domenica 11 gennaio 2009

Persino il Wall Street Journal è più obbiettivo del Corriere della Sera


ISRAELE STA COMMETTENDO CRIMINI DI GUERRA

Le violazioni di Hamas non giustificano le azioni di Israele

Di George E. Bisharat[1]

L’attuale attacco di Israele contro la Striscia di Gaza non può essere giustificato con l’autodifesa. Implica invece gravi violazioni del diritto internazionale, inclusi i crimini di guerra. Autorevoli leader politici e militari israeliani possono essere considerati personalmente responsabili dei loro reati, e potrebbero essere incriminati da un tribunale internazionale, o da nazioni che esercitano una giurisdizione universale su gravi crimini internazionali. Anche i combattenti di Hamas hanno violato le leggi di guerra, ma le loro colpe non giustificano le azioni israeliane.

La carta delle Nazioni Unite ha conservato il diritto consuetudinario di uno stato a rivalersi contro l’”attacco armato” di un altro stato. Questo diritto si è evoluto per contemplare il caso di agenti non statali che operino oltre i confini dello stato che reclama il diritto all’autodifesa, ed è possibile che si possa applicare a Hamas. Ma un attacco armato implica serie violazioni della pace. Scaramucce di confine d’importanza secondaria sono un fatto ordinario, e se venissero tutte considerate come attacchi armati, gli stati potrebbero facilmente sfruttarle – poiché i fatti riguardanti i confini sono spesso oscuri e inverificabili – per scatenare guerre di aggressione. Questo è esattamente quello che Israele sembra stia cercando di fare.

Israele non ha subìto un “attacco armato” poco prima del suo bombardamento della Striscia di Gaza. Dal lancio del primo razzo Qassam verso Israele nel 2002, Hamas e gli altri gruppi palestinesi hanno sparato migliaia di razzi e di proiettili contro Israele, provocando circa due dozzine di morti israeliane e un panico assai diffuso. In quanto attacchi indiscriminati contro i civili, si tratta di crimini di guerra. Secondo il gruppo israeliano per i diritti umani B’Tselem, durante circa lo stesso periodo le forze israeliane hanno ucciso 2.700 palestinesi a Gaza, con omicidi mirati, bombardamenti aerei, raid, ecc.

Ma il 19 Giugno del 2008, Hamas e Israele hanno iniziato una tregua di sei mesi. Nessuna delle due parti vi ha tenuto fede in modo irreprensibile. Israele ha rifiutato di allentare il soffocante assedio contro Gaza imposto nel Giugno del 2007. Hamas ha permesso sporadici lanci di razzi – generalmente dopo che Israele aveva ucciso o sequestrato membri di Hamas in Cisgiordania, dove la tregua non è stata applicata. Nessuno, o quasi, degli israeliani (i rapporti differiscono) è stato ucciso dai razzi nella metà dell’anno che ha portato all’attuale attacco.

Israele ha poi rotto la tregua il 4 Novembre, effettuando un raid sulla Striscia di Gaza e uccidendo un palestinese. Hamas ha replicato con un lancio di razzi – e anche in questo caso non è stato ucciso nessun israeliano. Israele non può rivendicare il diritto all’autodifesa contro questa escalation, perché essa è stata provocata da una violazione della medesima Israele.

Un attacco armato che non è giustificato dall’autodifesa è una guerra di aggressione. In base ai Principi di Norimberga affermati dalla risoluzione n°95 delle Nazioni Unite, l’aggressione è un crimine contro la pace.

Israele non è neppure riuscita a distinguere in modo adeguato tra obbiettivi militari e civili. Gli aerei d’Israele F-16, di fabbricazione americana, e gli elicotteri Apache hanno distrutto moschee, i ministeri dell’educazione e della giustizia, un’università, delle prigioni, tribunali e stazioni di polizia. Queste istituzioni facevano parte delle infrastrutture civili di Gaza. E quando vengono colpite le istituzioni civili, i civili muoiono. Molti degli uccisi nell’ultima settimana erano poliziotti arruolati senza incarichi militari. I civili impiegati nel governo guidato da Hamas ricadono sotto la protezione del diritto internazionale, come tutti gli altri. L’ideologia di Hamas – che gli impiegati possono condividere oppure no – è ripugnante, ma le nazioni civili non uccidono le persone solo per quello che pensano.

Gli attacchi deliberati contro i civili compiuti senza una rigida necessità militare sono crimini di guerra. Le violazioni attuali da parte di Israele del diritto internazionale prolungano una lunga sequenza di violazioni dei diritti dei palestinesi di Gaza. L’80% del milione e mezzo dei residenti di Gaza sono profughi palestinesi che vennero cacciati dalle proprie case o che fuggirono nel 1948 per paura degli attacchi terroristici ebraici. Per 60 anni, Israele ha negato il diritto dei profughi palestinesi, riconosciuto a livello internazionale, di ritornare nelle proprie case – perché non sono ebrei.

Sebbene Israele abbia ritirato i propri coloni e i propri soldati da Gaza nel 2005, essa continua a regolare strettamente la costa, lo spazio aereo e i confini di Gaza. Così Israele rimane una potenza occupante con il dovere legale di proteggere la popolazione civile di Gaza. Ma l’assedio di 18 mesi della Striscia di Gaza che ha preceduto l’attuale crisi ha violato in modo madornale questo obbligo. Esso ha portato l’attività economica alla paralisi, lasciando i bambini affamati e denutriti, e ha negato agli studenti palestinesi l’opportunità di studiare all’estero.

Israele dovrebbe essere ritenuta responsabile dei propri crimini, e gli Stati Uniti dovrebbero cessare di appoggiarla con il proprio incondizionato sostegno militare e diplomatico.

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://online.wsj.com/article/SB123154826952369919.html?mod=djem

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