venerdì 30 novembre 2012

Palestina: i microbi e i giganti

Oliveto bruciato dai coloni a Nazaret

Dalla bacheca Facebook di Betty Molchany traduco e condivido qui:
“Questi sono i peggiori terroristi di Israele e della Palestina e uno dei più grandi ostacoli, se non l’ostacolo più grande, alla pace.
I “coloni” della Cisgiordania sono soprattutto disadattati provenienti dagli Stati Uniti. Questi sono i fanatici religiosi che i dollari delle tasse americane sostengono e che i nostri media filtrati dai sionisti non ci fanno vedere. Imperversano nelle fattorie palestinesi, tagliano e bruciano migliaia di olivi, avvelenano le pecore, e inondano le fattorie palestinesi con acque reflue non trattate. Sono armati fino ai denti e vivono in insediamenti massicci, sorvegliati e ILLEGALMENTE costruiti, mentre i palestinesi non possono avere armi, acqua o elettricità. Queste sono le persone che tengono l’intero Medio Oriente in ostaggio alla pace”.
 
 
Interessante anche il commento, nella detta pagina, di Kent Ebner:
“I coloni sono terroristi pesantemente armati che hanno luce verde dagli Stati Uniti e dal governo israeliano di apartheid. Attaccano palestinesi disarmati, in particolare donne e bambini. Allo stesso modo si comporta l’esercito israeliano. Questi terroristi bruciano i frutteti e gli oliveti dei palestinesi, profanano tombe, scrivono e dipingono messaggi di odio sulle moschee. Un’enorme percentuale di costoro è costituita da fanatici radicali provenienti da New York City e dalla loro base di potere, la zona nordorientale degli Stati Uniti. Giocano a fare i cowboy e commettono crimini non permessi negli Stati Uniti. Codardi che attaccano i palestinesi disarmati, come pure l’esercito israeliano. Questi sono i veri terroristi, proprio come l’esercito israeliano”.
Queste osservazioni mi hanno fatto ripensare a una riflessione letta qualche giorno fa sulla bacheca di Ahmed Rami:
“I nostri governanti – come i microbi e i parassiti – sono il prodotto naturale della nostra debolezza – di cui fanno parte – e della nostra passività, che li mantiene in vita. Ed è la debolezza del nostro organismo che costituisce la forza del microbo “Israele””.
Osservazione che Rami ha corredato della seguente, eloquente, vignetta:
 
 
Non c’è dubbio che i coloni israeliani – e chi li finanzia e protegge – dal punto di vista morale sono dei microbi. Tutto ciò mi fa venire in mente, per contrasto, le immagini di quei bambini di Gaza che, pur massacrati e feriti, e mentre tutto crolla intorno a loro, continuano a fare con la mano il segno della vittoria. Ecco, penso che loro, con la loro fede sovrumana, siano i giganti della nostra epoca. Purtroppo, noi – noi italiani, intendo (oltre che noi Occidente) – eleggiamo dei parassiti che si sono messi in società con i microbi.

 

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