mercoledì 30 giugno 2010

La cantonata di Paolo Flores D'Arcais sulla magistratura belga

La vicenda dei vescovi belgi segregati per nove ore e perquisiti dalla polizia di quel paese[1] ha suscitato gli entusiasmi del noto neo-giacobino Paolo Flores D’Arcais: secondo lui le dette perquisizioni costituiscono un preclaro esempio di “laicità positiva”[2]. Il sottotitolo del suo articolo recita: “Le perquisizioni in Belgio insegnano: la legge è uguale per tutti”. Nell’articolo l’autore arriva a tacciare di “aggressione” alla Procura di Bruxelles le proteste del Cardinal Bertone - e dello stesso Benedetto XVI - per l’inusitata durezza mostrata nell’occasione dalla magistratura e dalla gendarmeria. Flores ha quindi concluso il suo peana in onore delle autorità belghe arrivando ad auspicare “”più Belgio” in ogni paese d’Europa”.

Della nota “vestale della legalità” Flores D’Arcais mi sono già occupato, sia pure en passant, a suo tempo[3]. Premetto che, nonostante la diversità di vedute, ho una certa stima del personaggio in questione e ne apprezzo la mancanza di peli sulla lingua, caratteristica che gli ha notoriamente precluso la carriera politica. In questo caso però non posso passare sotto silenzio una presa di posizione che, pur partendo da un dato oggettivo innegabile (lo scandalo dei preti pedofili), è gravemente mistificante nel suo elogio – esso sì spericolato[4] - della magistratura e della polizia belghe.

Flores D’Arcais, infatti, non può non sapere che le autorità da lui tanto lodate sono le stesse che negli anni scorsi hanno insabbiato lo scandalo Dutroux, quello del pedofilo – e serial killer – di Marcinelle. Come ha scritto anche un sito non certo sospetto di complottismo, “Troppi errori, troppe sviste, troppe contraddizioni. Anche di fronte all’evidenza dei fatti, e considerata la gravità dei reati e delle giovani vite in gioco, le Forze dell’ordine e la magistratura non hanno voluto vedere…o non hanno potuto vedere…”[5].

In effetti, sembra proprio che i magistrati (e i media) non guardino in faccia a nessuno, quando si tratta di pedofilia, solo quando le autorità politiche coinvolte sono quelle del Vaticano: quando a rischiare la reputazione sono i governi del proprio paese ecco che la “laicità positiva” viene sostituita dal segreto di stato, come insegna un’altra grande tragedia dei nostri tempi, quella della strage compiuta nella scuola elementare scozzese di Dunblane dal pedofilo Thomas Hamilton. In questo caso il relativo rapporto di polizia è stato secretato addirittura per 100 anni[6].

Qualcuno è arrivato a sostenere che della rete di pedofili legata a Hamilton facevano parte gli stessi Tony Blair[7] e Gordon Brown[8]. Complottismo? Può darsi, ma di fronte ad una tale opacità istituzionale ogni sospetto è lecito.
[1] http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201006articoli/56190girata.asp
[2] LA VERA LAICITÀ? TRATTARE ANCHE I VESCOVI COME NORMALI CITTADINI, in: il Fatto Quotidiano, Martedì 29 giugno 2010, p. 13.
[3] http://andreacarancini.blogspot.com/2009/10/liberta-dinsegnamento-il-caso-angela.html
[4] Nell’articolo in questione Flores taccia di “obiezione francamente spericolata” la difesa dei vescovi belgi fatta da Vittorio Messori.
[5] http://www.crimine.net/wp/?p=186
[6] http://www.guardian.co.uk/uk/2003/feb/14/ukguns.scotland
[7] http://www.azioneetradizione.it/dettaglio_religione.asp?id=770
[8] http://gnosticliberationfront.com/revealed.htm

martedì 29 giugno 2010

Le vittime dell'"Olocausto" secondo "Soviet Russia Today"

GIORNALE FILO-SOVIETICO ALLA FINE DEL 1944: STERMINATI SOLO 3 MILIONI DI EBREI

Di Thomas Kues, 8 Giugno 2010[1]

Nel Novembre del 1944, l’”Olocausto” era praticamente finito. Himmler aveva presuntamente ordinato la cessazione delle gasazioni, le presunte “camere a gas” di Auschwitz-Birkenau avevano smesso di funzionare, Majdanek era stata liberata ed aveva assunto un ruolo di spicco nella propaganda nera sovietica, e l’area contenente i pochi resti del “campo di sterminio” di Treblinka era stata occupata dall’Armata Rossa. All’epoca, almeno il 95% dei mitici 6 milioni di vittime della Shoah erano (presuntamente) già perite.

In questo contesto, è interessante dare uno sguardo a quello che un giornale filo-sovietico pubblicato in Occidente, il mensile comunista americano Soviet Russia Today [la Russia sovietica oggi], aveva da dire - nel numero del Novembre 1944 - sulle perdite ebraiche. Questa pubblicazione ospitava regolarmente gli scritti di Ilya Ehrenburg e di Vassili Grossman, come pure i commenti sull’andamento della guerra dei generali sovietici. Con il titolo di “Rehabilitation of the Jews in the USSR” [La riabilitazione degli ebrei in Unione Sovietica] Theodore Bayer scrive (p. 28):

“Quasi i quattro quinti della popolazione ebraica dell’Unione Sovietica vivevano nella zona di guerra. Quasi tre milioni di ebrei sovietici vivevano in Ucraina e in Bielorussia, che vennero occupate dai tedeschi, e un altro milione nei paesi baltici, in Bessarabia, in Crimea e in altre parti della RSFSR [Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa[2]] raggiunte dai tedeschi […]
Rendendosi conto dello speciale pericolo per gli ebrei costituito dal giogo tedesco, le autorità sovietiche si sono assunte il compito di evacuarli, compito secondo solo all’evacuazione delle donne e dei bambini. Così, con uno sforzo sovrumano, gli uomini e gli ufficiali dell’Armata Rossa – insieme alle autorità civili – sono riusciti a evacuare circa il cinquanta per cento degli ebrei russi così come degli ebrei fuggiti dalla Polonia in territorio sovietico. Tenendo conto degli ebrei che si trovano nelle regioni sovietiche liberate – incluse la Bessarabia, la Bucovina e i paesi baltici – l’attuale popolazione ebraico-sovietica può essere stimata tra i tre milioni e mezzo e i quattro milioni di persone.

“Prima della guerra, la popolazione ebraica complessiva del mondo intero era stimata in circa 15.500.000 persone. Circa i due terzi si trovavano in Europa e nelle regioni asiatiche dell’Unione Sovietica. Il terzo restante si trovava soprattutto negli Stati Uniti, e il resto disseminato in Canada, in America Latina e – circa 400.000 persone – in Palestina. Sottraendo la tragica cifra di oltre 3 milioni sterminati dai nazisti, rimangono in Europa circa 3 milioni di ebrei, a parte quelli che si trovano in Unione Sovietica, in Inghilterra e nei due o tre paesi neutrali. L’Unione Sovietica, nel liberare la Romania e l’Ungheria dai tedeschi invasori, sta costituendo zone libere con numerose popolazioni ebraiche. Alcune stime attribuiscono al numero degli ebrei sopravvissuti una cifra molto più bassa. Tuttavia, secondo i calcoli predetti, la popolazione ebraica mondiale è di poco superiore a 12.000.000 persone – il che equivale ad una perdita di circa 3.500.000, inclusi i morti nelle forze armate, tra i partigiani e nella clandestinità delle Nazioni Unite [?]. Secondo queste cifre, un terzo dell’ebraismo mondiale sarà costituito da cittadini dell’Unione Sovietica” [grassetti nostri].

Solo un mese dopo che questo articolo era stato pubblicato, il primo propagandista nero dell’Unione Sovietica – l’ebreo sovietico Ilya Ehrenburg – dichiarò sulla stampa sovietica in lingua estera che la cifra delle vittime ebraiche ammontava a sei milioni[3], e i precedenti calcoli forniti da Soviet Russia Today – che dovevano essere recenti, poiché la Bessarabia venne presa dall’Armata Rossa alla fine di Agosto del 1944 e l’offensiva nei territori baltici iniziò il 14 Settembre – vennero relegati nel dimenticatoio.

La cifra dei circa 5 milioni di ebrei che si trovavano in Unione Sovietica all’inizio dell’Operazione Barbarossa, di cui circa 4 milioni nei territori poi occupati dai tedeschi, è parzialmente confermata dall’American Jewish Year Book [Annuario ebraico americano]. Nel volume 43 (1941-42) leggiamo a p. 663:

“Al momento dell’invasione, il 22 Giugno 1941, metà della popolazione ebraica in Europa, stimata ben oltre i 9 milioni di persone, stava in Russia e nei territori occupati dai russi, mentre l’altra metà viveva in Germania e nei paesi e nei territori da essa occupati o dominati. Per quanto riguarda la Russia, le cifre pubblicate nell’Ottobre del 1940 mostravano una popolazione ebraica per un totale di 4.600.000, così suddiviso:

Vecchia Russia…3.000.000
Aree polacche…1.000.000
Lituania (esclusa Vilna)…200.000
Lettonia…100.000
Bessarabia…200.000
Bucovina settentrionale…100.000

“Questi numeri sono forniti in cifra tonda e dobbiamo, perciò, assumerli grosso modo. Una cifra più esatta dovrebbe essere quella di 4.700.000, che tenga conto degli ebrei di Vilna e dell’Estonia, come pure di ulteriori 20.000 ebrei della Vecchia Russia così come sono stati enumerati nel censimento del Gennaio del 1939”.

Dobbiamo qui rimarcare che Bayer non dice chiaramente se i 4 milioni menzionati includevano gli ebrei della zona orientale della Polonia annessa dall’Unione Sovietica nel 1939 ma, dato che abbiamo a che fare con una fonte filo-sovietica, sembra probabile che questa zona della Polonia venisse considerata parte dell’Unione Sovietica. Mentre per quanto riguarda il numero degli ebrei originariamente presenti nelle regioni dell’Unione Sovietica non raggiunte dai tedeschi (indubbiamente incluse nelle cifre riguardanti la “Vecchia Russia” presentate dall’Annuario ebraico americano) è risaputo che era superato di molto dal numero degli ebrei presenti nelle regioni occidentali. Secondo il censimento del 1926, gli ebrei della zona asiatica della RSFSR, della Repubblica Transcaucasica, del Turkmenistan e dell’Uzbekistan arrivavano solo ad un totale di 152.000, mentre ne vivevano circa 171.000 nella zona orientale della Russia europea[4]. La cifra dei 4 milioni sembra perciò valida.

Bayer scrive che le autorità sovietiche riuscirono ad evacuare “circa il cinquanta per cento” degli ebrei della zona occidentale dell’Unione Sovietica. Questo equivarrebbe ad un totale di circa 2 milioni di evacuati. Lo storico tedesco A. Hillgruber scrive:

“Le stime del numero degli ebrei in Unione Sovietica nel 1941 variano con differenze di oltre un milione. Questo è dovuto soprattutto all’irrisolta (ed ora difficilmente risolvibile) questione di quanti ebrei riuscirono a fuggire dai tedeschi nei territori sovietici non occupati. Le stime variano da 2.665 milioni a 1.6 milioni”[5].

Wilfried Heink ha raccolto alcune stime fatte da storici dell’olocausto e da autorità ebraiche:

“Raul Hilberg 1.500.000, Yitzhak Arad da 1.000.000 a 1.100.000, Solomon Michoels (del Jewish Antifascist Committee (JAC)) 2.000.000, Yisrael Gutmann e Michael Berenbaum 1.500.000”[6].

Lo storico militare Joachim Hoffmann ritiene che 600.000 degli ebrei nella zona della Polonia occupata dai sovietici vennero evacuati, e che circa 450.000 di questi scomparvero in Unione Sovietica (il che potrebbe voler dire che la maggior parte di questi ebrei perirono o in Siberia o in Asia Centrale o nei campi di concentramento sovietici)[7].

Se il numero degli evacuati fornito da Soviet Russia Today è molto alto e potrebbe essere stato esagerato per mettere il regime sovietico nella miglior luce possibile, esso è più o meno in linea con le cifre fatte proprie dagli importanti storici dell’Olocausto Hilberg, Guttman e Berenbaum. Tutto ciò indica naturalmente che i relativi calcoli non vennero inventati da propagandisti sovietici ma erano basati su statistiche reali. L’origine delle stime presentate da Theodore Bayer, tuttavia, rimane un enigma. Indubbiamente vennero fornite al giornale da qualche fonte sovietica ufficiale, come la maggior parte dei suoi contenuti, ma da dove, esattamente? Gli stessi calcoli vennero presentati altrove in modo più dettagliato? Chiaramente, un tale argomento necessita di ulteriori indagini.

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.revblog.codoh.com/2010/06/soviet-mouthpiece-journal-in-late-1944-only-some-3-million-jews-exterminated/
[2] http://www.linearossage.it/russia.htm
[3] J. Hoffmann, Stalin’s Vernichtungskrieg 1941-1945, Verlag für Wehrwissenschaften, Munich 1995, pp. 160-161, 303.
[4] American Jewish Year Book, vol. 40 (1938-39), p. 546, 548.
[5] A. Hillgruber, “Der Ostkrieg und die Judenvernichtung”, in: Gerd R. Ueberschär, Wolfram Wette, Unternehmen Barbarossa, Schöningh, Paderborn, 1984, p. 228, nota 6.
[6] W. Heink, “Well, where are they then?”, http://www.revblog.codoh.com/2010/05/well-where-are-they-then/
[7] J. Hoffmann, op. cit., p. 139.

lunedì 28 giugno 2010

Jürgen Graf a proposito di D. Ratajczak

Il revisionista svizzero Jürgen Graf, sempre in esilio in Russia, ha chiesto di diffondere il seguente messaggio, da lui scritto il 24 Giugno:

"Secondo la versione inglese di Wikipedia, la morte di Dariusz Ratajczak [foto] sarebbe avvenuta il 28 maggio[1]. Da dove hanno appreso questi signori la data precisa? La versione polacca di Wikipedia dice semplicemente che Ratajczak è morto “in maggio o in giugno”[2].

"Ho personalmente incontrato lo storico polacco nell’agosto del 2000. Mi diede l’impressione di un uomo forte ed equilibrato. Egli era d’altronde un cattolico integrista. Uomini come lui non si suicidano. È dunque morto di un infarto (improbabile, ma evidentemente non impossibile) o è stato assassinato, il che sembra molto più probabile. Cercherò di mettermi in contatto con la vedova".
[1] http://en.wikipedia.org/wiki/Dariusz_Ratajczak
[2] http://pl.wikipedia.org/wiki/Dariusz_Ratajczak

Il revisionista Dariusz Ratajczak trovato morto in un parcheggio

NEGAZIONISTA DELL’OLOCAUSTOTROVATO MORTO IN UN PARCHEGGIO

Di 24opole.pl e Michael Hoffman[1]

Opole, Polonia, 16 Giugno 2010 – Il corpo di un ex professore polacco di storia, Dariusz Ratajczak, condannato da un tribunale polacco nel 2002 per aver affermato che le gasazioni di massa di esseri umani ad Auschwitz-Birkenau erano impossibili, è stato trovato morto nel parcheggio di un centro commerciale della città di Opole, Polonia occidentale.

Il prof. Ratajczak venne sospeso dall’insegnamento nell’Aprile del 1999 dal Dipartimento di Storia dell’Università di Opole, dopo che i pubblici ministeri avevano aperto un’indagine sulla pubblicazione del suo libro Tematy niebezpieczne (“Temi pericolosi”).

“Il corpo, in stato di avanzata decomposizione, è stato identificato dalla famiglia di Ratajczak, per cui non saranno compiuti ulteriori esami del DNA”, dice Lydia Sieradzka, dell’ufficio del procuratore di Opole.

Secondo la polizia, a giudicare dallo stato del corpo e delle recenti elevate temperature, l’uomo è morto da due settimane. Le guardie della sicurezza del centro commerciale Karolinka affermano però che la Renault Kangoo dello storico è stata lasciata nel parcheggio il giorno stesso, l’11 Giugno, che è stata scoperta. Nell’auto la polizia ha trovato documenti appartenenti al quarantottenne storico revisionista Ratajczak. Vengono esaminate le registrazioni della tv a circuito chiuso.

La causa della morte di Ratajczak rimane oscura. Secondo la polizia è improbabile che sia stato ucciso perché si dice che non sono state trovate ferite sul corpo durante l’autopsia.

La polizia ha accertato che lo storico, che aveva problemi a trovare lavoro in Polonia, aveva intenzione di andare in Olanda o in Belgio per compiere lavori manuali. A questo scopo, aveva acquistato una Renault Kangoo, nella quale il suo corpo è stato trovato incassato tra i sedili anteriori e posteriori. Si dice che viveva nella sua auto. Per procurarsi il cibo faceva lavori occasionali.

Nel 2000, Dariusz Ratajczak venne licenziato dall’Università di Opole, dove lavorava da undici anni, e interdetto per tre anni dall’insegnamento in altre università, dopo la pubblicazione di Tematy niebezpieczne, in cui aveva affermato che non era scientificamente possibile uccidere milioni di persone nelle presunte camere a gas omicide di Auschwitz.

Già nel 1999, una corte polacca giudicò Ratajczak colpevole di “pubblica negazione” di crimini di guerra tedeschi – negazione che in Polonia è illegale – ma poiché il libro era stato stampato in proprio con una tiratura di sole 260 copie, non venne ritenuto atto a provocare un “disturbo sociale” e l’autore non venne punito. In sua difesa, il prof. Ratajczak disse alla corte che il suo libro era una semplice rassegna di opinioni dissenzienti sull’”Olocausto”, incluse le opere revisioniste dell’autore inglese David Irving e di altri. Il “negazionismo dell’Olocausto” è un reato in Polonia, Germania, Ungheria, Francia, Svizzera e Austria.

Ratajczak lascia un figlio e una figlia.

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://revisionistreview.blogspot.com/2010/06/holocaust-denier-found-dead-in-parking.html

domenica 27 giugno 2010

Per un network europeo antisionista

Per un network europeo antisionista
http://sites.google.com/site/italyism/home/per-un-network-europeo-antisionista

Incontri, assemblee, presentazione libri
All’indirizzo https://sites.google.com/site/italyism/home/assemblee-e-incontri
1. Torino, lunedì 21 giugno ore 20.30 Centro culturale italo-arabo Dar Al Hikma, Il sionismo contro tutti?
2. Livorno, venerdì 25 giugno ore 18.30 Anfiteatro delle barche Fortezza Nuova, Palestina: dal conflitto agli scenari di liberazione.
3. Torino, lunedì 28 giugno ore 20.30 csoa askatasuna, Il sionismo contro tutti?
4. Milano, giovedì 1 luglio ore 18.30 Presentazione del saggio L'Iran e la bomba, di Giorgio S. Frankel, DeriveApprodi, 2010.
5. Parma, lunedì 5 luglio ore 21 Chiesa di Santa Cristina, incontro con Mazin Qumsiyeh.

Anche negli incontri di Torino sarà presentato il saggio L'Iran e la bomba, di Giorgio S. Frankel, DeriveApprodi 2010.

Flottiglia per Gaza settembre 2010
A partire dal 28 giugno p.v. sul sito http://www.ism-italia.org/ sarà possibile trovare tutte le informazioni per aderire alla flottiglia che partirà di massima dall’Inghilterra il 12 settembre 2010.
L’obiettivo di ISM-Italia è di partecipare alla flottiglia con una nave di attivisti italiani.

ISM- Italia
info@ism-italia.it dal 28 giugno http://www.ism-italia.org/
http://sites.google.com/site/italyism/ http://sites.google.com/site/icacbi/

“Verrà il tempo in cui i responsabili dei crimini contro l’umanità che hanno accompagnato il conflitto israelo-palestinese e altri conflitti in questo passaggio d’epoca, saranno chiamati a rispondere davanti ai tribunali degli uomini o della storia, accompagnati dai loro complici e da quanti in Occidente hanno scelto il silenzio, la viltà e l’opportunismo.”

ISM-Italia è il gruppo di supporto italiano dell’ISM.
L’International Solidarity Movement (ISM www.palsolidarity.org) è un movimento palestinese impegnato a resistere all’occupazione israeliana usando i metodi e i principi dell’azione-diretta non violenta. Fondato da un piccolo gruppo di attivisti nel 2001, ISM ha l’obiettivo di sostenere e rafforzare la resistenza popolare assicurando al popolo palestinese la protezione internazionale e una voce con la quale resistere in modo nonviolento alla schiacciante forza militare israeliana di occupazione.

Movimenti sospetti al confine nord-occidentale dell'Iran

NOTIZIE: LA IAF[1] E' SBARCATA IN UNA BASE SAUDITA E LE TRUPPE AMERICANE SI SONO AMMASSATE VICINO AL CONFINE IRANIANO

Di Tzvi Ben Gedalyahu, 23.06.2010[2]

L’aviazione israeliana ha di recente scaricato attrezzature militari in una base dell’Arabia Saudita, secondo quanto riferito da un’agenzia di notizie iraniana semi-ufficiale, mentre una gran quantità di truppe americane si è ammassata in Azerbaigian, al confine nord-occidentale dell’Iran.

Entrambe le notizie giungono a meno di una settimana dalla conferma, da parte del Pentagono, che una flotta americana insolitamente imponente ha attraversato sabato il Canale di Suez. Diverse fonti hanno detto che all’armata si è unita una nave israeliana.

Il Pentagono ha minimizzato le notizie, dicendo che quelle americane sono manovre di routine. Tuttavia, una notizia proveniente mercoledì dall’Iran – secondo cui questo paese ha arricchito dozzine di libbre di uranio arricchito al 17% - ci ricorda che il tempo per impedire all’Iran di produrre un’arma nucleare sta finendo.

L’iraniana Fars News Agency ha detto che l’aereo militare israeliano è atterrato 10 giorni fa nella base saudita vicina alla città di Tabuk, ubicata nella zona nord-occidentale dell’Arabia Saudita, una delle più vicine all’Iran dal “regno del petrolio” saudita.

Fars ha detto che la base di Tabuk sarà il quartier generale dell’attacco israeliano all’Iran. Essa ha citato un sito islamico di news secondo cui un passeggero di una compagnia aerea privata ha detto che l’aeroporto di Tabuk è stato chiuso ad ogni altro traffico durante il presunto atterraggio degli israeliani. Il passeggero ha detto che “nessuna spiegazione ragionevole” è stata fornita per aver chiuso l’aeroporto e i passeggeri coinvolti sono stati risarciti e alloggiati in alberghi a quattro stelle.

“I rapporti tra l’Arabia Saudita e Israele sono diventati l’argomento di conversazione della città”, ha aggiunto il passeggero. Si dice che l’autorità principale di Tabuk, il Principe Fahd ben Sultan, stia coordinando la cooperazione con Israele.

Azerbaigian

L'iraniana Press TV, finanziata dal governo, ha riferito che i Guardiani della rivoluzione hanno cominciato a sorvegliare attentamente il confine nord-occidentale della Repubblica Islamica dopo aver visto le forze americane che, secondo l’Iran, comprendono anche truppe israeliane. Anche il sito indipendente di news dell’Azerbaigian Trend ha riferito mercoledì che le forze armate americane si trovano nel paese, che è impegnato in un conflitto armato con i ribelli. Il generale di brigata dei Guardiani della rivoluzione Mehdi Moini ha detto martedì che le sue truppe sono state mobilitate “a causa della presenza delle truppe americane e israeliane al confine occidentale”. A quanto si dice, i Guardiani hanno concentrato nella zona carri armati e unità contraeree in quello che equivale a un’allerta di guerra.

Uranio arricchito

Mentre i segnali indicano un più alto profilo militare americano-israeliano contro l’Iran, Ali Akbar Salehi, il vice-presidente della Repubblica Islamica e direttore del programma nucleare, ha annunciato mercoledì che l’Iran ha prodotto altre 37 libbre di uranio arricchito al 20%. La produzione di uranio sfida le richieste delle Nazioni Unite che l’Iran cessi il suo incontrollato sviluppo nucleare, sebbene il livello del 20% è molto al di sotto del livello necessario a costruire un’arma nucleare.

“Potenzialmente, possiamo produrre 5 chili al mese, ma non abbiamo fretta”, ha detto Salehi all’agenzia di notizie semi-ufficiale ISNA.

[1] Israel Air Force
[2] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/138231

Belgio: Roland Raes in appello

Letto sul sito belga “La Meuse” in data 22 Giugno 2010[1]:

QUATTRO MESI DI PRIGIONE CON LA CONDIZIONALE PER ROLAND RAES PER FATTI DI NEGAZIONISMO

Roland Raes, ex vice-presidente del Vlaams Blok[2], è comparso oggi davanti alla corte d’appello di Bruxelles. È stato condannato in primo grado a 4 mesi di prigione con la condizionale – nonché al pagamento di danni e interessi – per fatti di negazionismo. L’interessato ha presentato appello contro tale sentenza. Il 26 Febbraio 2001, Roland Raes, in un’intervista alla televisione olandese NCRV, aveva in particolare minimizzato il genocidio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Aveva anche espresso dei dubbi sull’autenticità del Diario di Anne Frank. In seguito a tali affermazioni venne esonerato dalla vicepresidenza del Vlaams Blok. Aveva egualmente lasciato i propri incarichi di senatore e di amministratore dell’università di Gend. La sentenza di appello è prevista per il 15 Settembre.
[1] http://www.lameuse.be/actualite/fil_info/2010-06-22/4-mois-de-prison-avec-sursis-pour-roeland-raes-pour-faits-de-negationnisme-791150.shtml
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Vlaams_Blok

sabato 26 giugno 2010

David Norris chiede a Israele di smetterla di sfruttare l'Olocausto

Letto sul sito del quotidiano irlandese “The Irish Times” del 17 Giugno 2010[1]:

NORRIS CHIEDE LA FINE DELCINICO’ SFRUTTAMENTO DELL’OLOCAUSTO DA PARTE DI ISRAELE

SEANAD[2]: DAVID NORRIS[3] (Ind[4]) ha chiesto alle autorità israeliane di cessare il loro “cinico, spietato e spregevole sfruttamento dell’Olocausto per i loro scopi politici. Tutto ciò ci delude tutti, incluse le tragiche vittime di Auschwitz e di tutti gli altri terribili campi”.

Norris ha detto di condannare totalmente il recente attacco omicida alla flottiglia di pace destinata a Gaza, “dove, in quella che è stata la Bloody Sunday[5] degli israeliani, un gruppo numericamente quasi eguale di persone innocenti e pacifiche che manifestavano contro quel crimine contro l’umanità rappresentato dalla situazione di Gaza è stato massacrato dai commando israeliani”.

Egli ha apprezzato l’espulsione, da parte del Governo, di un diplomatico israeliano, a dimostrazione della totale disapprovazione, da parte di questo paese, del modo fraudolento con cui le autorità israeliane hanno utilizzato passaporti di paesi amici per uccidere un esponente di Hamas in un paese neutrale. La cosa peggiore è stata l’uso da parte degli agenti del Mossad di false informazioni per ottenere speciali passaporti tedeschi con la motivazione che gli interessati erano i figli di sopravvissuti dell’Olocausto. Tutto ciò rappresenta un tradimento di tutti coloro che sono stati uccisi dai nazisti.

(…)
[1] http://www.irishtimes.com/newspaper/ireland/2010/0617/1224272698306.html
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Seanad_%C3%89ireann
[3] http://en.wikipedia.org/wiki/David_Norris_(politician)
[4] Indipendente.
[5] http://it.wikipedia.org/wiki/Bloody_Sunday_(1972)

Cattolicesimo tradizionalista talmudico babilonese

CATTOLICESIMO TRADIZIONALISTA TALMUDICO BABILONESE

Di Michael Hoffman[1]

Il tipo corpulento vestito di rosso cui baciano la mano è “Sua Eminenza” il Cardinal Jean-Pierre Ricard di Bordeaux, Francia.

La profusione di lodi e riconoscenza riversata su di lui dai “cattolici tradizionalisti” è dovuta al fatto che il 13 Giugno si è degnato di amministrare il sacramento della cresima a dei bambini francesi secondo il vecchio rito preconciliare (vedi qui[2]).

Il Cardinal Ricard è un seguace del Talmud Babilonese secondo gli insegnamenti del rabbino Avi Weiss di New York.

Nel Luglio del 1989, il rabbino Weiss e sei dei suoi accoliti presero di mira il convento delle suore cattoliche carmelitane di Auschwitz[3]. A causa di ciò, il Papa Giovanni Paolo II scacciò le suore e chiuse il convento.

Nel Marzo del 2006, il Cardinal Ricard accettò di sottomettersi al[l’autorità del] Talmud Babilonese nella scuola rabbinica denominata Yeshivat Chovevei Torah[4], sotto la guida del rabbino Weiss.

Durante il periodo trascorso nella Yeshivat Chovevei il Cardinal Ricard si privò della sua croce pettorale.

Il Cardinal Ricard non ha mai ripudiato la sua sottomissione al Talmud o il suo sodalizio con il - rosh yeshiva[5] e persecutore di suore - rabbino Weiss.

Questo è il volto del “ritorno alla tradizione” approvato dal pontefice: l’ibrido cattolicesimo “tradizionalista” talmudico babilonese.

Per ragguagli sul Cardinal Ricard e il rabbino Weiss vedi il libro Judaism Discovered, di Michael Hoffman, pp. 547-554.

[1] http://revisionistreview.blogspot.com/2010/06/babylonian-talmudic-traditional.html
[2] http://www.leforumcatholique.org/message.php?num=554125
[3] Sull’argomento, vedi il seguente articolo: http://ita.vho.org/022Auschwitz_ombra_della_croce.htm
[4] http://www.yctorah.org/
[5] http://it.wikipedia.org/wiki/Rosh_Yeshiva

Messaggio in bottiglia per gli eredi di Aristide e Franco Tabasso

Due anni fa lessi incuriosito dell’esistenza di un libro che, a quanto pare, è uno dei più censurati d’Italia: Su onda 31 Roma non risponde, Città di Castello/Taranto, 1957, di Franco Tabasso. Secondo la rivista del Sisde GNOSIS, il libro “fu sequestrato prima della distribuzione, con divieto di successiva ristampa”[1].

Da un’altra fonte[2], abbiamo appreso che “di quel volume, che riportava la testimonianza dell’agente segreto Franco Tabasso [in realtà l’agente segreto in questione era il papà di Franco, Aristide] circa i rapporti riservati tra l’Italia e la Gran Bretagna durante la Seconda guerra mondiale, furono ritirate tutte le copie, e non se ne trova traccia neppure nelle biblioteche pubbliche”. In realtà, qualche biblioteca ancora conserva il libro[3]: grazie al prestito interbibliotecario, sono riuscito a leggerlo.

Il libro in questione ha suscitato l’interesse di qualche storico per le notizie da esso fornite sul carteggio Churchill-Mussolini[4] ma la parte più cospicua del volume è riservata alla “missione impossibile” di Aristide Tabasso, incaricato nel 1942 dal SIS (Servizio Informazioni e Sicurezza) della Marina di trafugare in Eritrea i piani top secret degli Alleati di attacco in Europa e in Italia. Missione portata a compimento con successo ma insabbiata poi a Roma, così narra Franco Tabasso, dai vertici dello Stato Maggiore italiano.

A mio giudizio, Su onda 31 Roma non risponde è uno dei più bei libri di memorialistica sulla seconda guerra mondiale. Ho provato a rintracciare Franco Tabasso ma senza esito (non so neanche se è ancora vivo), così approfitto di questo spazio per rivolgere a lui o ai suoi eredi le domande che avrei voluto rivolgergli di persona: come mai il libro non è stato più ristampato? È ancora in vigore il divieto di pubblicazione?
[1] http://www.sisde.it/Gnosis/Rivista2.nsf/ServNavig/16 .
[2] http://archiviostorico.corriere.it/1999/aprile/15/Morto_scrittore_Mario_Tilgher_co_0_9904153213.shtml
[3] http://www.sbn.it/opacsbn/opaclib?db=iccu&select_db=iccu&nentries=1&from=2&searchForm=opac/iccu/error.jsp&resultForward=opac/iccu/full.jsp&do=search_show_cmd&rpnlabel=+Titolo+%3D+su+onda+31+&rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D4+%40attr+4%3D2+%22onda+31%22&totalResult=3&ricerca=base&fname=none&brief=brief
[4] http://firewolfdossier.blogspot.com/2008/05/le-carte-pi-segrete-di-mussolini.html

venerdì 25 giugno 2010

Spegnere le luci per Gilad Shalit per oscurare i crimini israeliani

ISM-Italia Comunicato stampa 2010/06/24/01

Spegnere le luci per il soldato israeliano Gilad Shalit per oscurare i crimini israeliani

Oggi, per iniziativa dei rispettivi sindaci e delle locali comunità ebraiche, complici gli uni e le altre dei crimini israeliani, verranno spente, per ricordare la cattura nel 2006 del soldato israeliano Gilad Shalit da parte di un commando palestinese, a Roma le luci del Colosseo, a Milano quelle del Castello Sforzesco, a Torino quelle della Mole Antonelliana, .
C’è da supporre che cerimonie simili siano state decise anche in altre città.
L’ipersionismo militante della destra, del centro e della sinistra (?), uniti nel sostenere uno stato coloniale, razzista e fascista1, non ha limiti. Uno Stato, la cui follia omicida e suicida è una minaccia contro tutta l’umanità, dovrebbe preoccupare ogni coscienza civile e democratica
Quando fossero indotti ad accorgersi della pulizia etnica della Palestina, del genocidio in corso a Gaza, delle distruzioni del Libano fino a quella del 2006, dei crimini commessi dall’esercito israeliano durante l’operazione Cast Lead (Piombo fuso), dell’assassinio di nove attivisti turchi della Freedom Gaza Flotilla, nella notte tra il 30 e il 31 maggio 2010, che cosa faranno questi signori?
Che cosa faranno quando fossero indotti ad accorgersi dei circa 7.500 prigionieri palestinesi2, chiusi da anni nelle carceri israeliane, molti in detenzione amministrativa, cioè senza accuse specifiche, fra cui donne e bambini?
Spegneranno le luci per sempre o arriveranno a demolire il Colosseo, a bruciare il Castello Sforzesco o a bombardare la Mole Antonelliana?
Non pretendiamo ovviamente nulla di tutto questo. Pretendiamo solo un minimo di serietà.
Degli ipersionisti di casa nostra denunciamo il cinismo, l’ipocrisia e la menzogna sistematica.
A Torino del sindaco Chiamparino e dell’ineffabile Beppe Castronovo, a Milano della signora Moratti, a Roma di ex (?) fascisti doc come la signora Polverini, il signor Alemanno et similia.

Verrà il tempo in cui i responsabili dei crimini contro l’umanità che hanno accompagnato il conflitto israelo-palestinese e altri conflitti in questo passaggio d’epoca, saranno chiamati a rispondere davanti ai tribunali degli uomini o della storia, accompagnati dai loro complici e da quanti in Occidente hanno scelto il silenzio, la viltà e l’opportunismo.”

ISM-Italia, 24 giugno 2010

1. Baruch Kimmerlimg, Politicidio – Sharon e i Palestinesi, Fazi 2003, pag. 11
2. I prigionieri palestinesi attualmente nelle prigioni israeliane sono circa 7.500. 37 sono donne, 330 i bambini, 15 i deputati del Consiglio Legislativo Palestinese (CLP). 5.000 sono i prigionieri palestinesi condannati tra i quali 790 stanno scontando ergastoli plurimi, come Marwan Barghouti, uno dei leader di Fatah.

ISM- Italia
info@ism-italia.it http://sites.google.com/site/italyism/ www.frammenti.it
ISM-Italia è il gruppo di supporto italiano dell’ISM.
L’International Solidarity Movement (ISM www.palsolidarity.org) è un movimento palestinese impegnato a resistere all’occupazione israeliana usando i metodi e i principi dell’azione-diretta non violenta. Fondato da un piccolo gruppo di attivisti nel 2001, ISM ha l’obiettivo di sostenere e rafforzare la resistenza popolare assicurando al popolo palestinese la protezione internazionale e una voce con la quale resistere in modo nonviolento alla schiacciante forza militare israeliana di occupazione.

Belgio: condannato il revisionista Herbert Verbeke

Letto sul sito del Centre pour l’égalité des chances (l’equivalente della LICRA francese) in data 22 Giugno 2010[1]:

[Tribunale] Condanna per negazionismo

Herbert Verbeke è stato condannato oggi martedì 22 Giugno dal tribunale correzionale di Anversa, in base alla legge contro il Negazionismo (del 23 marzo 1995) e alla legge contro il razzismo (del 30 Luglio 1981).

Il Centre pour l’égalité des chances et la lutte contre le racisme aveva sporto denuncia nel 2007 in seguito alla diffusione su un sito internet di affermazioni di carattere razzista e volte a negare il Genocidio ebraico. Condannato in contumacia, Verbeke può – in questa fase – presentare opposizione alla decisione.

FINE

Non si tratta di Siegfried Verbeke ma di suo fratello Herbert.

[1] http://www.diversite.be/index.php?action=artikel_detail&artikel=368

martedì 22 giugno 2010

Sobibor : propaganda olocaustica e realtà

"SOBIBOR. PROPAGANDA OLOCAUSTICA E REALTA'"

di Carlo Mattogno

È un fatto notorio che la storiografia olocaustica ha raggiunto il suo culmine nel 2002 e da allora è cominciato il suo graduale e inesorabile declino. La storiografia revisionistica, al contrario, è fiorita proprio in quest’ultimo decennio. Per quanto mi riguarda, in questo periodo ho pubblicato una ventina di studi, il più recente dei quali è Auschwitz: assistenza sanitaria, "selezione" e "Sonderbehandlung" dei detenuti immatricolati (Effepi, Genova, 2010), nei quali ho trattato tutti gli aspetti fondamentali del campo di Auschwitz. Ma anche gli altri due presunti "campi di lavoro e di sterminio", Majdanek e Stutthof, sono stati studiati accuratamente da Jürgen Graf e da me, nei libri Concentration Camp Majdanek. A Historical and Technical Study (Theses & Dissertations Press, Chicago, 2003) e KL Stutthof. Il campo di concentramento di Stutthof e la sua funzione nella politica ebraica nazionalsocialista (Effepi Editore, Genova, 2003). Sul presunto campo di sterminio di Chełmno c’è il mio studio Il campo di Chełmno tra storia e propaganda (Effepi, Genova, 2009), mentre i pretesi campi di sterminio orientali di Bełżec e di Treblinka sono stati trattati da me nel libro Bełżec nella propaganda, nelle testimonianze, nelle indagini archeologiche e nella storia (Effepi, Genova, 2006), da J. Graf e da me nell’opera Treblinka. Extermination Camp or Transit Camp? (Theses & Dissertations Press, Chicago, 2004). Restava l’ultimo campo, quello di Sobibór, il più difficile da trattare a causa della documentazione estremamente esigua che è rimasta.
Finalmente però la lacuna è stata colmata. È recente la pubblicazione del libro Sobibór. Holocaust Propaganda and Reality (Published by The Barnes Review. Washington, 2010), redatto da J. Graf, Thomas Kues e me. L’opera conta 434 pagine, con 6 documenti, 15 fotografie e una bibliografia molto ricca (pp. 414-429).
Per quanto riguarda il contenuto, rimando all’indice dell’opera, che riporto sotto.
Dal punto di vista argomentativo lo studio presenta novità di rilievo.
Il capitolo IV (Analisi critica del materiale documentario) vaglia le "prove materiali" fondamentali, analizzando criticamente il quasi introvabile articolo polacco di A. Kola "Rapporto sulle indagine archeologiche nel sito dell’ex campo di sterminio per Ebrei di Sobibór"; esso si concentra in particolare sulle fosse comuni e sui resti di baracche individuati da A. Kola (che non ha trovato traccia alcuna delle presunte camere a gas), nonché sulla questione della cremazione all’aperto dei presunti gasati, dimostrando che il relativo racconto della storiografia ufficiale è insostenibile.
Il capitolo VIII (Il Führerbefehl e la genesi dei "campi di sterminio" orientali) delinea la storia dell’ "Azione Reinhardt" e ne spiega il reale significato nel quadro del "Piano generale Est" e mostra l’inconsistenza della storia olocaustica della costruzione di questi presunti campi di sterminio.
Il capitolo X offre lo studio più esaustivo sulla sorte dei detenuti deportati all’Est. La tesi del libro è infatti che Sobibór era un campo di transito (Durchgangslager), come del resto lo definì Himmler nella lettera del 5 aprile 1943 all'SS-Wirtschafts-Verwaltungshauptamt e ad altre sette istituzioni SS. I relativi argomenti sono esposti nel capitolo IX.
Con quest’opera la bibliografia revisionistica sui presunti campi di sterminio di Bełżec, Treblinka, Sobibór e Chełmno sale a 1.218 pagine.
La storiografia olocaustica, in gravissimo imbarazzo come sempre, tace. In compenso brandisce accuse di "antisemitismo" a destra e a manca. Essendo del tutto incapace di controbattere alcunché, reagisce come può: coll’invettiva isterica, eventualmente parlamentare.

Contents
Page

1. Introduction ........................................................................................... 9

Measurement Conversions ........................................................... 14

2. The Sobibór Camp and its Historiographic Representation ........... 15

2.1. Sobibór as Described in the Encyclopedia of the Holocaust ........ 15

2.2. Sobibór as Described in Contemporary Documents .................... 20

2.2.1. Himmler’s Directive of 5 July 1943 and Pohl’s Reply ..... 21

2.2.2. Documents about the Sobibór Uprising ............................ 21

2.2.3. The Höfle Radio Message ................................................ 22

2.2.4. Provisional Summary ....................................................... 22

2.3. Sobibór in Official Historiography and "Holocaust"
Literature ...................................................................................... 23

2.3.1. N. Blumental’s Documents and Materials (1946) ............ 23

2.3.2. Report by the "Main Commission for the
Investigation of German Crimes in Poland" (1947) ......... 24

2.3.3. Yuri Suhl (1967) ............................................................... 25

2.3.4. Adam Rutkowski (1968) .................................................. 26

2.3.5. Stanisław Szmajzner (1968) ............................................. 28

2.3.6. Adalbert Rückerl (1977) ................................................... 31

2.3.7. E.A. Cohen (1979) ............................................................ 31

2.3.8. Miriam Novitch (1980)..................................................... 31

2.3.9. Richard Rashke (1982) ..................................................... 34

2.3.10. E. Kogon, H. Langbein, A. Rückerl et al. (1983) ............. 35

2.3.11. Yitzhak Arad (1987) ......................................................... 37

2.3.12. Witold Zbigniew Sulimierski (1993) ................................ 39

2.3.13. Jules Schelvis (1993) ........................................................ 40

2.3.14. Thomas (Toivi) Blatt (1996) ............................................ 41

2.3.15. Shaindy Perl (2004) .......................................................... 45

2.3.16. Michael Lev (2007) .......................................................... 46

2.3.17. Dov Freiberg (2007) ......................................................... 46

2.3.18. Barbara Distel (2008) ....................................................... 46

2.3.19. Jules Schelvis (2008) ........................................................ 47

2.3.20. Conclusions ...................................................................... 55

2.4. A Revisionist Article about Sobibór ............................................ 56

2.5. Heinrich Himmler’s Visit to Sobibór ........................................... 58

2.6. Sobibór’s Claimed Number of Vicitms ........................................ 60

3. Origins and Evolution of Claims about Sobibór .............................. 63

4. Critical Analysis of Eye Witness Testimonies .................................. 77

4.1. Alleged Contacts with Inmates in camp III .................................. 77

4.2. Alexander Pechersky, the Main Witness ...................................... 84

4.3. "The Most Conclusive Evidence" ................................................ 93

4.4. Miscellaneous Anomalies and Absurdities .................................. 98

4.5. Testimonies by Former Camp Personnel ................................... 102

4.6. The Value of Eye Witness Testimonies ..................................... 105

5. Critical Analysis of Material Evidence ........................................... 107

5.1. The State of Evidence ................................................................ 107

5.1.1. Forensic Post War Survey by Polish Authorities ........... 107

5.1.2. Photographic Evidence ................................................... 108

5.1.3. Kola’s Archeological Research at Sobibór 2000-2001 .. 109

5.2. Mass Graves ............................................................................... 112

5.2.1. Mass Graves in Testimony, Verdicts, and

Historiography ................................................................ 112

5.2.2. The Switch from Burial to Cremation ............................ 115

5.2.3. Mass Graves Identified by Kola ..................................... 118

5.2.4. The Significance of Unincinerated Corpses ................... 120

5.2.5. Area and Volume of the Graves ..................................... 122

5.2.6. A Note on the Ground Water Level at Sobibór .............. 125

5.3. Fuel Requirements ..................................................................... 130

5.3.1. The Percentage of Children among the Deportees ......... 130

5.3.2. The Average Weight of the Children ............................. 132

5.3.3. Fuel Requirements for the Cremation of One Body ....... 133

5.3.4. Decomposed Bodies ....................................................... 136

5.3.5. Emaciated Corpses ......................................................... 138

5.3.6. Factors Influencing the Cremation ................................. 139

5.3.7. Wood Requirements for Corpse Cremation at Sobibór .. 140

5.3.8. The Duration of the Cremation ....................................... 145

5.3.9. The Ashes ....................................................................... 148

5.4. Excavated Building Remains ..................................................... 149

5.4.1. The Alleged Second Phase Gas Chambers in

Testimony, Verdicts and Historiography ........................ 149

5.4.2. Building Remains Excavated by Kola ............................ 152

5.5. Continued Archeological Research 2007-2008 .......................... 162

5.6. The Official "Memorial Map" of the Sobibór "Death Camp" ... 167

5.7. Estimate of the Sobibór Death Toll ............................................ 168

6. The Sobibór Trials ............................................................................ 171

6.1. Legal Proceedings as the Basis for Historiography .................... 171

6.2. The Trial of Erich Bauer in Berlin in 1950 ................................ 172

6.3. The Frankfurt Trial of Hubert Gomerski and Johann Klier

(1950) ......................................................................................... 178

6.4. The Sobibór Trial at Hagen (1965/1966) ................................... 182

6.5. The Sobibór Trial that Never Took Place .................................. 189

6.6. The Three Sobibór Trials in the Soviet Union ........................... 190

6.7. The Brazilian Extradition Proceedings against F. Stangl and

G. Wagner .................................................................................. 191

7. National-Socialist Policy of Jewish Emigration .............................. 193

7.1. Emigration .................................................................................. 193

7.2. The Madagascar Plan ................................................................. 198

7.3. From Madagascar Plan to Deportation to the East ..................... 201

7.4. First Deportations to the East ..................................................... 213

8. The Führerbefehl and the Origins of the "Extermination
Camps" in the East ........................................................................... 219

8.1. The Führerbefehl and Holocaust Historiography ....................... 219

8.2. Origins and Significance of "Aktion Reinhardt" ........................ 236

8.2.1. The "Generalplan Ost" ................................................... 236

8.2.2. "Aktion Reinhardt" ......................................................... 243

8.3. Alleged Genesis and Organization of the Extermination

Camps of Aktion Reinhardt ........................................................ 251

8.3.1. Administration and Financing ........................................ 251

8.3.2. Construction of the Camps ............................................. 252

8.3.3. Construction of the Alleged Gas Chambers: General

Problems ......................................................................... 254

8.4. The Alleged First Gas Chamber Building at Sobibór ................ 262

8.5. Euthanasia and Aktion Reinhardt ............................................... 269

8.6. Himmler’s Cremation Order ...................................................... 281

9. Sobibór: Propaganda and Reality ................................................... 283

9.1. Fake "Baths" or Real Baths? Sobibór as a Transit Camp .......... 283

9.2. The Ostwanderung ..................................................................... 290

9.3. Jewish Transports into the Lublin District in 1942 .................... 296

9.4. Evacuations to the East: Höfle Telegram and Korherr Report ... 311

9.5. Registration of Deportees in the Aktion Reinhardt Camps ......... 331

9.6. Prof. Kulischer on the Expulsion of Jews .................................. 333

10. The Fate of the Deportees................................................................. 347

10.1. The Fate of Jews Deported Directly to the East ......................... 347

10.2. Number of Jews Moved to the East ............................................ 349

10.2.1. Via the Aktion Reinhardt Camps .................................... 349

10.2.2. Via Chełmno................................................................... 351

10.2.3. Via Auschwitz ................................................................ 352

10.2.4. Balance ........................................................................... 353

10.3. The Dissolution of Polish Jewry in the USSR............................ 354

10.4. Western Jews in the Eastern Territories ..................................... 357

10.4.1. Steffen Werner’s White Ruthenia Hypothesis ................ 357

10.4.2. American Jewish Yearbook ............................................ 360

10.4.3. Judisk Krönika ................................................................ 361

10.4.4. Further Evidence for Western Jews in the East .............. 363

10.4.5. The Diary of Herman Kruk ............................................ 366

10.5. The Fate of Western Jews – a Hypothesis .................................. 369

11. The Demjanjuk Case ........................................................................ 375

11.1. Hunting Down Old Men ............................................................. 375

11.2. The OSI ...................................................................................... 379

11.3. Demjanjuk’s Extradition to Israel and His Trial ........................ 380

11.4. Demjanjuk’s Extradition to Germany ........................................ 387

11.5. The Run-Up to the Munich Trial ................................................ 389

12. Conclusions ........................................................................................ 391

12.1. The Moral Responsibility of the Camp Personnel ..................... 391

12.2. "I am a Portion of that Force…" ................................................ 393

12.3. The Emperor’s New Clothes ...................................................... 394

12.4. The Moloch ................................................................................ 395

13. Appendix ............................................................................................ 401

13.1. Documents and Photographs ...................................................... 401

13.2. SS Ranks and U.S. Army Equivalents ....................................... 413

13.3. Bibliography ............................................................................... 414

Media Items ................................................................................ 414

Monographs, Anthologies, Published Document Collections .... 415

Documents .................................................................................. 425

Internet Sources .......................................................................... 426

Judicial Documents .................................................................... 429

13.4. Abbreviations ............................................................................. 429

13.5. Index of Names .......................................................................... 430

Carlo Mattogno
22 giugno 2010

sabato 19 giugno 2010

Rinviato il processo a Dirk Zimmermann

Il giovane revisionista tedesco Dirk Zimmermann ha fatto sapere che il suo processo, che avrebbe dovuto aver luogo il 21 Giugno prossimo, è stato rinviato, poichè il suo avvocato è malato. Il processo avrà probabilmente luogo a Settembre.

venerdì 18 giugno 2010

Torino, 21 Giugno 2010 - Il sionismo contro tutti?

Assemblea pubblica sul tema:

IL SIONISMO CONTRO TUTTI?

TORINO, lunedì 21 giugno 2010 ore 20.30

presso il Centro culturale italo-arabo Dar Al Hikma

Via Fiochetto,15 Torino

Interventi:
Diana Carminati –ISM-Italia

Giorgio S. Frankel – giornalista

Angela Lano – Infopal

Alfredo Tradardi - ISM-Italia

Nel corso dell’incontro sarà presentato il saggio di Giorgio S. Frankel L’Iran e la bomba, DeriveApprodi 2010,


http://sites.google.com/site/italyism/05-libri/l-iran-e-la-bomba

ISM- Italia
info@ism-italia.it
http://sites.google.com/site/italyism/
http://www.frammenti.it/

“Verrà il tempo in cui i responsabili dei crimini contro l’umanità che hanno accompagnato il conflitto israelo-palestinese e altri conflitti in questo passaggio d’epoca, saranno chiamati a rispondere davanti ai tribunali degli uomini o della storia, accompagnati dai loro complici e da quanti in Occidente hanno scelto il silenzio, la viltà e l’opportunismo.”

ISM-Italia è il gruppo di supporto italiano dell’ISM.
L’International Solidarity Movement (ISM http://www.palsolidarity.org/) è un movimento palestinese impegnato a resistere all’occupazione israeliana usando i metodi e i principi dell’azione-diretta non violenta. Fondato da un piccolo gruppo di attivisti nel 2001, ISM ha l’obiettivo di sostenere e rafforzare la resistenza popolare assicurando al popolo palestinese la protezione internazionale e una voce con la quale resistere in modo nonviolento alla schiacciante forza militare israeliana di occupazione.

mercoledì 16 giugno 2010

Seconda puntata del processo contro Dirk Zimmermann

L'8 Giugno abbiamo ricevuto il seguente messaggio di Dirk Zimmermann (foto), quel tedesco che si è autoaccusato presso le autorità della sua città per aver inviato un esemplare del libro di Germar Rudolf "Lectures on the Holocaust" (http://vho.org/dl/ENG/loth.pdf) a tre persone: il sindaco della città, il pastore e il curato della sua parrocchia; il 24 Ottobre del 2009 questo terribile misfatto valse, a questo padre di famiglia di 38 anni, una condanna a 9 mesi di prigione senza condizionale. Ecco il messaggio:

"Ricomincia. La data della seconda puntata della battaglia per la verità e la giustizia è fissata. Il 21 Giugno 2010, il giorno stesso del solstizio, chiederò ancora - nonostante tutto - davanti ad un tribunale della Repubblica Federale tedesca il diritto all'autodeterminazione, nell'interesse dei nostri antenati e dei nostri discendenti.

"Parlo di autodeterminazione perchè la formazione e la presa di coscienza della mia identità - io mi sento tedesco - è decisamente sconvolta da una versione imposta della storia piena di contraddizioni flagranti. Si arriva a condannare con delle pene pesanti ogni tentativo di uscire dai ranghi, anzi: la semplice critica della visione storica che esercita su di noi un'influenza così determinante.

"Diciamo inoltre che la posta in gioco non è solo quella di restituire al popolo sovrano la padronanza della linea che deve seguire l'evoluzione del popolo tedesco (chi eravamo, chi siamo, dove andiamo?), che è condizionata a vantaggio di certuni. Si tratta anche di dimostrare che le facoltà conoscitive di ogni individuo subiscono egualmente un'offensiva satanica e insidiosa. Il diritto alle proprie convinzioni, alla conoscenza e alla certezza, il ricordo del passato e la preparazione dell'avvenire gli sono stati strappati, obbligato com'è a dire amen a tutto. L'individuo è degradato, sottomesso, abbattuto come fosse bestiame.

"E' per lottare contro questa campagna d'intimidazione che affronterò il Tribunale di grande istanza di Heilbronn il 21 Giugno 2010, dalle ore 9 (sala ancora sconosciuta).

"Prego tutti coloro che quel giorno si mobiliteranno per darmi il loro sostegno di tenere un comportamento e un contegno corretti, in modo da poterci distinguere chiaramente dall'umanità antitedesca e decadente.

"Grazie della vostra attenzione e del vostro sostegno".

Dirk Zimmermann

martedì 15 giugno 2010

Annette Groth e Inge Höger denunciano Israele per crimini di guerra

ATTIVISTI TEDESCHI PRESENTANO DENUNCE PER CRIMINI DI GUERRA

Di John Goetz, 11.06.2010[1]

In Germania, pubblici ministeri stanno esaminando una denuncia per crimini di guerra presentata contro Israele da due membri del parlamento - con il partito di estrema sinistra La Sinistra[2] - e da un attivista dei diritti umani che erano a bordo della Mavi Marmara quando le truppe israeliane l’hanno assaltata 11 giorni fa.

Undici giorni fa, l’esercito israeliano ha assaltato la nave turca Mavi Marmara, che faceva parte di una flottiglia che stava trasportando attivisti pro-palestinesi verso la Striscia di Gaza nel tentativo di rompere il blocco israeliano[3]. Ora, tutto ciò è diventato un caso per pubblici ministeri tedeschi.

L’attivista dei diritti umani Norman Paech e due parlamentari tedesche del partito di estrema sinistra La Sinistra, Annette Groth e Inge Höger, hanno presentato delle denunce penali per “numerose ipotesi di reato, inclusi crimini di guerra contro individui e responsabilità di comando…come pure incarcerazioni illegali”.

Il 31 Maggio, alle 5 del mattino, recita la denuncia, Höger, Groth e Paech hanno sentito dal comandante della Mavi Marmara, tramite l’altoparlante della nave, che i soldati israeliani che avevano abbordato la nave stavano assumendo il controllo della medesima. Un’ora dopo, i soldati israeliani ordinavano ai tedeschi di salire in coperta, dove i loro zaini e altri effetti personali sono stati ispezionati. Le loro mani sono state temporaneamente legate.

Giurisdizione tedesca?

È stato solo alle 21.10 della sera che alla parlamentare Annette Groth è stato dato il permesso di contattare l’ambasciata tedesca. Alle 2 del mattino del 1 Giugno, i tedeschi sono stati condotti all’aeroporto, in un veicolo per prigionieri, per il loro volo di ritorno in patria.

Secondo l’esperto di diritto penale internazionale Florian Jessberger, dell’Università Humboldt di Berlino, “c’è motivo di credere che siano state perpetrate delle incarcerazioni illegali, secondo quanto previsto dalla legge tedesca”. A suo dire, tutto ciò rientrerebbe nella giurisdizione tedesca, “a prescindere dal fatto che l’atto sia stato perpetrato in alto mare”.

I pubblici ministri tedeschi hanno detto allo SPIEGEL ON LINE che stanno accertando se vi sono prove sufficienti da giustificare una prosecuzione del caso.

Barbaro’

Il raid israeliano contro la Mavi Marmara, che ha provocato la morte di nove attivisti a bordo della nave, ha scatenato una tempesta di critiche[4] contro Israele e il suo perdurante blocco imposto alla Striscia di Gaza. Ha anche seriamente danneggiato le relazioni di Israele con la Turchia[5].

Il blocco è iniziato nel 2007, dopo che i militanti islamici di Hamas avevano preso il potere a Gaza. Israele afferma che molti di coloro che viaggiavano con la flottiglia hanno legami con Hamas o con altri gruppi terroristici[6], ma gli attivisti negano l’accusa.
Dopo essere tornata in Germania, Höger ha detto ai giornalisti che “ci sentivamo come se stessimo in guerra, come se fossimo stati rapiti”. La sua collega Groth ha parlato di un “atto barbaro”.

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,700127,00.html
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Die_Linke
[3] http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,699714,00.html
[4] http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,699065,00.html
[5] http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,699090,00.html
[6] http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,699509,00.html

Carlo Mattogno: la "Sonderbehandlung" dei detenuti immatricolati ad Auschwitz

LA "SONDERBEHANDLUNG" DEI DETENUTI IMMATRICOLATI AD AUSCHWITZ

di Carlo Mattogno, Giugno 2010

Discutendo il mio studio “Sonderbehandlungad Auschwitz. Genesi e significato (Edizioni di Ar, 2000) l’olo-blogger Sergey Romanov introduce la sua critica così:
«Mattogno discute una quantità di documenti che contengono parole in codice e un lettore non sospettoso potrebbe essere ingannato credendo che Mattogno abbia discusso (e fatto a pezzi) tutte le prove documentarie che contengono le parole in codice, Mattogno invece omette ingannevolmente le fonti più cruciali sull’uso della parola in codice».
E conclude:
«Perciò, omettendo qualunque menzione di questi importanti documenti, Carlo Mattogno si è dato ad un grande e imperdonabile inganno. Speriamo di occuparci in futuro di altri argomenti di questo e altri [suoi] libri, ma è stato già stabilito che non si può fare affidamento sul fatto che egli presenti prove onestamente»[1].
Se qui c’è qualcuno che “inganna”, è proprio Sergey Romanov. Nel mio libro summenzionato, infatti, non solo non ho mai asserito di aver preso in esame «tutte le prove documentarie che contengono le parole in codice», ma ho dichiarato esplicitamente il contrario. Nella nota 1 a p. 12 ho avvertito:
«La questione della “Sonderbehandlung” tra i detenuti immatricolati sarà trattata in uno studio specifico in preparazione».
L’edizione americana esaminata da Sergey Romanov dice ancora più chiaramente:
«Allo stesso modo, una trattazione sistematica di tutti i detenuti immatricolati che furono sottoposti a “trattamento speciale” richiederebbe un’ampia analisi delle affermazioni correnti relative alle gasazioni, nonché del destino di vari gruppi di detenuti, il che eccede i limiti di questa indagine. […]. Su questo argomento è inoltre in preparazione uno studio esaustivo» (Special Treatment in Auschwitz. Origin and Meaning of a Term (Theses & Dissertations Press, Chicago, 2004, nota 18, pp. 11-12).
Perciò, omettendo qualunque menzione a questa avvertenza, Sergey Romanov si è dato ad un grande e imperdonabile inganno, confermando ancora una volta ciò che realmente è, come del resto ho dimostrato ad abundantiam nel mio libro Olocausto: dilettanti nel web (Effepi, Genova, 2005).
Lo studio che avevo preannunciato, uno dei più difficoltosi che abbia realizzato, è finalmente uscito. Il titolo è Auschwiz: assistenza sanitaria, “selezioneeSonderbehandlungdei detenuti immatricolati, 233 pagine in formato 17 x 24, con 60 documenti, molti dei quali praticamente ignoti agli specialisti.
L’indice allegato mostra chiaramente la struttura dell’opera, perciò mi limito a riportarne la conclusione. Vale solo la pena di precisare che il capitolo IV contiene dettagliate statistiche sul numero dei detenuti inabili al lavoro e non impiegabili, malati stazionari e invalidi (!) che furono costantemente presenti negli ospedali di Auschwitz-Birkenau, in quanto istituzionalmente previsti dalla direttiva dell’SS-WVHA del 24 giugno 1942. Nel capitolo 7 ho invece analizzato in 28 pagine i documenti che, secondo Sergey Romanov, avrei “omesso” nel libro precedente.
Ecco dunque la Conclusione:
«La tesi della selezione negli ospedali del complesso Auschwitz dei detenuti immatricolati malati divenuti inabili al lavoro e del loro invio nelle presunte camere a gas non ha alcuna base documentaria. Dai documenti risulta al contrario che ad Auschwitz le SS cercarono sempre di migliorare nei limiti del possibile le condizioni di vita dei detenuti e le loro condizioni sanitarie, istituendo per i malati ospedali nei quali, tra l'altro, furono eseguiti migliaia di interventi chirurgici. Altri detenuti malati furono perfino trasferiti in altri campi per ricevere cure più appropriate.
Il progetto perfettamente documentato e realizzato solo in parte per ragioni contingenti – di un enorme campo ospedale nel Bauabschnitt III di Birkenau, come già rilevò Pressac, smentisce clamorosamente la tesi dello sterminio in massa e dimostra che la politica delle SS nei confronti dei detenuti divenuti inabili al lavoro non fu l'uccisione, ma il trattamento medico.
Dall'analisi delle presunte selezioni di detenuti immatricolati per le camere a gas elencate da Danuta Czech risulta che nessuna di esse ha una base storico-documentaria, anzi, i documenti molto spesso le contraddicono categoricamente; esse infatti si fondano tutte non solo su semplici congetture di testimoni, ma soprattutto su inaudite manipolazioni che mostrano ciò che il “Kalendarium” di Auschwitz realmente è: non uno strumento storico e storiografico per la comprensione degli eventi, ma uno strumento propagandistico per la loro sistematica distorsione».

Indice dell’opera

PARTE PRIMA - I DETENUTI

CAPITOLO 1 - LE CONDIZIONI DI VITA DEI DETENUTI
1.1 Le disposizioni relative al miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti
1.2. La selezione dei detenuti all'arrivo
1.3. Il trattamento dei detenuti secondo il regolamento dei campi di concentramento
1.4. Le punizioni
1.5. I premi di produttività
1.6. La posta.
1.7. Il vitto
1.8. I rilasci e l' “Arbeitserziehungslager Birkenau”

CAPITOLO 2 - L'OSPEDALE PER I DETENUTI (häftlingskrankenbau)
2.1. Le attività dell'SS-Standortarzt e degli SS-Lagerärzte per la salvaguardia della salute dei detenuti
2.2. I rapporti sul trattamento medico dei detenuti
2.3. Il registro delle medicine dell'Häftlingskrankenbau
2.4. L'ospedale dei detenuti del campo di Auschwitz III-Monowitz
2.5. Il progetto di impianti di disinfestazione a ricircolazione d’aria (Umluft-Entwesungsanlagen) per i detenuti malati del Bauabschnitt II di Birkenau

CAPITOLO 3 - L' häftlingslazarett DEL BAUABSCHNITT III DI BIRKENAU
3.1. La scoperta di Jean-Claude Pressac
3.2. Genesi e attuazione del progetto del campo ospedale nel Bauabschnitt III di Birkenau

CAPITOLO 4 - LA SORTE DEI DETENUTI IMMATRICOLATI INABILI AL LAVORO
4.1. Il trattamento dei detenuti immatricolati inabili al lavoro
4.2. La statistica dei malati del Quarantänelager
4.3. Immatricolazione e trasferimento di detenuti malati

PARTE SECONDA - LE “SELEZIONI” DEI DETENUTI MALATI PER LE CAMERE A GAS: ANALISI STORICO-DOCUMENTARIA

CAPITOLO 5 - LE “SELEZIONI” DEI DETENUTI MALATI PER LE “CAMERE A GAS” SECONDO IL “KALENDARIUM” DI AUSCHWITZ: LE “SELEZIONI” MINORI.
5.1. La “Sonderbehandlung 14 f 13” e la genesi delle “selezioni” ad Auschwitz
5.2. I certificati di morte dei “selezionati”
5.3. La “Sonderbehandlung 14 f 13” e le “iniezioni di fenolo” ad Auschwitz
5.4. LE “SELEZIONI” nel “KALENDARIUM” di DANUTA CZECH
5.5. LE “SELEZIONI” DEL 1941: LA “PRIMA GASAZIONE”
5.6. LE “SELEZIONI” DEL 1942
5.6.1. La “selezione” dell'11 giugno 1942
5.6.2. La “selezione” del 3 agosto 1942
5.6.3. La “selezione” del 29 agosto 1942 nella sala 3 del Block 20 di Auschwitz
5.6.4. La “selezione” del 5 settembre 1942
5.6.5. Le “selezioni” dell'ottobre 1942
5.6.6. La “selezione” del 14 novembre 1942
5.6.7. La “selezione” del 3 dicembre 1942
5.6.8. La “selezione”del 5 dicembre 1942
5.6.9. La “selezione” dell'8 dicembre 1942
5.7. LE “SELEZIONI” DEL 1943
5.7.1. La “selezione” del 17 gennaio 1943
5.7.2. La “selezione” del 28 febbraio 1943
5.7.3. La “selezione” del 21 agosto 1943
5.7.4. La “selezione” del 29 agosto 1943
5.7.5. La “selezione” dell'8 ottobre 1943
5.7.6. La “selezione” del 22 ottobre 1943
5.7.7. La “selezione” del 19 novembre 1943
5.7.8. La “selezione” del 10 dicembre 1943
5.7.9. La “selezione” del 12 dicembre 1943
5.7.10. La “selezione” del 19 dicembre 1943
5.8. LE “SELEZIONI” DEL 1944
5.8.1. Considerazioni generali
5.8.2. La “selezione” del 23 gennaio 1944
5.8.3. La “selezione” del 3 febbraio 1944
5.8.4. La “selezione” del 3 aprile 1944
5.8.5. Le “selezioni” di detenute del campo femminile BIIc nell'ottobre 1944: le imposture di L. Langfus e di D. Czech
5.9. LE “SELEZIONI” ELENCATE DALL'EX DETENUTO OTTO WOLKEN
5.9.1. La documentazione di Otto Wolken
5.9.2. La “selezione” del 29 agosto 1943
5.9.3. La “selezione” del 2 ottobre 1943
5.9.4. La “selezione” del 10 ottobre 1943
5.9.5. La “selezione” del 14 novembre 1943
5.9.6. La “selezione” del 1° gennaio 1944
5.9.7. La “selezione” del 14 gennaio 1944
5.9.8. La “selezione” del 22 gennaio 1944
5.9.9. La “selezione” del 14 aprile 1944
5.9.10. La “selezione” del 18 aprile 1944

CAPITOLO 6 - LE “SELEZIONI” MAGGIORI SECONDO IL “KALENDARIUM" DI AUSCHWITZ: FAMILIENLAGER-THERESIENSTADT E ZIGEUNER-FAMILIENLAGER

6.1.1. L’istituzione del “Familienlager” BIIb e le presunte gasazioni omicide
6.1.2. Le fonti
6.1.3. La forza del campo BIIb
6.1.4. I trasporti dei mesi di settembre e dicembre 1943
6.1.5. Le “gasazioni” degli Ebrei del “Familienlager”: una tesi storicamente ragionevole?
6.1.6. La cremazione dei cadaveri della “gasazione” dell’8 marzo 1944
6.1.7. Il trasporto a Heydebreck
6.1.8. La “liquidazione” del “Familienlager” (luglio 1944)
6.1.9. I morti e i superstiti
6.1.10. Il trasporto del 7 ottobre 1943
6.2.LA SELEZIONE-GASAZIONE DEGLI ZINGARI AD AUSCHWITZ DEL 2 AGOSTO 1944
6.2.1. La ricostruzione storica di Danuta Czech
6.2.2. I documenti
6.2.3. L’interpretazione dei documenti

CAPITOLO 7 - I DOCUMENTI SULLA “SONDERBEHANDLUNG”

7.1. I documenti sul “Frauenlager
7.2. Il “Sonderkommando Zeppelin”
7.3. “S.B.” nel registro principale del campo zingari (Hauptbuch des Zigeunerlagers)
7.4. “S.B.” nei rapporti sulla forza e l'impiego del Frauenlager (campo femminile)
7.5. “S.B.” nella Stärkemeldung del Frauenlager
7.5.1. Le detenute ebree del “Durchgangslager
7.5.2. Le variazioni della forza del Frauenlager nell'ottobre 1944
7.5.3. “S.B.” e “Durchgangs-Juden
7.5.4. La “S.B.” del 3 ottobre 1944
7.5.5. La “S.B.” del 7 ottobre 1944
7.5.6. Conclusioni
7.6. Le selezioni all'HKB del campo di Auschwitz III-Monowitz
7.7. Il rapporto dell'SS-Untersturmführer Kinna del 16 dicembre 1942
7.8. Le “selezioni” di ragazzi polacchi di Zamość e di altre località della Polonia
7.9. La lettera del capo dell’ Amt DII dell'SS-WVHA datata 26 aprile 1944

CONCLUSIONE
[1] Mattogno’s special treatment of evidence, http://holocaustcontroversies.blogspot.com/2006/03/mattognos-special-treatment-of.html. Neretto nell’originale.