Ecco due foto ormai d'epoca:
![]() |
| Jas Gawronski |
![]() |
| Maurizio Blondet |
Il giorno dopo, uscì l'articolo di Blondet che esprimeva in forma più compiuta la sua tesi: E' proprio il Quarto Reich (http://www.nexusedizioni.it/apri/Argomenti/Geopolitica/E-PROPRIO-IL-QUARTO-REICH-di-Maurizio-Blondet/).
E' giusto dare a Blondet ciò che è di Blondet: la sua analisi non solo era esatta ma anche, almeno in Italia, decisamente pionieristica (pensate ad esempio al seguente concetto:
"Ciò induce il giurista a temere che persino con un presidente migliore di Bush, nel 2009, il sistema di totalitarismo democratico messo in atto possa durare: perché è appunto un sistema, ormai un coerente insieme di istituzioni, troppo comode per il potere perché esso vi rinunci volontariamente (pensate ai giudici che potessero portare come prove contro l'imputato le confessioni ottenute sotto tortura: quanta fatica risparmiata nelle indagini). Intanto, giornalisti vengono malmenati e detenuti, professori perdono il posto: Quarto Reich America".
Non sembra la descrizione, con almeno tre anni di anticipo, dell'America di Obama?).
"Ciò induce il giurista a temere che persino con un presidente migliore di Bush, nel 2009, il sistema di totalitarismo democratico messo in atto possa durare: perché è appunto un sistema, ormai un coerente insieme di istituzioni, troppo comode per il potere perché esso vi rinunci volontariamente (pensate ai giudici che potessero portare come prove contro l'imputato le confessioni ottenute sotto tortura: quanta fatica risparmiata nelle indagini). Intanto, giornalisti vengono malmenati e detenuti, professori perdono il posto: Quarto Reich America".
Non sembra la descrizione, con almeno tre anni di anticipo, dell'America di Obama?).
A questo riguardo, offro alla riflessione dei lettori un video americano (con sottotitoli in francese) che ho trovato stamane, che parte proprio dall'11 settembre e che sviluppa in termini audiovisivi il concetto espresso 5 anni fa dal giornalista milanese. Buona visione!


1 commenti:
OT
articolo di Marco Pasqua su Repubblica
Posta un commento