Caro Joe,
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Per essere brevi, bisogna capire una cosa, che il regime comunista cinese sfrutta a fondo.
Infine, la Cina ha vissuto diversi millenni nell’idea dell’Impero centrale (è il NOME del paese: Zuong Guo) circondata di regni concepiti come vassalli, almeno a titolo simbolico, a cui era richiesto di inviare un “tributo” più o meno regolare alla corte (centrale) dell’Impero centrale. Anche i regni coreani, il sotto-impero vietnamita, le monarchie birmane, siamesi e laoziane, i principati mongoli, turchi, tibetani dell’Asia centrale, i sultanati filippini, malesi e indonesiani inviavano (di quando in quando) dei “tributi” composti da beni economici preziosi e da beni culturali, animali esotici o orchestre di musica “moderna” e ricevevano in cambio un vestito da cerimonia mandarinale per i sovrani, e dei beni economici. Sotto il nome di tributo si svolgevano dunque delle relazioni economiche importanti e un piccolo gioco di apparenze politiche che veniva scrupolosamente annotato negli Annali, ed è così che noi lo conosciamo. Nel passaggio al mondo moderno, i cinesi hanno avuto la tendenza a designare queste relazioni come una sovranità reale (Sun Yat Sen) ed essa rivendica oggi un diritto su questi paesi…compresi il Tibet, la Birmania , l’Indocina, ecc….Queste cose sono complicate ma dire che il Tibet è sempre “appartenuto” alla Cina è una scandalosa menzogna e una deformazione della realtà passata. I tibetani hanno un diritto inalienabile alla loro libertà e alla loro indipendenza, conosciuta dopo il Medio Evo, e brutalmente soppressa nel 1950. La politica di sostituzione demografica intrapresa dai cinesi dopo questa data è un’abominevole crimine contro l’umanità. Non capisco come si possa trovarlo accettabile.
Serge Thion

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