato ed incappucciato, nei pressi di Poggioreale. Si accerterà, in­nanzitutto, che subito dopo il sequestro, Servizi di sicurezza ed esponenti politici, al di fuori di un’indagine diretta ad acqui­sire notizie utili all’ubicazione dell’ostaggio ed alla cattura dei rapitori, hanno posto le pre­messe per lo svolgimento di una trattativa con i brigatisti di Gio­vanni Senzani, mediata da Raf­faele Cutolo. A prendere i primi contatti con il capo della Nuova Camorra Organizzata, presso il supercarcere di Ascoli Piceno, è stato il Servizio segreto civile, ma dopo qualche settimana, gli è subentrato il Servizio segreto militare. A propiziare l’avvicen­damento, secondo Francesco Pazienza, è stato il numero due del Sismi, il generale Abelardo Mei, “l’uomo che rappresenta­va la lobby dei grandi costrut­tori”.
Oltre al colonnello Pietro Musumeci ed al tenente colon­nello Giuseppe Belmonte, Raf­faele Cutolo ha ricevuto: Adal­berto Titta, ufficiale dell’aero­nautica e collaboratore dei Ser­vizi di sicurezza; Vincenzo Casillo ed il suo guardaspalle, Sal­vatore Imperatrice; il camorri­sta latitante Corrado Iacolare; Luigi Bosso, detenuto insieme allo stesso Cutolo, mandato in giro per le carceri, a fare da am­basciatore con i brigatisti dete­nuti. Si accerterà, altresì, che in cambio della liberazione di Ci­rillo mentre alle Brigate Rosse si promettono armi e denaro, a Cutolo si promette invece il tra­sferimento carcerario di nume­rosi camorristi, un trattamento a essi favorevole, perizie psi­chiatriche compiacenti, tan­genti sugli appalti con ditte subappaltatrici legate alla sua or­ganizzazione. Si dirà pure che, oltre a questo, ci sarebbe stata una lista di “sbirri”, magistrati e poliziotti, invisi a don Raffaele e che costui avrebbe voluto far fuori, magari con l’aiuto e con la copertura delle Brigate Rosse. La somma pagata alle Brigate Rosse come riscatto per il rila­scio, comunque, non è stata messa a disposizione dal Sismi, ma è stata il frutto di una col­letta, fra imprenditori non soltanto napoletani, ma anche ro­mani, interessati alla ricostru­zione. Tornato a casa Ciro Ci­rillo, Raffaele Cutolo e gli altri affiliati della Nuova Camorra Organizzata divengono, ben presto, una “mina vagante” sia per i politici sia per gli uomini del Servizio di sicurezza, che se ne sono serviti per trattare la liberazione dell’assessore re­gionale. E, allora, li scariche­ranno, puntando su due nuovi boss: Carmine Alfieri ed il suo luogotenente Pasquale Galasso.
Molti di coloro che hanno avuto a che fare con la trattativa per liberare l’assessore regionale ai Lavori pubblici napoletano, in un modo o nell’altro, scompariranno, ad uno ad uno: Vincen­zo Casillo viene fatto saltare per aria con la sua macchina, pro­prio accanto alla sede del Sismi di Forte Braschi; un anno dopo, il cadavere della sua conviven­te, Giovanna Matarazzo, verrà trovato murato dentro un pilo­ne di calcestruzzo; Nicola ’o Carusiello Nuzzo, suo uomo di fiducia ad Acerra, viene spranga­to a morte, mentre si trova ri­coverato in una clinica a Roma; Salvatore Imperatrice, suo guardaspalle, muore in carce­re, impiccato ad una sbarra del­la finestra della cella; Luigi Bos­so, ambasciatore di Raffaele Cutolo nelle carceri, muore d’infarto, a quarantadue anni; e d’infarto muore pure Adalber­to Titta, l’ufficiale dell’aeronau­tica collaboratore dei Servizi segreti. Scomparsi i testimoni più scomodi del “patto sciagu­rato”, si dà il via al gigantesco business per la ricostruzione: lo sperpero di decine di migliaia di miliardi che lo Stato ha stanzia­to dopo il terremoto dell’lrpinia.
 
 


[1] Oltre all’inchiesta oggetto del presente articolo (se ne parla anche qui: http://simonedimeo.blogspot.it/2009/03/il-sequestro-di-ciro-cirillo.html ) Lupacchini è il magistrato che firmò il mandato di cattura per i componenti della Banda della Magliana: http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/07/28/news/l_allarme_mafia_sottovalutato_anche_dai_magistrati_il_giudice_lupacchini_c_un_clima_negazionista-39868561/
 
[2] Vedi ad esempio il post Vincenzo Vinciguerra: I vivi e i morti (l’affare Moro): http://andreacarancini.blogspot.it/2010/05/vincenzo-vinciguerra-i-vivi-e-i-morti.html  
[3] La permanente minaccia di golpe negli anni ’60 e ’70 ha come retroterra interessi materiali cospicui quanto sordidi, come appunto l’interesse dei costruttori a far fallire il progetto di riforma urbanistica voluto, oltre che dai socialisti, dal ministro democristiano Fiorentino Sullo: http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/07/28/news/l_allarme_mafia_sottovalutato_anche_dai_magistrati_il_giudice_lupacchini_c_un_clima_negazionista-39868561/.
Su cosa rappresentano, ancora oggi, i "palazzinari", in particolare quelli romani, vedi l'articolo di Andrea Cinquegrani, Veltroni-Fini-Fratelli d'Italia: http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=392
 
[4] Vedi il suo curriculum: http://ingegnie.altervista.org/Caltagirone.html. Di Caltagirone mi sembra emblematica, per quanto poco segnalata, la militanza giovanile nella Primula Goliardica (http://it.wikipedia.org/wiki/Primula_Goliardica ), il “fiore universitario” della fascisteria romana pacciardiana e "nazimaoista", come risulta dal sito di un seguace di Randolfo Pacciardi: http://corrieredellacollera.com/2010/11/02/il-piano-solo-e-le-favole-dei-golpe-del-60-del-64-del-70-e-del-74-sesta-ed-ultima-parte/.
Sugli sviluppi, eversivi, della fascisteria uscita da Primula Goliardica vedi, in particolare, la seconda edizione de “Il segreto di Piazza Fontana”, di Paolo Cucchiarelli:  http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&idlibro=7425&titolo=IL+SEGRETO+DI+PIAZZA+FONTANA
 
[5] Vedi, in proposito, il post Michael Hoffman: la Rivelazione del Metodo da parte della Criptocrazia: http://andreacarancini.blogspot.it/2011/05/michael-hoffman-la-rivelazione-del.html, nonché il paragrafo 150 anni di (Doppio) Stato italiano nel post Unire l’Italia per renderla serva dei forestieri: http://andreacarancini.blogspot.it/2011/06/unire-litalia-per-renderla-serva-dei.html. 
[6] Dal Corriere Adriatico di giovedì 14 giugno 2012, pagina 1 e 15.

domenica 26 agosto 2012

Les professionels du racisme anti blanc


Briganti: 1970. LA RIVOLTA DI REGGIO CALABRIA CONTRO LO STAT...

Briganti: 1970. LA RIVOLTA DI REGGIO CALABRIA CONTRO LO STAT...: Riportiamo gli scritti del grande maestro Nicola Zitara, scomparso l'anno scorso, sulla rivolta di Reggio. Leggerla fa scaturire rabbia su...

Jo Ann Wescott: far sostenere agli americani gli stupri le torture e gli stermini


Dal blog di Jo Ann Wescott:

FAR SOSTENERE AGLI AMERICANI GLI STUPRI LE TORTURE E GLI STERMINI DI MILIONI DI PERSONE!![1]

La Palestina, l’Iraq, il Libano, l’Afghanistan, la Siria, la Libia, la Giordania, l’Egitto, il Pakistan, il Bahrein, l’Indonesia ecc. ecc. Tutti questi paesi stanno soffrendo orribilmente perché noi, il popolo americano, sosteniamo incondizionatamente gli omicidi, gli stupri e le torture!! Dando ascolto ai sionisti israeliani e sostenendoli senza prima fare domande e senza sapere esattamente cosa succede. Israele chiamerà un feto  “terrorista” e lo ucciderà con la vostra benedizione. Gli israeliani e i criminali di guerra stuprano bambine e ragazze e poi le chiamano terroriste. Sembra che chiunque possa uccidere, stuprare e farla franca se costoro chiamano le proprie vittime “terroristi”.

 

 

"Ci si sente così grandi ad essere un americano, non è vero?
Il caporale Jeremy Morlock sorride per una foto con un bambino aghano ucciso per festeggiare la sua uccisione".


sabato 25 agosto 2012

Vincenzo Vinciguerra: Giuseppe Pisauro, avvocato di Stefano Delle Chiaie MA ANCHE di Felice Casson

Vincenzo Vinciguerra

Non ho sottomano il libro L’AQUILA E IL CONDOR, l’autobiografia del “parastatale”[1] Stefano Delle Chiaie[2]. Ricordo però che nella pagina dei ringraziamenti il primo a essere citato è lo storico avvocato di Delle Chiaie, Giuseppe Pisauro. In realtà, pochi sanno che Pisauro è stato anche, seppur per breve tempo, l’avvocato di Vincenzo Vinciguerra. Penso sia interessante far conoscere quanto scrisse a suo tempo quest’ultimo sul suo ex legale (e su Felice Casson) nel saggio UNA TOGA DI FANGO[3].

"Nel mese di maggio del 1985, mentre mi trovavo ristretto nel carcere romano di Rebibbia, in sezione speciale, il giornalista Enzo Biagi si mette in contatto con l'av­vocato Giuseppe Pisauro del Foro di Roma, per verificare con lui, che allora era il mio legale di fiducia, la possibilità di ottenere da parte mia una intervista per la trasmissione televisiva 'Linea Diretta', condotta dallo stesso Biagi"[4].

Accetto la proposta del giornalista, ma il mio avvocato, Pisauro, mi sottopone anche la proposta avanzata dal giornalista Roberto Chiodi, per conto de 'Il Giorno' di Milano. Mi assicura che non si sarebbe creata incompatibilità fra le due interviste in quanto sarebbero state rese pubbliche lo stesso giorno, facendo coincidere la data di pubblicazione sul quotidiano e di trasmissione alla Rai con un accordo a tre (Biagi, Chiodi e Pisauro) di cui egli si faceva con me garante.

Nulla di vero c'era in quello che raccontava Pisauro, anzi pur di battere nel tempo Biagi e di evitare che io potessi rispondere liberamente alle domande di Chiodi, il Pisauro si accorda con Casson per "costruire", tutti e due insieme, una mia "intervi­sta" (domande e risposte) con i verbali dei miei interrogatori messi ovviamente a disposizione dal disonesto "giudice Felice".

"Come si fa, in questo caso - scrivevo in una "memoria" al Tribunale di Trieste - a provare che le dichiarazioni da me rese al giudice istruttore, Casson Felice, sono state riportate, pari pari, sull' "intervista" apparsa su "Il Giorno" di Milano, senza incorrere anche in questo caso nell'accusa di calunnia, magari elevata da qualche altro Gulotta? (Il giudice istruttore del Tribunale di Trieste che mi ha rinviato a giudizio - NdA).

Nella maniera più semplice: ponendo a confronto i verbali di interrogatorio resi al magistrato veneziano e da costui passati, in spregio al segreto istruttorio, all'ineffa­bile Giuseppe Pisauro.

Non ho tutti i miei verbali d'interrogatorio - scrivevo sempre ai magistrati triesti­ni -, resi dalla data del 22 maggio 1984 a quella in cui è stata pubblicata l' "intervi­sta". Ma una semplice rilettura di quelli in mio possesso, comparati con il testo dell' "intervista" mi ha consentito di individuarne almeno sette, utilizzati per "costruire" le mie risposte[5].

In questa sede, come esempio, ne portiamo solo un paio, lasciando tutti gli altri a disposizione di coloro che avranno la curiosità di voler verificare la veridicità dei fatti e, poi, riflettere sulla "giustizia giusta" che vige a Trieste.

Nel verbale d'interrogatorio del 20 giugno 1984, reso da me ai giudici di Bologna, Zincani, Castaldo, Dardani – oltre al Casson – si può leggere: "...Tuttavia intendo sin d'ora affermare che tutte le stragi che hanno insanguinato l'Italia a partire dal 1969 appartengono ad un'unica matrice organizzativa.

L'unica che organizzativamente è riferibile a persone non appartenenti alla medesima struttura, la strage di Peteano, tuttavia nella struttura organizzativa predetta ha trovato copertura"[6].

Nel testo dell' "intervista", apparsa il 21 maggio 1985, si può leggere: "Tutte le stragi che hanno insanguinato l'Italia a partire dal 1969 appartengono ad un'unica matrice organizzativa"[7].

Non c'è soltanto, nell'esempio che portiamo per primo, la perfetta ripetizione testuale, a distanza di quasi un anno, di una verità che ho ribadito, fino ad oggi, centinaia di volte sempre, ovviamente, utilizzando parole diverse: c'è la prova della disonestà di un magistrato, Casson, e di un avvocato, Pisauro, che troncano la frase in modo da non far sapere alla opinione pubblica che io nelle "strutture parallele" non mi riconosco.

La "verità" che questa toga di fango presenta oggi come il frutto delle sue "sco­perte" è, in realtà, come si può constatare, una convinzione politica che il Casson ha da sempre e che oggi spaccia per "verità" processuale, acquisita nel corso di anni ed anni di indagini.

Il secondo esempio che vogliamo offrire all'attenzione ed alla riflessione di coloro che leggeranno queste pagine, riguarda il verbale d'interrogatorio del 27 agosto 1984, dove, fra l'altro, si può leggere: "...Cicuttini fu presentato a Stefano dallo spa­gnolo e a lui chiese direttamente sostegno economico e materiale..."[8].

Nel testo della mia presunta intervista, viceversa, è possibile cogliere questa "perla": "...L'elemento spagnolo chiese a Stefano Delle Chiaie sostegno economico e materiale per Cicuttini..."[9].

Come si vede nel "ricostruire" la mia risposta, il duo Pisauro-Casson incappa nel­l'infortunio di una errata interpretazione delle mie dichiarazioni.

Mentre, difatti, io a verbale dichiaro che Carlo Cicuttini venne presentato a Stefano Delle Chiaie dallo spagnolo e, "a lui", cioè sempre al Delle Chiaie, chiese direttamente aiuti economici e materiali per se stesso, il duo Pisauro-Casson si con­fonde, e mi fa dichiarare nell'intervista che fu lo spagnolo a chiedere aiuto a Delle Chiaie a nome e per conto di Carlo Cicuttini.

Ebbene, nel timore, rivelatosi totalmente infondato di trovare a Trieste magistrati dignitosi, il Casson dopo aver fatto rinviare la prima udienza del processo, fissata nel gennaio del 1992, nomina suo legale di fiducia proprio l'avvocato Giuseppe Pisauro del Foro di Roma.

Non è un caso di omonimia: si tratta proprio del mio ex avvocato "difensore" ed attuale rappresentante legale di Stefano Delle Chiaie.

La notizia è di pubblico dominio: "Il giudice Felice Casson querela tramite l'avvo­cato Giuseppe Pisauro, il direttore del TG1 Bruno Vespa...”[10].

La ragione della mossa del "giudice Felice" è semplice da comprendere: preve­dendo, a ragione, che avrei chiamato a testimoniare, dinanzi al Tribunale di Trieste, il Pisauro, lo nomina suo legale di fiducia in modo da creare uno stato d'incompati­bilità fra l'incarico e la sua testimonianza a lui - Casson - necessariamente avversa, non potendo - anche lo avesse voluto - il Pisauro smentire me e l'evidenza dei fatti in merito alla finta intervista a "Il Giorno" di Milano.

Questo è il magistrato Casson Felice.

Gravi, però, appaiono a questo proposito anche le responsabilità dei colleghi di Casson che non colgono, in apparenza, la incompatibilità palese del rapporto Casson-Pisauro noto, quest'ultimo, per essere stato il mio avvocato nel processo di Peteano e, soprattutto, per essere, ancor oggi, l'avvocato di Stefano Delle Chiaie.

C'è da chiedersi quali garanzie, i colleghi di Casson ritengano che possa dare un magistrato che stabilisce un rapporto fiduciario con lo stesso avvocato di un loro inquisito: domanda valida, soprattutto, per i giudici di Bologna, Leonardo Grassi e Libero Mancuso, che il Pisauro hanno avuto come avversario accanito nel processo per la strage del 2 agosto 1980.

Giuseppe Pisauro
 
Stefano Delle Chiaie
 
Felice Casson


[3] Pubblicato, unitamente al saggio “La voce del silenzio”, dalle Edizioni di Avanguardia, Trapani, 1994. L’estratto in questione si trova alle pagine 97-98. Le note a piè di pagina, a partire dalla n°4, corrispondono alle note 5-11 del testo originale.
[4] Documento consegnato al Tribunale di Trieste.
[5] Ibidem.
[6] Verbale d’interrogatorio del 20.6.1984.
[7] “Su Peteano dico la mia verità” – R. Chiodi, Il Giorno, 21.5.1985.
[8] Verbale d’interrogatorio del 27.8.1984.
[9] “Su Peteano dico la mia verità” – R. Chiodi, art. cit.
[10] “Querelato da Casson”, La Stampa – 9.4.1992.

The Jewish Hoax - Michael Hoffman


giovedì 23 agosto 2012

Michael Hoffman: sull'alchimia umana e la gaia scienza

L'obelisco del Trinity Site, che celebra il primo scoppio nucleare

SULL’ALCHIMIA UMANA E LA GAIA SCIENZA

La verità si offre a tutti coloro che hanno occhi per vederla

Di Michael Hoffman, 4 agosto 2012[1]

Il mio mentore, il defunto James Shelby Downard, esaminava i dati dei complotti da molti punti di vista, incluso quello geo-occulto. Egli si chiedeva perché la creazione e la distruzione della materia primordiale (lo scoppio della prima bomba atomica) siano avvenute vicino alla linea del parallelo situata a 33 gradi Nord di latitudine; perché sia stata denominata sito della “Trinità” e perché tutto ciò sia avvenuto nell’antica Jornada del Muerto[2] (Il Viaggio del Morto). Egli era fermamente convinto che la stregoneria non sia stata abbandonata quando i satanisti hanno iniziato ad occuparsi di scienza.

Nel mio libro Secret Societies and Psycological Warfare [Società segrete e guerra psicologica] ho approfondito queste tracce di ricerca come riti magici e massonici che una volta erano segreti e che ora si svolgono assolutamente in pubblico, apertamente – una sorta di magia civile, che è parte dell’alchimia umana del Processo.
 
 
A mo’ di illustrazione dell’alchimia umana, ricordiamo che fu Friedrich Nietzsche a popolarizzare il soprannome dell’alchimia come la “gaia scienza”.

Nel 1996, secondo Pew Research, il 65% degli americani era contrario al “matrimonio” omosessuale. Questa cifra sembra artificialmente bassa, ma per il momento accettiamola. Pew riferisce che nel 2012 solo il 44% degli americani è contrario al matrimonio omosessuale.

Anche se quest’ultima cifra è anch’essa troppo bassa , non c’è dubbio che negli ultimi 16 anni il matrimonio omosessuale ha acquistato credito presso un crescente numero di americani. La gaia scienza segue il suo corso e riesce ad allontanare gli americani dai fondamenti della civiltà cristiana. Non siamo condotti verso un’America biblica, più conservatrice, ma lontano da essa. Come si ottiene tutto ciò? Le tecniche sono numerose, ma una di esse riguarda il Gioco del Nome. All’inizio degli anni ’70, l’omosessualità ha iniziato ad essere chiamata “gaia”, perdendo con l’andar del tempo qualcosa del suo marchio d’infamia. All’inizio degli anni ’90, il matrimonio “gaio” ha iniziato ad essere chiamato “matrimonio tra persone dello stesso sesso”[3]. Anche questo termine non era sufficientemente cosmetico e neutrale, così gli alchimisti nel 21° secolo hanno coniato la frase “uguaglianza tra matrimoni”, e anche questo termine è stato largamente adottato come Neolingua. Chi ha il potere di imporre questi cambiamenti di nome sul nostro linguaggio? I fornitori dell’alchimia umana.
 
 
Cosa ha a che fare tutto ciò con il nostro patriottico programma di armi nucleari che ha prodotto i nostri patriottici olocausti di Hiroshima e Nagasaki? Tutto. La bomba atomica è stata lo zenit della gaia scienza che sta anche producendo l’”uguaglianza tra matrimoni”, un’”uguaglianza tra matrimoni” di cui Gesù Cristo era ignaro, poiché egli definì il matrimonio come segue: “Al principio della creazione Dio li creò maschi e femmina. Perciò l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà con sua moglie, e saranno due in una sola carne” (Marco 10: 6-8).

Una perversione è il riflesso di un’altra, ma la maggior parte delle persone non lo vedrà, né io me lo aspetto. Ma coloro che vedono avranno la “conoscenza dell’equilibrio”. La maggior parte dei moderni cristiani non hanno questo discernimento, sebbene sia nel loro patrimonio grazie allo Spirito Santo. I nemici di Dio lo possiedono mediante un altro spirito, mediante la Vista di una contraffatta Trinità. È un triste spettacolo sperimentare la volontaria cecità di così tante persone che blaterano sulla loro alleanza con Gesù Cristo.  

Nella lettera seguente, il simbolismo menzionato all’inizio di questa nota viene collegato ad un fenomeno che va oltre la bomba atomica – il passo successivo dell’avanzata alchemica di Skynet[4]: gli onnipresenti droni inflitti non agli afghani, ma al popolo americano, come parte della stessa chimerica “guerra al terrorismo” da parte dello stato di polizia che i “Veterani contro Obama” erediteranno se e quando eleggeranno il Mormone Massonico Mitt Romney, proprio come sicuramente avrà luogo se Obama verrà rieletto.
 
 
Dico “chimerica” perché il governo americano sponsorizza il terrorismo in modo da estendere e giustificare in patria uno stato di polizia per combatterlo. Certamente, è prova di ciò il nostro sostegno agli attentatori terroristici di Al Qaeda che hanno recentemente ucciso il più importante generale cristiano del governo siriano. Questo è quanto, per quelli che hanno occhi per vedere. La maggioranza non li ha, perché costoro non hanno l’amore per la verità grazie a cui potrebbero essere salvati: “E con tutti gli inganni di ingiustizia per quelli che periranno per non aver accolto l’amore della verità in maniera da salvarsi” (2 Tessalonicesi 2: 10).

Rivelazione del Metodo = il 33° grado di Truth or the Consequences[5].
FINE DEL TESTO DI MICHAEL HOFFMAN
 
 
LETTERA A HOFFMAN

Gentile signor Hoffman,

mentre esaminavo il sito “Antiwar.com” mi sono imbattuto in un articolo riguardante i prossimi sviluppi della guerra dei “droni” e la struttura di addestramento del personale addetto alla guerra dei droni nella base aerea di Holloman, nel New Mexico. I dettagli dell’articolo riguardano i soliti argomenti di discussione sulla guerra dei droni che lei può controllare a:


La vera “rivelazione” dell’articolo si trova nel paragrafo che riprendo nella sua interezza dal pezzo in questione:

“Tali critici possono considerare appropriato che Holloman sia tagliata in due dalla Jornada del Muerto – il macabro nome spagnolo dell’arida e pericolosa scorciatoia un tempo utilizzata da Billy the Kid. Situata su un altopiano desertico, la base è rovente di giorno e raggelante di notte e vi si possono osservare spettacolari tempeste di luce. Ha dei vicini evocativi. Ad est, Roswell, che i complottisti già associano ai velivoli privi di umani; ad ovest, Truth or Consequences, una città nominata dopo un radio quiz show degli anni ‘50”.

Come lei ha sostenuto in modo così eloquente in Secret Societies and Psycological Warfare, le prove stanno tutte attorno a noi per chi le vuol vedere!

H. N. Ohio