giovedì 31 marzo 2011

Il processo a Geert Wilders ci sarà

WILDERS DOVRA' AFFRONTARE UN PROCESSO PER ODIO RAZZIALE

Reuters, 31 marzo 2011 (http://www.independent.co.uk/news/world/europe/wilders-must-face-race-hate-trial-2257667.html)

Un tribunale olandese ha deciso di andare avanti con il processo al politico Geert Wilders [me ne sono occupato qui: http://andreacarancini.blogspot.com/2011/03/geert-wilders-il-fantoccio-della-destra.html] con le accuse di aver incitato all'odio e alla discriminazione contro i musulmani, respingendo la richiesta di archiviare il caso.

Wilders è stato accusato di aver insultato i musulmani paragonando l'Islam al nazismo. Il caso ha attirato un'attenzione considerevole, a causa non solo dei controversi commenti di Wilders, ma anche per la crescente influenza del suo Partito della Libertà, che fornisce sostegno al governo di minoranza su questioni chiave.

Giovannino Guareschi, o la patria degli onesti

Segno di contraddizione. Se Gesù è il segno di contraddizione per eccellenza, può non esserlo, almeno un po’, uno scrittore cristiano? Ad esempio, rivelando, facendo emergere, anche involontariamente, la differenza tra il giornalismo superficiale e quello approfondito e documentato. Il giornalismo superficiale, ad esempio, di un Piero Ottone. Intendiamoci, non considero Ottone un cattivo soggetto: nella rubrica che tiene sul Venerdì di “Repubblica”, ha tra l'altro scritto, nel pezzo del 25 marzo (quello che citerò più avanti), che “se fossimo stati neutrali, nel 1915 e nel 1940, sarebbe stato meglio per tutti. Non parliamo delle avventure coloniali”. In questi tempi di bellicismo spinto, si apprezza anche questo, specie da un giornalista famoso. Per giornalismo superficiale intendo precisamente l’encomio che Ottone fa subito dopo di un personaggio come Alcide De Gasperi, “statista” di uno Stato che nei primissimi anni del dopoguerra aveva già il profilo ipocrita e feroce del Doppio Stato che gli italiani hanno imparato a conoscere con la strategia della tensione: non dimentichiamo che la prima strage di Stato, quella di Portella della Ginestra, è del 1947[1]. Lo scrittore che nell’Italietta euforica di De Gasperi, rivelò – a sue spese – il volto feroce di quest’ultimo (facendo emergere, di conseguenza, la differenza tra il giornalismo mediocre e quello di qualità) fu indubbiamente Giovannino Guareschi. Per capirlo, sia pure sommariamente, confronta il detto pezzo di Piero Ottone con le pagine dedicate al caso Guareschi dalla giornalista Stefania Limiti nel suo L’Anello della Repubblica[2]. I grassetti nel testo sono miei.

Piero Ottone: “Gli anni di De Gasperi: ecco il periodo più bello della nostra storia secondo gli stranieri che ci vogliono bene. Mi dichiaro d’accordo. Abbiamo vissuto anche noi i nostri anni virtuosi: sotto la guida dell’uomo più modesto, più onesto, più grigio. L’amor di patria di De Gasperi fu un amore sofferto. Alla conferenza della pace, dopo quella sciagurata guerra, pronunciò il discorso più triste e più nobile. Alla fine, nel silenzio dell’aula, Byrne, ministro degli Esteri americano, si alzò dal suo posto e gli strinse la mano. Sapeva di stringere la mano di un uomo serio”.

Stefania Limiti: “Siamo nel gennaio del 1954 e Giovannino Guareschi pubblica sul «Candido» -- giornale di cui sentiremo ancora parlare, diretto poi dal missino Giorgio Pisanò – le copie fotografiche di due lettere firmate da De Gasperi dal contenuto «esplosivo»: la prima, dattiloscritta, è del 19 gennaio 1944 e invita il comando inglese di Salerno a rifornire d’armi i partigiani e a effettuare bombardamenti aerei sugli obbiettivi militari della periferia di Roma allo scopo di «infrangere l’ultima resistenza morale» della popolazione contro l’occupante; la seconda, scritta interamente a mano il 26 gennaio 1944, avverte un non meglio identificato capo partigiano che gli aiuti sarebbero giunti presto e che «da Salerno» si attendeva «il colpo di grazia». L’ardita scelta di pubblicare materiale così sconvolgente verrà pagata cara da Guareschi, che subì una condanna per diffamazione e 14 mesi di carcere: la prova della loro falsità non fu mai raggiunta e lo scrittore, che contestava la Dc da destra e combatteva l’ambiguità dei suoi leader, suoi compagni di strada durante la campagna elettorale del ’48, non fece mai marcia indietro, forte della perizia dell’esperto calligrafo del Tribunale di Milano – dove veniva discussa la causa di diffamazione contro lo scrittore sotto i riflettori della grande stampa – che aveva accertato l’autenticità delle firme di tutti i personaggi coinvolti in quel burrascoso scambio di missive. I giudici non vollero sentir parlare di evidenze calligrafiche perché, è scritto nella sentenza, «una semplice affermazione del perito non avrebbe potuto far diventare credibile e certo ciò che obbiettivamente è risultato impossibile e inverosimile». Insomma, per loro bastava la parola di De Gasperi e il resto erano chiacchiere. (…) La detenzione di Giovannino Guareschi pose fine alla controversia, ma quei documenti avevano dato un gran da fare al governo italiano, che inviò i suoi emissari per trattare l’acquisto della carte, evidentemente ritenute autentiche: padre Zucca[3] venne spedito in Svizzera con una borsa piena di soldi, pare cinquanta milioni di lire, proprio come avrebbe fatto parecchi anni dopo alla fine dei giorni di Aldo Moro. La circostanza non venne affatto negata dallo stesso Zucca: in una lettera al Tribunale di Milano, Zucca confermò il suo coinvolgimento e lo stesso De Gasperi – come ricorda il Tribunale nella sua sentenza – non negò che padre Zucca e gli altri si fossero recati in Svizzera « per esaminare l’intero carteggio». La delegazione con cui il frate si recò oltralpe, lo ricordiamo, non era esattamente di tipo religioso: con lui, oltre al citato Palumbo, c’erano «alti funzionari del Sifar», i quali «pregarono [De Toma][4] di ricevere padre Zucca come intermediario per sistemare la cosa». La proposta fu: cartelle con i documenti De Gasperi contro concessioni terriere in Argentina o Brasile”.

Nota bene: nella lettera in questione, De Gasperi esortava a bombardare non solo "gli obbiettivi militari", come si limita a dire Stefania Limiti ma, innanzitutto, "la zona periferica della città", appunto "per infrangere l'ultima resistenza morale della popolazione". 

Insomma, pare proprio che anche per gli anni di De Gasperi, “il periodo più bello della nostra storia”, vale il proverbio “se la canaglia impera, la patria degli onesti è la galera”!
    


[2] Edito nel 2009 da CHIARELETTERE, Milano. L’episodio in questione è narrato alla pagine 77-79. Vedi la scheda del libro nel sito della casa editrice: http://www.chiarelettere.it/libro/principio-attivo/lanello-della-repubblica.php
[3] Padre Enrico Zucca era uno dei componenti del servizio supersegreto L’Anello, delle cui vicende tratta appunto il libro della Limiti.
[4] Enrico De Toma era l’ex repubblichino che aveva consegnato al «Candido» le lettere.

mercoledì 30 marzo 2011

Spagna: una lettera dal carcere di Pedro Varela

Ecco alcuni estratti di una lettera del revisionista spagnolo Pedro Varela, in cella per revisionismo dal 12 dicembre 2010 (dovrebbe scontare 3 anni e 4 mesi); la lettera è redatta in un impeccabile inglese. Eccone la traduzione:

In prigione, 9 marzo 2011

(…)
Il mio nuovo compagno di cella è molto più tranquillo del precedente. Molto più importante: è un non fumatore e questo fa una grande differenza. Guarda la TV ma non sempre, così possiamo avere qualche ora di relax al giorno. In qualche modo, è un « buddista », così prega i suoi « mandala », e tutto ciò rende l’ambiente totalmente diverso.

Sul fronte legale, l’Audiencia Provincial ha appena respinto il nostro « ricorso » con ragioni molto poco professionali e truffaldine. Così, adesso per appellarci abbiamo soltanto la Corte Costituzionale di Madrid. È da ottobre che aspettiamo una risposta, solo per sapere se ammettono che la nostra istanza venga discussa oppure no. In caso di risposta affermativa, dovrei essere libero, poiché hanno sempre bisogno di anni: l’ultima volta ebbero bisogno di 8 anni per riconoscermi il diritto di discutere dell’« olocausto ».

Gli psicologi addetti alla « rieducazione » hanno deciso di non accordarmi il 3° grado, perché non ammetto il mio « crimine » e mi sento – così secondo i loro scritti – una « vittima » del Sistema. Abbiamo appena fatto un « recurso » su tutto ciò. Esso non cambierà la situazione poiché, come hanno ammesso, ma oralmente, « hanno avuto ordini dall’alto » (!?) di tenermi qui il più a lungo possibile.

Come vede, non mi permettono di avere una macchina da scrivere o un computer. Non vogliono che io qui lavori o studi e non ho nessuna possibilità di concentrarmi in una biblioteca o in cella. Vogliono solo che io stia tutto il tempo nel « patio » a gironzolare. Ecco cosa intendono per « trattamento psicologico ». Non dovremmo contare su nessun « beneficio penitenciario ».

D’altro canto, il Procuratore lavora di concerto con i « rabbini » di Barcellona – è ciò che hanno dichiarato nel dossier – per riflettere sui « corsi speciali » che dovrei seguire per essere trasformato ;-)! Se non voglio prendervi parte, dicono, starò in prigione fino all’ultimo giorno. Allora, chi comanda nel nostro sistema giudiziario?

Mi sono proposto agli psicologi della prigione di aiutare le suore di Madre Teresa di Calcutta. Le conosco da quando stavo all’università, nel caso ritengano debba pagare con qualche lavoro di utilità sociale! Sempre meglio che entrare in un « master » intensivo di olocausto talmudico.

Cerco di leggere, quando ne ho la possibilità e gli altri carcerati mi lasciano solo, il che non accade mai.

L’aspetto più duro è stare lontano dalla mia piccola figlia, poiché non voglio che entri nell’ambiente della prigione, e si dovrebbero sobbarcare un lungo viaggio dalla Danimarca solo per una breve visita.

Continuiamo a portare avanti il nostro lavoro di pubblicazioni e di conferenze, grazie al gruppo di giovani che stanno fuori. E questo è esattamente quello che loro non vogliono che facciamo. Così, mi faranno « pagare » per questo.

Se guardiamo ai nostri combattenti revisionisti, Germar, Vincent, Sylvia, Gerd e così via, la mia sorte non è cattiva come la loro e non altrettanto lunga e dura. Come sono solito dire, la prigione è come un « postmaster » che deve essere fatto.   

Berlinguer e il Pci smagnetizzati dalla Nato (a differenza di Fidel Castro)

Come hanno fatto gli ex pacifisti della sinistra a diventare l'attuale ammucchiata dei rinnegati (la definizione è del prof. La Grassa: http://conflittiestrategie.splinder.com/post/24367675/caos-e-menzogne-dobbiamo-molto-riflettere-di-giellegi-il-27-marzo-2011)? Semplice: a tempo debito, sono stati smagnetizzati. Gli attuali piddini erano già bolliti negli anni '70, all'epoca del tanto decantato Berlinguer.

Confronta il Piano Demagnetize (http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_Demagnetize) con la seguente citazione:

Da Aldo Giannuli, BOMBE A INCHIOSTRO, BUR, Milano, 2008, pp. 269-270:

"E' infatti significativo che, proprio in quegli anni [gli anni della strategia della tensione], il Pci abbia cambiato radicalmente la sua posizione sull'adesione italiana alla Nato. Sino al 1969 chiedeva l'uscita immediata dell'Italia dall'Alleanza atlantica, ma già il 15 marzo del 1972, nella sua introduzione introduttiva al XII congresso del partito, Berlinguer dava un giudizio più sfumato:

La lotta contro il Patto Atlantico sarà molto più efficace quanto più si identificherà con un movimento generale per la    liberazione dell'Europa dall'egemonia americana, con una graduale liquidazione dei due blocchi contrapposti che conduca alla fine al loro scioglimento.

Nel dicembre 1974 Berlinguer ufficializzò la linea di piena accettazione dell'alleanza, pur se nella prospettiva di un futuro dissolvimento dei blocchi; il 5 giugno del 1976 affermò di "sentirsi più sicuro sotto l'ombrello della Nato".

Come a dire: cornuti e contenti.

Un personaggio invece ancora tutt'altro che bollito è Fidel Castro.

Confronta le sue dichiarazioni del mese scorso sulla crisi libica ("Gli Stati Uniti pronti a ordinare l'invasione della Libia...Nelle sue ultime 'riflessioni' Fidel Castro sottolinea l'importanza del petrolio e ciò che lui indica è la perdurante ambizione degli Stati Uniti a controllare le forniture: "Ciò che per me è assolutamente evidente è che il governo degli Stati Uniti non è affatto preoccupato per la pace in Libia"": http://www.bbc.co.uk/news/world-latin-america-12542002) con la seguente notizia pubblicata il 25 marzo da PeaceReporter: "Più di quattromila tra marinai e militari della Marina americana sono in arrivo nel Mediterraneo per rafforzare il contingente americano in Libia":
http://it.peacereporter.net/articolo/27615/Libia,+in+arrivo+quattromila+marine+dagli+Stati+Uniti).

Così concludeva Castro il suo intervento del 22 febbraio: "Dovremo aspettare il tempo necessario per capire esattamente quanto è da ascrivere alla verità e quanto alle menzogne" (ibidem). Questa è la differenza tra lui e i suoi ex compagni italiani di un tempo: lui, ha ancora questo genere di preoccupazioni...

martedì 29 marzo 2011

Dieudonné in Libia a sostegno di Gheddafi

TRIPOLI: DIEUDONNÉ PARTITO PER SOSTENERE GHEDDAFI[1]

28.03.2011

Dieudonné sta in Libia. Dopo Ahmadinejad, è il colonnello Gheddafi, contestato da una parte del suo popolo, che il controverso umorista è andato a sostenere. Secondo il sito antisionista Médialibre, Dieudonné è arrivato domenica alla testa di una piccola delegazione « per incontrare il colonnello Gheddafi, al fine di protestare contro l’aggressione occidentale ».

Secondo Tripoli, sempre nelle mani dei pro-Gheddafi, l’umorista vorrebbe recarsi presso degli obbiettivi militari, senza precisare se intende anche fungere da scudo umano. Sul suo blog[2], egli pubblica la sua foto, ai piedi di un enorme ritratto di Gheddafi, visibilmente innalzato all’ingresso del paese: « Benvenuti nella Jamahiriya », è scritto sul tabellone.

Come risposta al viaggio di BHL [Bernard-Henri Lévy] a Bengasi, epicentro della contestazione che ha visto nascere il CNT [Comitato nazionale di transizione] sostenuto dalla coalizione internazionale, Dieudonné vuole a sua volta mobilitarsi per conto di Gheddafi.
(…)   

Sabato 26 marzo 2011: manifestazione in favore di Horst Mahler

Ricevo dalla cara corrispondente Bocage e volentieri pubblico due immagini della manifestazione di sabato scorso per la liberazione del revisionista Horst Mahler, condannato nella "democratica" Germania a 12 anni di carcere (!!!) per aver negato l'"Olocausto".



lunedì 28 marzo 2011

Egitto-valico di Rafah: un altro piccolo segnale di discontinuità dall'era Mubarak

Il valico di Rafah
IL VALICO DI RAFAH APERTO PER IMPORTARE CEMENTO DALL'EGITTO (http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=372038)

GAZA CITY (Ma'an) -- Una delegazione egiziana arriverà a Gaza giovedì pomeriggio, portando dieci camion carichi di cemento, nel tentativo di alleviare l'assedio condotto da Israele contro l'enclave costiera, assedio che vieta l'importazione di materiali da costruzione.

Cemento e ferro sono permessi a Gaza solo tramite organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, e iniziative statali come quelle dell'USAID [http://www.usaid.gov/] e della banca tedesca di sviluppo [http://en.wikipedia.org/wiki/KfW]. 

L'import è stato organizzato dalla Federazione Internazionale Egiziana, che ha ottenuto il permesso di andare a Gaza passando per il valico di Rafah.

Gli organizzatori hanno detto che l'iniziativa fa parte di un più ampio sforzo che spera di far diventare il valico di Rafah un terminal commerciale.

Israele ha chiuso tutti i suoi terminal per le importazioni tranne uno, chiudendo ultimamente, il 2 marzo, il valico di Karni per merci all'ingrosso.
FINE

Sulla delegazione di attivisti egiziani è anche disponibile un video di PressTV (http://www.presstv.ir/detail/171655.html):


video

domenica 27 marzo 2011

Stop the War Coalition: sulla Libia bombe all'uranio impoverito

Il bombardiere americano B-2
‘GLI STATI UNITI SGANCIANO SULLA LIBIA BOMBE ALL’URANIO’[1]

Domenica, 27 marzo 2011

La Stop the War Coalition afferma che le bombe e i missili che l’alleanza militare guidata dagli Stati Uniti ha sganciato su diverse città libiche contengono uranio impoverito (DU).

L’articolo pubblicato di recente sul sito web[2] della Coalizione ha detto che nelle prime 24 ore della guerra in Libia, sono state lanciate dalle forze americane, inglesi e francesi dozzine di bombe e missili cruise – tutti con testate all’uranio impoverito.

L’aereo statunitense B-2 ha sganciato 45 bombe da 2.000 libbre[3] su città libiche chiave, ha aggiunto.

Le munizioni DU sono controverse perché suscitano preoccupazioni per i loro effetti a lungo termine sulla salute, come danni ai reni, cancro, malattie della pelle e danni genetici.

“[I missili provvisti di punta all’uranio impoverito] rispondono alla descrizione di una bomba sporca in ogni senso…direi che sono l’arma perfetta per uccidere un sacco di gente”, ha detto Marion Falk, fisico chimico (in pensione) del laboratorio Lawrence Livermore, in California.

L’articolo giunge mentre le forze occidentali sostengono che l’operazione in Libia ha lo scopo di proteggere i civili.

La Libia afferma che, nel corso dei bombardamenti nel paese guidati dagli Stati Uniti, sono state uccise almeno 114 persone.

“Stiamo perdendo molte vite, militari e civili”, ha detto a Tripoli il portavoce del governo libico Mussa Ibrahim.

(…)



[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://presstv.com/detail/171881.html . Un grazie a Joe Fallisi per la segnalazione.
[3] Una libbra equivale a 454 grammi.

Dietro i rivoltosi libici spunta Osama bin Mossad

Nella fase iniziale dei torbidi libici, i ripetuti moniti di Gheddafi sulla presenza di Al Qaeda dietro gli insorti sono stati accolti in Occidente con palpabile sufficienza: sul sito dell'Italia dei Valori, Danilo Sinibaldi, commentando la relativa dichiarazione del raìs ("La situazione è grave per l'intero Occidente e per tutti i leader europei del Mediterraneo perchè Bin Laden verrà a stabilirsi nel nord Africa e lascerà il mullah Omar in Afghanistan e in Pakistan. Ci sarà una jihad islamica di fronte a voi, nel Mediterraneo") ha sentenziato che "Gheddafi fa leva sulle peggiori paure che albergano nell'animo di europei e americani dal 2001" (http://www.italiadeivalori.it/home/new-to-joomla/2502-gheddafi-al-qaeda-invadera-leuropa).

Noman Benotman
D'altra parte è noto che, nonostante le recenti minacce di Gheddafi di passare dalla parte di Al Qaeda, "c'è sempre stata inimicizia tra il regime libico e Al Qaeda", come ha ricordato Noman Benotman, esponente libico della britannica Quilliam Foundation (http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Al-Qaeda-prende-le-distanze-da-Gheddafi-e-un-pazzo-mai-alleati_311803980056.html). Per parte loro, i qaedisti si sono premurati di definire "pazzo" Gheddafi (ibidem).

A quanto pare, invece, Gheddafi non è poi così pazzo: Libyan rebel commander admits his fighters have al-Qaeda links, titolava l'altro ieri il Telegraph (Un comandante dei ribelli libici ammette che i suoi combattenti hanno legami con al Qaeda: http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/africaandindianocean/libya/8407047/Libyan-rebel-commander-admits-his-fighters-have-al-Qaeda-links.html ) (un grazie a Joe Fallisi per la segnalazione).

Abdel-Hakìm al-Hasidi
In tale articolo apprendiamo che "Abdel-Hakim al-Hasidi, leader dei ribelli libici, ha detto che i jihadisti che hanno combattuto contro le truppe alleate in Iraq stanno in prima linea contro il regime di Muammar Gheddafi". Al-Hasidi ha anche aggiunto che "anche i membri di al Qaeda sono buoni musulmani e stanno combattendo contro l'invasore". L'articolo in questione ci ragguaglia anche sul fatto che il Presidente del Ciad, Idriss Deby Itno, ha detto che al Qaeda è riuscita a saccheggiare degli arsenali militari nella zona dei ribelli libici e ha acquistato armi, "inclusi missili terra-aria, che sono stati poi introdotti di contrabbando nei suoi santuari".

Da parte mia, ribadisco quanto da me detto in tempi non sospetti, e cioè non solo che su Al Qaeda hanno ragione giornalisti come Blondet e Tarpley, che considerano i suoi appartenenti come i tagliagole islamisti della CIA e del Mossad, ma che la Libia del colonnello costituisce (costituiva) un antemurale tra noi e i detti tagliagole (http://andreacarancini.blogspot.com/2010/09/lalleanza-italia-libia-un-antemurale.html ).

E guarda caso, cucù, dietro i ribelli della Cirenaica sembrano spuntare non solo i fondamentalisti salafiti ma anche "centinaia di consiglieri militari americani, inglesi e francesi", come scriveva poco più di un mese fa ( http://www.debka.com/article/20708/) il sito israeliano Debkafile, notoriamente vicino al Mossad. E' vero che, come scritto a suo tempo da Blondet, le notizie di questo sito vanno prese con cautela, ma in questo caso la notizia, a mio avviso, andava segnalata, anche alla luce di quanto affermato nel prosieguo dell'articolo: "I consiglieri, inclusi ufficiali dei servizi segreti, sono stati calati giovedì 24 febbraio sulle città costiere di Bengasi e di Tobruk da navi da guerra e da navi antimissile con una triplice missione: 1 - aiutare i comitati rivoluzionari della Libia orientale...; 2 - organizzarli in unità paramilitari, insegnare loro come usare le armi da essi prese dalle strutture dell'esercito libico...e addestrarli a combattere le unità da combattimento di Gheddafi venute a riprendere la Cirenaica; 3 - preparare delle infrastrutture per l'immissione di ulteriori truppe straniere...".

Del resto, proprio nei giorni scorsi Franco Bechis segnalava gli "aiuti logistici e militari che sarebbero arrivati nella seconda città della Libia proprio dalla Francia":   http://affaritaliani.libero.it/politica/sarko_rivolta_libica230311.html...

...mentre è stata parimenti segnalata la presenza in Libia, fin da febbraio, delle truppe speciali inglesi, le SAS: http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article15094

Quindi, Gheddafi non è certo pazzo quando dice che "Al Qaida è qui" (http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/11/02/24/gheddafi-dittatore-in-caduta-libera.html); casomai è impreciso quando dice che "il paese ci sta sfuggendo di mano perchè ascolta Osama bin Laden": più che di bin Laden infatti, pare proprio trattarsi di Osama bin Mossad...

sabato 26 marzo 2011

"Off Your Knees, Germany": il documentario sulla vita di Zundel

Tre giorni fa, un sostenitore ha messo su Youtube (diviso in sette parti) il documentario Off Your Knees, Germany (Rialzati, Germania!), sulla ventennale (1983-2003) battaglia revisionista di Ernst Zundel, prodotto e diffuso come DVD dalla moglie di Zundel, Ingrid. Nell'eventualità, non proprio remota, che non rimanga a lungo su tale sito, lo ripropongo qui con il consenso di Ingrid.

Prima parte:

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Seconda parte:


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Terza parte:

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Quarta parte:

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Quinta parte:

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Sesta parte:


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Settima parte


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I lettori italiani che non conoscono l'inglese, possono leggere su questa straordinaria figura i seguenti articoli: Il ventesimo anniversario del grande processo dell'Olocausto, di Michael Hoffman (http://aaargh.codoh.com/ital/hoffman.html) e Una visita in carcere a Ernst Zundel, di Daniel McGowan (http://andreacarancini.blogspot.com/2008/07/ernst-zndel-prigioniero-di-sion.html).

venerdì 25 marzo 2011

Egitto: due piccoli segnali di discontinuità rispetto a Camp David

Due piccoli segnali di discontinuità del nuovo Egitto, rispetto agli ultimi 30 anni di fedeltà sionista.

Il primo: l’Egitto sta cercando di rivedere gli accordi per le forniture di gas a Israele.

Il secondo: Egypt Air, la compagnia aerea di bandiera ha cancellato Israele dalle sue destinazioni.

Riguardo al primo punto: il 18 marzo è giunta la notizia che un gruppo di attivisti egiziani – quelli che fanno riferimento alla Campaign against Gas Export to Israel – hanno vinto una causa concernente tali forniture di gas. “Il tribunale ha ordinato al ministero del petrolio di non esportare neanche una singola quota di gas senza aver prima soddisfatto i bisogni locali”[1]. Ricorda in proposito PressTV che “le forniture di gas dell’Egitto a Israele sono state una delle principali condizioni economiche del trattato di pace del 1979 sponsorizzato dagli Stati Uniti”, e che “in base ad un accordo di 2.5 miliardi di dollari con Tel Aviv sulle esportazioni, firmato nel 2005, il regime israeliano riceve circa il 40% delle sue forniture di gas dall’Egitto, ad un prezzo molto basso”. Il portavoce dei Fratelli Musulmani, Walid Shalaby, ha aggiunto che “Questo accordo venne fatto nell’oscurità, lontano dalla vista degli enti legislativi e di controllo. Deve essere sottoposto al nuovo parlamento, che deciderà a chi esportare e il prezzo da fissare del gas esportato”. Dal canto suo, il Ministro del Petrolio Abdullah Ghorab ha dichiarato che “vi è attualmente un negoziato in corso per correggere gli accordi sul gas firmati con vari paesi, in particolare Israele, con lo scopo di ottenere un migliore ritorno per l’Egitto”.[2]

Riguardo al secondo punto:

“il sito web di Egypt Air non presenta più lo stato sionista tra le sue opzioni di volo[3]. Secondo il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, “i viaggiatori israeliani in procinto di volare all’aeroporto Ben-Gurion di Lod non hanno trovato ‘Israele’ tra le destinazioni della compagnia aerea egiziana mentre le capitali Amman, Beirut e Damasco apparivano sulla cartina; tutto ciò nonostante la vicinanza dell’Egitto a Israele”. Il quotidiano ha fatto notare che Egypt Air è stata la prima compagnia importante a rimuovere Israele dalle sue destinazioni e che sia Turkish Airlines che Royal Jordanian Airways continuano a mantenere voli per il paese”.

Libia: un articolo e due video illuminanti

L'ottimo lavoro di contro-informazione di Libero, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, confermato dalle voci non censurate apparse in tv. Confronta questo articolo di Franco Bechis:

Sarko' ha manovrato la rivolta libica -http://affaritaliani.libero.it/politica/sarko_rivolta_libica230311.html

con questi due video:
1 - Saif Al-Islam Gheddafi: Sarkozy è un pagliaccio


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2 - Gheddafi per mostrare falsità su massacri chiede ispettori Onu, che risponde con bombe all'uranio:

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Una considerazione: che paese è un paese in cui la controinformazione sulla guerra (quella controinformazione in cui consiste il genuino revisionismo) la fanno giornalisti di destra, come quelli del gruppo Feltri, e la "sinistra" soffia sul fuoco?

Postilla. Per riassumere la disinformazione dei primi dieci giorni (quelli decisivi per creare l'immagine della guerra) ecco una video-intervista al giornalista RAI Amedeo Ricucci: Ecco tutte le bugie che ci hanno raccontato sulla guerra libica (http://www.libera.tv/videos/1151/ecco-tutte-le-bugie-che-ci-hanno-raccontato-sulla-guerra-libica.html)

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Aggiornamento: nei giorni scorsi ho trovato su Youtube un altro video interessante sui presunti crimini di guerra di Gheddafi. Posto anche questo, anche se sta già su diversi altri blog, perchè mi sembra che in questi casi repetita juvant. Titolo: Libia: falso attacco aereo sui manifestanti.

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giovedì 24 marzo 2011

Il Vescovo Richard Williamson: la versione "ufficiale" dell'11 settembre è una truffa

IL VESCOVO RICHARD WILLIAMSON: LA VERSIONE "UFFICIALE" DELL'11 SETTEMBRE E' UNA TRUFFA -- LE TORRI GEMELLE FURONO FATTE CROLLARE CON ESPLOSIVI

Trascrizione/traduzione[1]:

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VESCOVO WILLIAMSON: “A comandarci oggi non è un partito apertamente brutale come gli stalinisti della Russia. Non è ancora uno stato di polizia che ci prevarica dicendo che due più due fa cinque. Ma lo stato di polizia, naturalmente, ognuno di voi lo sa, si sta certamente avvicinando, sia qui che negli Stati Uniti, questo è certo. Lo stato di polizia ha fatto un grande passo in avanti con l’11 settembre. Questo è sicuro.

Frammenti di esplosivo scoperti nei campioni di polvere del WTC
E spero che nessuno di voi creda che l’11 settembre sia quello che si vuole far credere. Fu, naturalmente, il fatto che le due torri sono venute giù. Ma non furono certamente due aerei che fecero crollare quelle due torri. Furono professionalmente demolite da cariche esplosive, dalla cima alle fondamenta delle torri. Se dubitate di ciò, guardate su internet “911Mysteries.com”.

Io menziono tutto ciò…potete scoprire che cito tutto ciò nell’omelia. Perché continuo a citare tutto ciò nelle omelie? Perché la verità è a rischio. Perché se le torri sono cadute a causa di due aerei, allora il Partito ha la situazione praticamente sotto controllo. Il partito governa le menti delle persone. Il partito può far passare ogni sorta di propaganda e di menzogne, nei suoi media. E se le persone ingoiano le menzogne, verranno asservite.

Nostro Signore dice che la verità vi renderà liberi. Il corollario è che le menzogne vi renderanno servi. Adesso, al mondo intero vengono raccontate menzogne…dai media, dal governo, dai politici, dalle università, dagli insegnanti – e la cosa peggiore di tutte, dalle più alte autorità della Chiesa.

Noi veniamo asserviti dalle menzogne. E la più sbalorditiva menzogna globale dei tempi recenti per asservire le menti di noi tutti – o per ingannare le menti, e quindi per asservirci facendo credere a tutti noi che lo stato di polizia è una cosa buona, e necessaria, ecco perché lo stato di polizia è avanzato a passi da gigante, come ha fatto – è l’11 settembre. E questo è un classico esempio di una menzogna che asservisce. Due più due fanno cinque. Quelle torri vennero fatte crollare da due aerei, e fu un aereo che colpì il Pentagono. Questo è totalmente impossibile…che un aereo colpisca il Pentagono. Un aereo commerciale ha un muso molto cedevole. Non hai un muso di titanio o di acciaio. Con quello un aereo non potrebbe volare. Se cerchi di decollare con quello, si schianterebbe subito dopo aver decollato dall’aeroporto, se avesse un muso così pesante. Il muso di un veivolo commerciale è molto cedevole. È solo una piccola copertura di alluminio…il radar di un aereo di solito sta sotto il muso. Il muso è molto cedevole.

Qualunque cosa abbia colpito il Pentagono è passato attraverso sei, ha perforato sei dei dieci muri in pietra dello spessore di 18 pollici tra l’esterno del Pentagono e il suo cortile interno. Vi sono cinque anelli di edifici, ognuno di essi con muro esterno e interno, e qualunque cosa abbia colpito il Pentagono è passata attraverso sei di quei dieci muri prima di fermarsi. Le prove fotografiche erano chiare come più non si potrebbe. I giornali, naturalmente, non hanno pubblicato quelle foto, ma esistono.

Allora, ad aver colpito il Pentagono può essere stato solo un missile teleguidato, e solo i missili teleguidati hanno un muso duro, di titanio e acciaio, con una carica esplosiva, di due cariche – una carica per penetrare il muro…e la seconda per esplodere dentro. E questo è esattamente ciò che le foto mostrano, con un incendio che si diffonde dappertutto dentro il muro esterno del Pentagono.

Così, è stato detto a tutti noi, e spero che nessuno di noi ancora ci creda, che è stata opera di tre aerei di linea pilotati da 19 musulmani, di cui sette, come potete certo sapere, sono notoriamente ancora vivi e in circolazione. Menzogne. Menzogne. Menzogne.

George Orwell
Ed ecco cosa c’è in ballo. Le menzogne o la verità. E oggi voi conoscerete alcuni non cattolici onesti, come George Orwell, uomini onesti e intelligenti. Alcuni uomini onesti che capiscono cosa c’è in ballo qui – anche prima, in un certo senso…in un certo senso anche prima che entri in gioco la religione, anche prima che sia tratti di Dio – vale a dire, la verità. Esiste la verità? C’è la verità? 



[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all'indirizzo: http://endwhiteguilt.blogspot.com/2010_07_01_archive.html