Dalla pagina Facebook We are Al Gaddafi's lovers condivido qui questa foto con il relativo commento: dite qualcosa su questa foto.
venerdì 31 agosto 2012
giovedì 30 agosto 2012
Otello Lupacchini: Quei Servizi per Cirillo
Ho pensato di condividere qui un importante
articolo di Otello Lupacchini – noto magistrato, già distintosi per storiche inchieste su alcuni
degli aspetti più torbidi degli “anni di piombo”[1]— sul sequestro Cirillo, articolo apparso a suo tempo sul Corriere Adriatico. Vi riemerge infatti
clamorosamente una realtà più volte emersa negli scritti di Vincenzo Vinciguerra[2], e cioè quella di
uno Stato italiano nemico, di volta in volta, dei singoli mafiosi ma NON della
criminalità mafiosa in quanto tale, di cui si serve, di volta in volta, in modo demiurgico, per i propri inconfessabili fini. In questo senso la frase chiave dell’articolo
è quella sui politici e sugli uomini del Servizio di sicurezza che “scaricano”
Raffaele Cutolo, “puntando su due nuovi boss: Carmine Alfieri e il suo luogotenente Pasquale Galasso”. Altro riferimento importante è quello al
nesso lobby dei costruttori-servizi segreti: buona parte della storia italiana del
dopoguerra andrebbe letta proprio alla luce dell’influenza deviante di tale lobby[3]. Curiosamente, il proprietario del
giornale che ha pubblicato l’articolo è proprio quel Francesco Gaetano Caltagirone esimio esponente[4] della detta lobby. Ma come mai un giornale del genere, espressione della provincia italiana più conformista,
pubblica un articolo onesto
sulla sempiterna “trattativa” Stato-mafia ? A mio avviso, si tratta di un esempio di
quell’omeopatica somministrazione di pillole di verità – nel mare delle
falsità – che Michael Hoffman ha definito “Rivelazione
del Metodo”[5]. Chissà se l’autore dell’articolo se ne è reso
conto …
QUEI SERVIZI
PER CIRILLO[6]
Di Otello
Lupacchini
Il 27 aprile
1981, attorno alle ore 21 e 45, un commando delle Brigate Rosse intercetta
l’auto blindata della Regione Campania assegnata all’assessore ai Lavori
pubblici Ciro Cirillo. Uccide l’autista, Mario Cancello ed il brigadiere Luigi
Carbone, addetto alla scorta del politico democristiano. Ferisce alle gambe il
suo segretario, Ciro Fiorillo. Rapisce l’assessore, caricandolo a forza su un furgone. Durante gli ottantanove
giorni del sequestro, l’ostaggio, accusato di essere il “boia della
speculazione”, è sottoposto ai pressanti interrogatori dei brigatisti, capeggiati
da Giovanni Senzani. E, quindi, condannato a morte. Ma l’ostaggio non sarà
ucciso. Il 22 luglio 1981, i brigatisti annunciano di “aver espropriato al
boia Cirillo, alla sua famiglia di speculatori, al suo partito di affamatori,
alla sua classe di sfruttatori” un riscatto da un miliardo e quattrocentocinquanta
milioni di vecchie lire. Due giorni dopo, l’assessore viene rilasciato,
imbavagliato ed incappucciato, nei pressi di Poggioreale. Si accerterà, innanzitutto,
che subito dopo il sequestro, Servizi di sicurezza ed esponenti politici, al di
fuori di un’indagine diretta ad acquisire notizie utili all’ubicazione
dell’ostaggio ed alla cattura dei rapitori, hanno posto le premesse per lo
svolgimento di una trattativa con i brigatisti di Giovanni Senzani, mediata da
Raffaele Cutolo. A prendere i primi contatti con il capo della Nuova Camorra
Organizzata, presso il supercarcere di Ascoli Piceno, è stato il Servizio segreto civile, ma dopo qualche settimana, gli è subentrato
il Servizio segreto militare. A propiziare l’avvicendamento, secondo Francesco
Pazienza, è stato il numero due del Sismi, il generale Abelardo Mei, “l’uomo
che rappresentava la lobby dei grandi costruttori”.
Oltre al colonnello Pietro Musumeci ed al tenente colonnello Giuseppe
Belmonte, Raffaele Cutolo ha ricevuto: Adalberto Titta, ufficiale dell’aeronautica
e collaboratore dei Servizi di sicurezza; Vincenzo Casillo ed il suo
guardaspalle, Salvatore Imperatrice; il camorrista latitante Corrado
Iacolare; Luigi Bosso, detenuto insieme allo stesso Cutolo, mandato in giro per
le carceri, a fare da ambasciatore con i brigatisti detenuti. Si accerterà,
altresì, che in cambio della liberazione di Cirillo mentre alle Brigate Rosse
si promettono armi e denaro, a Cutolo si promette invece il trasferimento
carcerario di numerosi camorristi, un trattamento a essi favorevole, perizie
psichiatriche compiacenti, tangenti sugli appalti con ditte subappaltatrici
legate alla sua organizzazione. Si dirà pure che, oltre a questo, ci sarebbe
stata una lista di “sbirri”, magistrati e poliziotti, invisi a don Raffaele e
che costui avrebbe voluto far fuori, magari con l’aiuto e con la copertura
delle Brigate Rosse. La somma pagata alle Brigate Rosse come riscatto per il
rilascio, comunque, non è stata messa a disposizione dal Sismi, ma è stata il
frutto di una colletta, fra imprenditori non soltanto napoletani, ma anche romani,
interessati alla ricostruzione. Tornato a casa Ciro Cirillo, Raffaele Cutolo
e gli altri affiliati della Nuova Camorra Organizzata divengono, ben presto,
una “mina vagante” sia per i politici sia per gli uomini del Servizio di
sicurezza, che se ne sono serviti per trattare la liberazione dell’assessore regionale.
E, allora, li scaricheranno, puntando su due nuovi boss: Carmine Alfieri ed il
suo luogotenente Pasquale Galasso.
Molti di coloro che hanno avuto a
che fare con la trattativa per liberare l’assessore regionale ai Lavori
pubblici napoletano, in un modo o nell’altro, scompariranno, ad uno ad uno:
Vincenzo Casillo viene fatto saltare per aria con la sua macchina, proprio
accanto alla sede del Sismi di Forte Braschi; un anno dopo, il cadavere della
sua convivente, Giovanna Matarazzo, verrà trovato murato dentro un pilone di
calcestruzzo; Nicola ’o Carusiello Nuzzo, suo uomo di fiducia ad Acerra, viene
sprangato a morte, mentre si trova ricoverato in una clinica a Roma;
Salvatore Imperatrice, suo guardaspalle, muore in carcere, impiccato ad una
sbarra della finestra della cella; Luigi Bosso, ambasciatore di Raffaele
Cutolo nelle carceri, muore d’infarto, a quarantadue anni; e d’infarto muore
pure Adalberto Titta, l’ufficiale dell’aeronautica collaboratore dei Servizi
segreti. Scomparsi i testimoni più scomodi del “patto sciagurato”, si dà il
via al gigantesco business per la ricostruzione: lo sperpero di decine di
migliaia di miliardi che lo Stato ha stanziato dopo il terremoto dell’lrpinia.
[1] Oltre all’inchiesta
oggetto del presente articolo (se ne parla anche qui: http://simonedimeo.blogspot.it/2009/03/il-sequestro-di-ciro-cirillo.html
) Lupacchini è il magistrato che firmò il mandato di cattura per i componenti
della Banda della Magliana: http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/07/28/news/l_allarme_mafia_sottovalutato_anche_dai_magistrati_il_giudice_lupacchini_c_un_clima_negazionista-39868561/
[2] Vedi ad esempio il post Vincenzo Vinciguerra: I vivi e i morti (l’affare
Moro): http://andreacarancini.blogspot.it/2010/05/vincenzo-vinciguerra-i-vivi-e-i-morti.html
[3] La permanente minaccia di
golpe negli anni ’60 e ’70 ha come retroterra interessi materiali cospicui
quanto sordidi, come appunto l’interesse dei costruttori a far fallire il
progetto di riforma urbanistica voluto, oltre che dai socialisti, dal ministro
democristiano Fiorentino Sullo: http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/07/28/news/l_allarme_mafia_sottovalutato_anche_dai_magistrati_il_giudice_lupacchini_c_un_clima_negazionista-39868561/.
Su cosa rappresentano, ancora oggi, i "palazzinari", in particolare quelli romani, vedi l'articolo di Andrea Cinquegrani, Veltroni-Fini-Fratelli d'Italia: http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=392
Su cosa rappresentano, ancora oggi, i "palazzinari", in particolare quelli romani, vedi l'articolo di Andrea Cinquegrani, Veltroni-Fini-Fratelli d'Italia: http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=392
[4] Vedi il suo curriculum: http://ingegnie.altervista.org/Caltagirone.html.
Di Caltagirone mi sembra emblematica, per quanto poco segnalata, la militanza
giovanile nella Primula Goliardica (http://it.wikipedia.org/wiki/Primula_Goliardica
), il “fiore universitario” della fascisteria romana pacciardiana e "nazimaoista", come risulta dal sito
di un seguace di Randolfo Pacciardi: http://corrieredellacollera.com/2010/11/02/il-piano-solo-e-le-favole-dei-golpe-del-60-del-64-del-70-e-del-74-sesta-ed-ultima-parte/.
Sugli sviluppi, eversivi, della fascisteria uscita da
Primula Goliardica vedi, in particolare, la seconda edizione de “Il segreto di
Piazza Fontana”, di Paolo Cucchiarelli: http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&idlibro=7425&titolo=IL+SEGRETO+DI+PIAZZA+FONTANA
[5] Vedi, in proposito, il
post Michael Hoffman: la Rivelazione del
Metodo da parte della Criptocrazia: http://andreacarancini.blogspot.it/2011/05/michael-hoffman-la-rivelazione-del.html,
nonché il paragrafo 150 anni di (Doppio)
Stato italiano nel post Unire
l’Italia per renderla serva dei forestieri: http://andreacarancini.blogspot.it/2011/06/unire-litalia-per-renderla-serva-dei.html.
[6] Dal Corriere Adriatico di
giovedì 14 giugno 2012, pagina 1 e 15.
martedì 28 agosto 2012
FascinAzione: Anna K Valerio e Freda promessi sposi: un amore na...
FascinAzione: Anna K Valerio e Freda promessi sposi: un amore na...: (umt) La notizia delle nozze tra Anna K Valerio e " Giorgio" Freda è decisamente datata: ne aveva parlato il Mattino, a fine luglio, un...
domenica 26 agosto 2012
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Briganti: 1970. LA RIVOLTA DI REGGIO CALABRIA CONTRO LO STAT...: Riportiamo gli scritti del grande maestro Nicola Zitara, scomparso l'anno scorso, sulla rivolta di Reggio. Leggerla fa scaturire rabbia su...
Jo Ann Wescott: far sostenere agli americani gli stupri le torture e gli stermini
Dal blog di Jo Ann
Wescott:
La Palestina, l’Iraq, il Libano, l’Afghanistan, la Siria, la
Libia, la Giordania, l’Egitto, il Pakistan, il Bahrein, l’Indonesia ecc. ecc.
Tutti questi paesi stanno soffrendo orribilmente perché noi, il popolo americano,
sosteniamo incondizionatamente gli omicidi, gli stupri e le torture!! Dando ascolto
ai sionisti israeliani e sostenendoli senza prima fare domande e senza sapere
esattamente cosa succede. Israele chiamerà un feto “terrorista” e lo ucciderà con la vostra
benedizione. Gli israeliani e i criminali di guerra stuprano bambine e ragazze
e poi le chiamano terroriste. Sembra che chiunque possa uccidere, stuprare e
farla franca se costoro chiamano le proprie vittime “terroristi”.
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"Ci si sente così grandi ad essere un americano, non è vero?
Il caporale Jeremy Morlock sorride per una foto con un bambino aghano ucciso per festeggiare la sua uccisione".
sabato 25 agosto 2012
Vincenzo Vinciguerra: Giuseppe Pisauro, avvocato di Stefano Delle Chiaie MA ANCHE di Felice Casson
![]() |
| Vincenzo Vinciguerra |
Non ho sottomano il libro L’AQUILA E IL
CONDOR, l’autobiografia del “parastatale”[1] Stefano Delle Chiaie[2]. Ricordo però che nella pagina dei
ringraziamenti il primo a essere citato è lo storico avvocato di Delle Chiaie, Giuseppe Pisauro. In realtà, pochi sanno che Pisauro è stato anche, seppur per
breve tempo, l’avvocato di Vincenzo Vinciguerra. Penso sia interessante far
conoscere quanto scrisse a suo tempo quest’ultimo sul suo ex legale (e su Felice Casson) nel saggio UNA
TOGA DI FANGO[3].
"Nel
mese di maggio del 1985, mentre mi trovavo ristretto nel carcere romano di
Rebibbia, in sezione speciale, il giornalista Enzo Biagi si mette in contatto
con l'avvocato Giuseppe Pisauro del Foro di Roma, per verificare con lui, che
allora era il mio legale di fiducia, la possibilità di ottenere da parte mia
una intervista per la trasmissione televisiva 'Linea Diretta', condotta dallo stesso
Biagi"[4].
Accetto
la proposta del giornalista, ma il mio avvocato, Pisauro, mi sottopone anche la
proposta avanzata dal giornalista Roberto Chiodi, per conto de 'Il Giorno' di Milano. Mi assicura che non
si sarebbe creata incompatibilità fra le due interviste in quanto sarebbero state
rese pubbliche lo stesso giorno, facendo coincidere la data di pubblicazione
sul quotidiano e di trasmissione alla Rai con un accordo a tre (Biagi, Chiodi e
Pisauro) di cui egli si faceva con me garante.
Nulla
di vero c'era in quello che raccontava Pisauro, anzi pur di battere nel tempo
Biagi e di evitare che io potessi rispondere liberamente alle domande di
Chiodi, il Pisauro si accorda con Casson per "costruire", tutti e due
insieme, una mia "intervista" (domande e risposte) con i verbali dei
miei interrogatori messi ovviamente a disposizione dal disonesto "giudice
Felice".
"Come
si fa, in questo caso - scrivevo in una "memoria" al Tribunale di
Trieste - a provare che le dichiarazioni da me rese al giudice istruttore,
Casson Felice, sono state riportate, pari pari, sull' "intervista"
apparsa su "Il Giorno" di Milano, senza incorrere anche in questo
caso nell'accusa di calunnia, magari elevata da qualche altro Gulotta? (Il
giudice istruttore del Tribunale di Trieste che mi ha rinviato a giudizio -
NdA).
Nella
maniera più semplice: ponendo a confronto i verbali di interrogatorio resi al
magistrato veneziano e da costui passati, in spregio al segreto istruttorio,
all'ineffabile Giuseppe Pisauro.
Non
ho tutti i miei verbali d'interrogatorio - scrivevo sempre ai magistrati
triestini -, resi dalla data del 22 maggio 1984 a quella in cui è stata
pubblicata l' "intervista". Ma una semplice rilettura di quelli in
mio possesso, comparati con il testo dell' "intervista" mi ha
consentito di individuarne almeno sette, utilizzati per "costruire"
le mie risposte[5].
In
questa sede, come esempio, ne portiamo solo un paio, lasciando tutti gli altri
a disposizione di coloro che avranno la curiosità di voler verificare la
veridicità dei fatti e, poi, riflettere sulla "giustizia giusta" che
vige a Trieste.
Nel
verbale d'interrogatorio del 20 giugno 1984, reso da me ai giudici di Bologna,
Zincani, Castaldo, Dardani – oltre al Casson – si può leggere:
"...Tuttavia intendo sin d'ora affermare che tutte le stragi che hanno
insanguinato l'Italia a partire dal 1969 appartengono ad un'unica matrice
organizzativa.
L'unica
che organizzativamente è riferibile a persone non appartenenti alla medesima
struttura, la strage di Peteano, tuttavia nella struttura organizzativa predetta
ha trovato copertura"[6].
Nel
testo dell' "intervista", apparsa il 21 maggio 1985, si può leggere:
"Tutte le stragi che hanno insanguinato l'Italia a partire dal 1969
appartengono ad un'unica matrice organizzativa"[7].
Non
c'è soltanto, nell'esempio che portiamo per primo, la perfetta ripetizione testuale,
a distanza di quasi un anno, di una verità che ho ribadito, fino ad oggi,
centinaia di volte sempre, ovviamente, utilizzando parole diverse: c'è la prova
della disonestà di un magistrato, Casson, e di un avvocato, Pisauro, che
troncano la frase in modo da non far sapere alla opinione pubblica che io nelle
"strutture parallele" non mi riconosco.
La
"verità" che questa toga di fango presenta oggi come il frutto delle
sue "scoperte" è, in realtà, come si può constatare, una convinzione
politica che il Casson ha da sempre e che oggi spaccia per "verità"
processuale, acquisita nel corso di anni ed anni di indagini.
Il
secondo esempio che vogliamo offrire all'attenzione ed alla riflessione di
coloro che leggeranno queste pagine, riguarda il verbale d'interrogatorio del
27 agosto 1984, dove, fra l'altro, si può leggere: "...Cicuttini fu
presentato a Stefano dallo spagnolo e a lui chiese direttamente sostegno
economico e materiale..."[8].
Nel
testo della mia presunta intervista, viceversa, è possibile cogliere questa
"perla": "...L'elemento spagnolo chiese a Stefano Delle Chiaie
sostegno economico e materiale per Cicuttini..."[9].
Come
si vede nel "ricostruire" la mia risposta, il duo Pisauro-Casson
incappa nell'infortunio di una errata interpretazione delle mie dichiarazioni.
Mentre,
difatti, io a verbale dichiaro che Carlo Cicuttini venne presentato a Stefano
Delle Chiaie dallo spagnolo e, "a lui", cioè sempre al Delle Chiaie,
chiese direttamente aiuti economici e materiali per se stesso, il duo
Pisauro-Casson si confonde, e mi fa dichiarare nell'intervista che fu lo
spagnolo a chiedere aiuto a Delle Chiaie a nome e per conto di Carlo Cicuttini.
Ebbene,
nel timore, rivelatosi totalmente infondato di trovare a Trieste magistrati dignitosi,
il Casson dopo aver fatto rinviare la prima udienza del processo, fissata nel
gennaio del 1992, nomina suo legale di fiducia proprio l'avvocato Giuseppe
Pisauro del Foro di Roma.
Non
è un caso di omonimia: si tratta proprio del mio ex avvocato "difensore"
ed attuale rappresentante legale di Stefano Delle Chiaie.
La
notizia è di pubblico dominio: "Il giudice Felice Casson querela tramite
l'avvocato Giuseppe Pisauro, il direttore del TG1 Bruno Vespa...”[10].
La
ragione della mossa del "giudice Felice" è semplice da comprendere:
prevedendo, a ragione, che avrei chiamato a testimoniare, dinanzi al Tribunale
di Trieste, il Pisauro, lo nomina suo legale di fiducia in modo da creare uno
stato d'incompatibilità fra l'incarico e la sua testimonianza a lui - Casson -
necessariamente avversa, non potendo - anche lo avesse voluto - il Pisauro
smentire me e l'evidenza dei fatti in merito alla finta intervista a "Il
Giorno" di Milano.
Questo è il magistrato Casson Felice.
Gravi,
però, appaiono a questo proposito anche le responsabilità dei colleghi di
Casson che non colgono, in apparenza, la incompatibilità palese del rapporto
Casson-Pisauro noto, quest'ultimo, per essere stato il mio avvocato nel
processo di Peteano e, soprattutto, per essere, ancor oggi, l'avvocato di
Stefano Delle Chiaie.
C'è
da chiedersi quali garanzie, i colleghi di Casson ritengano che possa dare un
magistrato che stabilisce un rapporto fiduciario con lo stesso avvocato di un
loro inquisito: domanda valida, soprattutto, per i giudici di Bologna, Leonardo
Grassi e Libero Mancuso, che il Pisauro hanno avuto come avversario accanito
nel processo per la strage del 2 agosto 1980.
![]() |
| Giuseppe Pisauro |
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| Stefano Delle Chiaie |
![]() |
| Felice Casson |
[1] http://it.scribd.com/doc/98715551/Vincenzo-Vinciguerra-I-parastatali. Su Delle Chiaie vedi anche la foto d'epoca pubblicata qui:
http://www.scribd.com/doc/100900765/Stefano-Delle-Chiaie-Serafino-Di-Luia-e-Bruno-Di-Luia-in-una-foto-de-l-Unita-del-5-marzo-1972; e, naturalmente, lo storico articolo di Andrea Barbato del 1988:
http://lombardia.indymedia.org/node/8609.
http://www.scribd.com/doc/100900765/Stefano-Delle-Chiaie-Serafino-Di-Luia-e-Bruno-Di-Luia-in-una-foto-de-l-Unita-del-5-marzo-1972; e, naturalmente, lo storico articolo di Andrea Barbato del 1988:
http://lombardia.indymedia.org/node/8609.
[3] Pubblicato, unitamente al saggio “La
voce del silenzio”, dalle Edizioni di Avanguardia, Trapani, 1994. L’estratto in
questione si trova alle pagine 97-98. Le note a piè di pagina, a partire dalla
n°4, corrispondono alle note 5-11 del testo originale.
[4] Documento consegnato al
Tribunale di Trieste.
[5] Ibidem.
[6] Verbale d’interrogatorio
del 20.6.1984.
[7] “Su Peteano dico la mia
verità” – R. Chiodi, Il Giorno, 21.5.1985.
[8] Verbale d’interrogatorio
del 27.8.1984.
[9] “Su Peteano dico la mia
verità” – R. Chiodi, art. cit.
[10] “Querelato da Casson”, La
Stampa – 9.4.1992.
giovedì 23 agosto 2012
Michael Hoffman: sull'alchimia umana e la gaia scienza
![]() |
| L'obelisco del Trinity Site, che celebra il primo scoppio nucleare |
SULL’ALCHIMIA UMANA E
LA GAIA SCIENZA
La verità si offre a
tutti coloro che hanno occhi per vederla
Il mio mentore, il defunto James Shelby Downard, esaminava i
dati dei complotti da molti punti di vista, incluso quello geo-occulto. Egli si
chiedeva perché la creazione e la distruzione della materia primordiale (lo
scoppio della prima bomba atomica) siano avvenute vicino alla linea del
parallelo situata a 33 gradi Nord di latitudine; perché sia stata denominata sito della “Trinità”
e perché tutto ciò sia avvenuto nell’antica Jornada
del Muerto[2] (Il Viaggio del Morto). Egli era fermamente convinto che la stregoneria non sia
stata abbandonata quando i satanisti hanno iniziato ad occuparsi di scienza.
Nel mio libro Secret Societies and Psycological Warfare [Società
segrete e guerra psicologica] ho approfondito queste tracce di ricerca come
riti magici e massonici che una volta erano segreti e che ora si svolgono
assolutamente in pubblico, apertamente – una sorta di magia civile, che è parte
dell’alchimia umana del Processo.
A mo’ di illustrazione dell’alchimia umana, ricordiamo che fu
Friedrich Nietzsche a popolarizzare il soprannome dell’alchimia come la “gaia
scienza”.
Nel 1996, secondo Pew Research, il 65% degli americani era
contrario al “matrimonio” omosessuale. Questa cifra sembra artificialmente
bassa, ma per il momento accettiamola. Pew riferisce che nel 2012 solo il 44%
degli americani è contrario al matrimonio omosessuale.
Anche se quest’ultima cifra è anch’essa troppo bassa , non c’è
dubbio che negli ultimi 16 anni il matrimonio omosessuale ha acquistato credito
presso un crescente numero di americani. La gaia scienza segue il suo corso e
riesce ad allontanare gli americani dai fondamenti della civiltà cristiana. Non
siamo condotti verso un’America biblica, più conservatrice, ma lontano da essa.
Come si ottiene tutto ciò? Le tecniche sono numerose, ma una di esse riguarda
il Gioco del Nome. All’inizio degli anni ’70, l’omosessualità ha iniziato ad
essere chiamata “gaia”, perdendo con l’andar del tempo qualcosa del suo marchio
d’infamia. All’inizio degli anni ’90, il matrimonio “gaio” ha iniziato ad
essere chiamato “matrimonio tra persone dello stesso sesso”[3]. Anche questo
termine non era sufficientemente cosmetico e neutrale, così gli alchimisti nel
21° secolo hanno coniato la frase “uguaglianza tra matrimoni”, e anche questo
termine è stato largamente adottato come Neolingua. Chi ha il potere di imporre
questi cambiamenti di nome sul nostro linguaggio? I fornitori dell’alchimia
umana.
Cosa ha a che fare tutto ciò con il nostro patriottico
programma di armi nucleari che ha prodotto i nostri patriottici olocausti di
Hiroshima e Nagasaki? Tutto. La bomba atomica è stata lo zenit della gaia
scienza che sta anche producendo l’”uguaglianza tra matrimoni”, un’”uguaglianza
tra matrimoni” di cui Gesù Cristo era ignaro, poiché egli definì il matrimonio
come segue: “Al principio della creazione Dio li creò maschi e femmina. Perciò l’uomo
abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà con sua moglie, e saranno due in
una sola carne” (Marco 10: 6-8).
Una perversione è il riflesso di un’altra, ma la maggior
parte delle persone non lo vedrà, né io me lo aspetto. Ma coloro che vedono avranno
la “conoscenza dell’equilibrio”. La maggior parte dei moderni cristiani non
hanno questo discernimento, sebbene sia nel loro patrimonio grazie allo Spirito
Santo. I nemici di Dio lo possiedono mediante un altro spirito, mediante la
Vista di una contraffatta Trinità. È un triste spettacolo sperimentare la
volontaria cecità di così tante persone che blaterano sulla loro alleanza con Gesù
Cristo.
Nella lettera seguente, il simbolismo menzionato all’inizio
di questa nota viene collegato ad un fenomeno che va oltre la bomba atomica –
il passo successivo dell’avanzata alchemica di Skynet[4]:
gli onnipresenti droni inflitti non agli afghani, ma al popolo americano, come
parte della stessa chimerica “guerra al terrorismo” da parte dello stato di
polizia che i “Veterani contro Obama” erediteranno se e quando eleggeranno il
Mormone Massonico Mitt Romney, proprio come sicuramente avrà luogo se Obama
verrà rieletto.
Dico “chimerica” perché il governo americano sponsorizza il
terrorismo in modo da estendere e giustificare in patria uno stato di polizia
per combatterlo. Certamente, è prova di ciò il nostro sostegno agli attentatori
terroristici di Al Qaeda che hanno recentemente ucciso il più importante
generale cristiano del governo siriano. Questo è quanto, per quelli che hanno
occhi per vedere. La maggioranza non li ha, perché costoro non hanno l’amore
per la verità grazie a cui potrebbero essere salvati: “E con tutti gli inganni
di ingiustizia per quelli che periranno per non aver accolto l’amore della
verità in maniera da salvarsi” (2 Tessalonicesi 2: 10).
Rivelazione del Metodo = il 33° grado di Truth or the Consequences[5].
FINE DEL TESTO DI MICHAEL HOFFMAN
LETTERA A HOFFMAN
Gentile signor Hoffman,
mentre esaminavo il sito “Antiwar.com” mi sono imbattuto in
un articolo riguardante i prossimi sviluppi della guerra dei “droni” e la
struttura di addestramento del personale addetto alla guerra dei droni nella
base aerea di Holloman, nel New Mexico. I dettagli dell’articolo riguardano i
soliti argomenti di discussione sulla guerra dei droni che lei può controllare
a:
La vera “rivelazione” dell’articolo si trova nel paragrafo
che riprendo nella sua interezza dal pezzo in questione:
“Tali critici possono considerare appropriato che Holloman
sia tagliata in due dalla Jornada del
Muerto – il macabro nome spagnolo dell’arida e pericolosa scorciatoia un
tempo utilizzata da Billy the Kid. Situata su un altopiano desertico, la base è
rovente di giorno e raggelante di notte e vi si possono osservare spettacolari
tempeste di luce. Ha dei vicini evocativi. Ad est, Roswell, che i complottisti
già associano ai velivoli privi di umani; ad ovest, Truth or Consequences, una
città nominata dopo un radio quiz show degli anni ‘50”.
Come lei ha sostenuto in modo così eloquente in Secret Societies
and Psycological Warfare, le prove stanno tutte attorno a noi
per chi le vuol vedere!
H. N. Ohio
[1] Traduzione
di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://revisionistreview.blogspot.it/2012/08/of-human-alchemy-and-gay-science.html
martedì 21 agosto 2012
Facebook strumento omicidiario? Dopo Vittorio Arrigoni i siriani lealisti
![]() |
| Immagine tratta dalla pagina FB "Boicottiamo Informare Per Resistere" |
Facebook come strumento non solo di socialità ma anche di barbarie?
Facebook come punto di partenza non solo di “character
assassinations” ma anche di omicidi
veri e propri?
È già successo con Vittorio Arrigoni: http://andreacarancini.blogspot.it/2012/01/la-diceria-sullomosessualita-di.html
Continua a succedere, a quanto pare, anche adesso, anche in Italia: a fare da bersaglio, in
questo caso, i siriani lealisti “colpevoli” di testimoniare alla luce del sole
la propria fedeltà alla patria assediata dai terroristi nordatlantici. Al
riguardo, mi sembra doveroso condividere qui quanto letto sulla bacheca del mio
amico Facebook Fulvio Grimaldi:
VI SEGNALO QUESTA DENUNCIA DELLA COMUNITA' SIRIANA NON
CORROTTA E NON VENDUTA. AUTORITA', MEDIA, ASSOCIAZIONI, DIRITTOUMANISTI, LAICI,
DEMOCRATICI, SINISTRE, PACIFISTI, EMETTERANNO UN BISBIGLIO DI PROTESTA?
Che in Siria sia in corso una lotta per imporre libertà e
democrazia, è
finalmente messo in
dubbio da molti.
Che in Siria sia in
corso una vergognosa battaglia mediatica che non si ferma
davanti allo
stravolgimento degli eventi pur di attirare l'opinione pubblica, non
è oramai un mistero.
In Siria, come
all'estero, vengono spesso denunciate le presunte persecuzioni
degli oppositori del
governo da parte dei servizi segreti siriani. Amnesty
International la
scorsa estate aveva rimediato titoloni su tutti i media
internazionali a
questo riguardo.
Ma dei perseguitati,
in Siria esattamente come all'estero, tra i filogovernativi
non se ne parla mai.
Eppure ce ne sono, molti, anche qui in Italia.
Basta farsi un rapido
giro sulle pagine di Facebook per trovare molte
cosiddette
"liste della vergogna" con foto, nomi e dati personali di presunti
"shabbiha",
così vengono definiti dagli oppositori coloro che sostengono
apertamente il
governo, con inviti anche espliciti ad attaccarli, colpirli,
perseguitarli e, una
volta uccisi, viene messo un timbro sul loro volto. Nel
silenzio e
nell'indifferenza generale, con il beneplacito di media, associazioni e
istituzioni.
A queste pagine, in
Siria, già più volte gli estremisti hanno attinto le loro
vittime designate, è
accaduto a Damasco a fine dicembre, quando sono morti
due studenti
universitari, e successo qualche mese fa con un'insegnante di
Deir ez-Zor. Apici di
una situazione grave perché largamente diffusa e
sottovalutata nella
sua pericolosità.
Anche l'Italia ha la
sua "lista della vergogna" e le sue "vittime predestinate".
Si tratta di siriani
- cristiani, sunniti e alauiti - accomunati dalla volontà di
sostenere apertamente
il governo siriano e di non aver timore di dichiararlo in
manifestazioni e
conferenze.
L'ultimo attacco
mirato è avvenuto ieri sera (venerdì 17 agosto), quando un
siriano che si fa
chiamare "Ahmed Sara" ha postato sul suo profilo delle foto di
alcuni di questi
sostenitori del governo (siriani e italiani), accompagnate da
informazioni infamanti
sul loro conto e dati strettamente personali
(appartenenza
religiosa, indirizzo di casa, numero di cellulare, targa e modello
dell'auto), ledendo
così allo stesso tempo la loro privacy e la loro moralità.
Non contento, le
immagini sono state diffuse sulla pagina "Vogliamo la Siria
libera", che
conta quasi 6.000 sostenitori, e su "Boicottiamo Informare per
Resistere" che
ha realizzato un vergognoso album dal titolo "A.A.A. cercasi
shabbiha" [l'album c'è ancora!]e ora
stanno circolando impunemente per la rete.
Primo esito di questo
abuso della rete sono state le molestie telefoniche: il
telefono di queste
vittime è squillato a ogni ora del giorno e della notte con
nuovi insulti,
intimidazioni e minacce, sempre in arabo, da parte di ignoti.
Ma questo è solo
l'ultimo, gravissimo, episodio di una lunga serie di
aggressioni iniziate
oltre un anno fa contro questi stessi soggetti.
Eccone una sintesi:
Il primo esempio
risale al 6 luglio 2011 quando un bar di Cologno Monzese è
stato semi-distrutto
da un gruppo composto da una ventina di persone guidate
da esponenti
dell'opposizione, che già da tempo minacciavano i proprietari
colpevoli di essersi
recati, proprio la sera stessa, a una manifestazione a
sostegno del
presidente Al-Assad e del suo programma di riforme contro ogni
ingerenza straniera.
I due siriani cristiani, oltre agli ingenti danni morali e
economici, sono stati
pesantemente malmenati dal gruppo e uno dei due ha
riportato ben undici
punti di sutura alla nuca. Colpito anche un altro amico
siriano alawita che
li accompagnava e che ha rimediato anche l'auto distrutta.
E' bene ricordare che
quel locale, fino a pochi mesi prima (prima che in Siria
scoppiasse quella che
molti si ostinano a definire "primavera") era un punto di
ritrovo per l'intera
comunità siriana che conviveva, in Italia esattamente come
in Siria, senza
screzi.
Dopo un periodo di
calma apparente, durante il quale il gruppo di oppositori si
limitava a
frecciatine, più o meno velate minacce durante le manifestazioni di
piazza o sulla rete,
la situazione è andata acuendosi nelle ultime settimane e
si è palesata in due
nuove spregevoli aggressioni.
La prima risale alla
sera del 25 febbraio quando un gruppo di cinque persone
si è recato sotto
casa di un sostenitore del governo "colpevole", dal loro punto
di vista, di essere
sunnita e non appartenere alle fila degli oppositori e, con un
tranello, lo hanno
invitato a scendere e tentato di aggredire armati di
manganelli e
coltelli; non riuscendo a colpire la vittima predestinata - che
fortunatamente è
riuscita a riparare in casa per tempo - si sono sfogati sulla
sua auto (mezzo che,
come gli aggressori ben sapevano, gli è fondamentale
per poter lavorare)
distruggendone i vetri, ammaccando la carrozzeria e
tagliando tutte e
quattro le gomme. Non contenti il giorno seguente lo hanno
nuovamente minacciato
al telefono, dicendogli che sarebbero tornati quella
sera per finire
quanto avevano lasciato in sospeso.
A un altro ragazzo,
sempre in prima fila nelle manifestazioni pro-governo, è
stato riservato un
altro trattamento: invece di prendersela direttamente con
lui, cercano di
convincere il responsabile del luogo di lavoro che se non lo
licenzia ne subirà le
conseguenze.
Il secondo atto,
invece, si è consumato nuovamente di fronte al locale di
Cologno Monzese,
intorno alla metà di marzo questa volta a farne le spese è
stato un siriano
alawita (tengo a precisare ogni volta l'appartenenza religiosa
non perché i siriani
ci tengano particolarmente, ma solo perché da quando è
scoppiato questo caos
per una parte dell'opposizione il credo sembra essere
diventato
fondamentale), promotore delle manifestazioni nel nord Italia a
sostegno del governo
di Assad. Dopo le bestemmie religiose e le pesanti
minacce, un gruppo -
che in questo caso si è trasformato in vero e proprio
branco - di centinaia
di individui ha cercato di attaccarlo, provvidenziale è
stata la possibilità
di rifugiarsi nel bar fino all'intervento delle forze dell'ordine.
Ne sono seguite
ulteriori minacce personali e a tutti i partecipanti - siriani -
delle manifestazioni
milanesi contro la rivolta ("Non organizzate altre
manifestazioni a
Milano, altrimenti, a chiunque parteciperà, noi taglieremo le
gambe", è stato
dichiarato al telefono).
Aggressioni vili ed
agghiaccianti, soprattutto se si pensa che a perpetrarle
sono state le stesse
persone che si ergono continuamente a difesa dei vessilli
di libertà e
democrazia, ma che poi, nottetempo, cercano di toglierle a quanti
non la pensano come
loro vorrebbero.
E, purtroppo, non si
tratta di casi isolati: moltissimi, infatti, sono gli esempi di
siriani in Italia
che, dopo aver preso parte a manifestazioni filogovernative ed
essersi esposti
personalmente senza paura di esprimere il loro punto di vista,
sono poi stati
minacciati o aggrediti telefonicamente o via web da questi
“pacifici e
democratici” esponenti della corrente opposta.
Ma questi casi,
chissà come mai, non interessano le grandi associazioni che
operano per la difesa
dei diritti, le istituzioni e i media che operano nel nostro
territorio. Peccato,
perché potrebbero aiutare ad aprire nuovi spiragli per
analizzare in modo
più completo e oggettivo la crisi siriana, o, forse, è proprio
questo che si sta
cercando di evitare?
Pierangela Zanzottera
18.08.2012
FINE DEL CONTRIBUTO DI PIERANGELA ZANZOTTERAL'album "A. A. A. Cercasi Shabbiha" c'è ancora sulla pagina del gruppo in questione: https://www.facebook.com/#!/media/set/?set=a.353559504721105.83744.345570488853340&type=1
La polizia postale che fa, dorme?
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