mercoledì 1 luglio 2009

L'Ungheria respinge la messa al bando del revisionismo


Buona notizia per i revisionisti: apprendiamo oggi sul sito della JTA (Jewish Telegraphic Agency: http://jta.org/news/article/2009/07/01/1006256/hungarian-lawmakers-reject-anti-holocaust-denial-law ) che i deputati ungheresi hanno rifiutato lunedì 29 Giugno di votare gli emendamenti alla costituzione che avrebbero permesso di rendere reato la “negazione dell’Olocausto”. Ecco il testo dell’articolo:

BUDAPEST (JTA) – I deputati ungheresi hanno respinto gli emendamenti costituzionali per rendere la negazione dell’Olocausto un reato punibile.

Alcuni leader locali della comunità ebraica credono che il voto di lunedì abbia assicurato la prima vittoria parlamentare per Jobbik, un movimento neonazista locale in rapida crescita largamente pronosticato per la conquista di numerosi seggi alle elezioni nazionali che si terranno entro l’anno.

Le proposte, avanzate dal governo-ponte socialista in carica, hanno riscosso poco meno della metà dei voti necessari per adottare un emendamento costituzionale.

Il partito di opposizione populista e ultra-conservatore Fidesz ha respinto le proposte, insieme ai liberaldemocratici, che a suo tempo erano alleati con i socialisti.

L’Associazione delle Comunità Religiose Ebraiche Ungheresi, o Mazsihisz – la più grande organizzazione ebraica del paese – non ha rilasciato commenti ufficiali. Tuttavia, un commento pubblicato sul suo sito web da Tamas Palmai, un intellettuale che scrive a titolo personale, ha detto che molti credono che Fidesz abbia rifiutato le riforme per paura di provocare l’ira di Jobbik.

Il negazionismo dell’Olocausto è fuori legge in molti paesi che, come l’Ungheria, furono occupati dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Il tentativo del governo ungherese di introdurre la legge che poi è stata respinta era stato fatto in risposta alle provocazioni dei neonazisti al Castello di Buda, che avevano guastato il Giorno della Memoria dell’Olocausto.