lunedì 19 gennaio 2009

Il rabbino stragista e l'etica ebraica della guerra


ELIYAHU PROPUGNA IL BOMBARDAMENTO A TAPPETO DI GAZA

Articolo del Jerusalem Post del 30 Maggio 2007[1]

Tutti i civili che vivono a Gaza sono collettivamente colpevoli degli attacchi Qassam contro Sderot, ha scritto in una lettera l’ex rabbino-capo sefardita Mordechai Eliyahu al Primo Ministro Ehud Olmert.

Eliyahu ha stabilito che non c’è assolutamente nessuna proibizione morale contro l’uccisione indiscriminata di civili in un’eventuale offensiva militare massiccia su Gaza, volta a fermare il lancio dei razzi.

La lettera, pubblicata su Olam Katam (Mondo Piccolo), un settimanale che verrà distribuito nelle sinagoghe di tutto il paese questo venerdì, ha citato la storia biblica del massacro di Shechem (Genesi, 34), e i commenti di Maimonide (Leggi dei Re 9, 14) alla storia in questione, come testi di riferimento per la propria decisione giuridica.

Secondo l’etica ebraica della guerra, ha scritto Eliyahu, è tutta la città che detiene la responsabilità collettiva del comportamento immorale dei suoi individui. A Gaza, tutta la popolazione è responsabile perché non fa niente per fermare il lancio dei razzi Qassam.

L’ex rabbino-capo ha detto anche che è proibito rischiare la vita degli ebrei a Sderot, o la vita dei soldati dell’esercito israeliano, per paura di ferire o di uccidere i palestinesi non combattenti che vivono a Gaza.

Non è stato possibile intervistare Eliyahu. Ma suo figlio, Shmuel Eliyahu, che è rabbino-capo di Safed, ha detto che suo padre si è opposto a un’incursione di terra delle truppe a Gaza, perché metterebbe in pericolo i soldati. Egli propugna invece il bombardamento a tappeto di tutta l’area da cui vengono lanciati i razzi Qassam, senza badare al prezzo delle vite palestinesi.
“Se non si fermano dopo che ne abbiamo uccisi 100, allora dobbiamo ucciderne 1.000”, ha detto Shmuel Eliyahu. “E se non si fermano dopo 1.000, allora dobbiamo ucciderne 10.000. Se ancora non si fermano dobbiamo ucciderne 100.000, anche un milione. Qualunque cosa ci voglia per fermarli”.

Nella lettera, Eliyahu cita i Salmi. “Perseguiterò i miei nemici e li catturerò e non mi fermerò fino a quando non li avrò annientati”.

Eliyahu ha scritto che “Questo è un messaggio a tutti i leader del popolo ebreo a non essere compassionevoli con quelli che sparano [razzi] ai civili nelle loro case”.

[1] http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1180527966693&pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull

1 commento:

Anonimo ha detto...

Fermiamolo