Gli interrogativi di Richard Gage sull'11 Settembre

Letto sul Washington Times, nella rubrica Inside the Beltway, di Jennifer Harper[1], del 22 Febbraio 2010:

NOTIZIA ESPLOSIVA

Una perdurante questione tecnica sugli attacchi terroristici dell’11 Settembre ossessiona ancora qualcuno, e ha delle implicazioni politiche: come hanno fatto 200.000 tonnellate di acciaio a disintegrarsi e a cadere in 11 secondi? Un migliaio di architetti e di ingegneri lo vogliono sapere e si appellano al Congresso affinché ordini una nuova indagine sulla distruzione delle Torri Gemelle e dell’Edificio 7 del World Trade Center.

“Per far cadere tutta questa massa in così poco tempo, il materiale deve essere stato fatto esplodere artificialmente verso l’esterno”, dice Richard Gage, un architetto di San Francisco che è fondatore dell’associazione nonprofit Architets & Engineers for 9/11 Truth”.

Gage, che è membro dell’American Institute of Architets, è riuscito a convincere più di 1.000 colleghi a firmare una nuova petizione che chiede un’inchiesta formale.

“I rapporti della Federal Emergency Management Agency e del National Institute of Standards and Technology forniscono dei resoconti sulle circostanze della distruzione delle torri che sono insufficienti, contraddittori e truffaldini. Chiediamo perciò la costituzione di un gran giurì che indaghi sui funzionari del NIST", aggiunge Gage.

Le questioni tecniche riguardanti il crollo delle torri hanno suscitato anni di discussioni, confutazioni e irrisioni.

Egli è particolarmente turbato dall’Edificio 7, un grattacielo di 47 piani che non venne colpito da un aereo e che tuttavia venne giù in “accelerazione da pura caduta libera”. Egli dice anche che più di 100 intervistati di primo acchito riferirono di esplosioni e bagliori mentre le torri stavano cadendo e citarono le prove di “sezioni di acciaio pesanti diverse tonnellate fuoriuscite a una distanza di 600 piedi [circa 208 metri] ad una velocità di 60 pmh [miglia orarie: circa 96 chilometri l’ora].

Vi sono anche prove di “materiale composito nano-termitico trovato nella polvere del World Trade Center”, dice Gage. La petizione del gruppo, disponibile sul sito http://www.ae911truth.org/ è già stata inviata ai membri del Congresso.

“Ai funzionari del governo verrà notificato che la ‘mancata denuncia di tradimento’, articolo 18 del Codice penale americano (paragrafo 2382), è un serio reato federale, che impone, a coloro che hanno le prove di un tradimento, di agire”, dice Gage. “Le implicazioni sono enormi e potrebbero avere un impatto profondo sull’imminente processo a Khalid Shaikh Mohammed”.

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[1] http://www.washingtontimes.com/news/2010/feb/22/inside-the-beltway-70128635/print/