giovedì 1 gennaio 2009

I crimini di guerra d'Israele


I CRIMINI DI GUERRA D’ISRAELE

Di Richard Falk, 29 Dicembre 2008[1]

Nota del Direttore di The Nation: Questa dichiarazione è stata rilasciata il 27 Dicembre in risposta all’attacco di Israele contro Gaza dal professor Richard Falk, relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori Occupati e membro da molti anni del comitato editoriale di The Nation.

Gli attacchi aerei israeliani sulla Striscia di Gaza rappresentano una grave e massiccia violazione del Diritto internazionale umanitario come è stato definito dalla Convenzione di Ginevra, sia riguardo agli obblighi della Forza di Occupazione che ai requisiti delle leggi di guerra.

Tali violazioni includono:

La punizione collettiva: L’intera popolazione di un milione e mezzo di persone che vivono nell’affollata Striscia di Gaza viene punita per le azioni di pochi militanti.

Il colpire i civili: Gli attacchi aerei sono diretti contro le aree civili di uno dei più affollati tratti di territorio del mondo, di certo l’area più densamemente popolata del Medio Oriente.

Una risposta militare sproporzionata: Gli attacchi aerei non solo hanno distrutto ogni ufficio di polizia e di security del governo eletto a Gaza, ma hanno ucciso e ferito centinaia di civili; almeno un attacco ha, a quanto è stato detto, colpito gruppi di studenti che cercavano dei mezzi di trasporto per tornare a casa dall’università.

Le precedenti azioni israeliane, in particolare la chiusura completa dell’entrata e dell’uscita per e dalla Striscia di Gaza, avevano portato ad una grave penuria di medicine e di carburante (e di cibo), causando l’impossibilità da parte delle ambulanze di soccorrere i feriti, l’impossibilità da parte degli ospedali di fornire cure adeguate ai feriti, e l’impossibilità da parte dei medici sotto assedio di Gaza e degli altri operatori sanitari di curare le vittime in modo adeguato.

Certamente gli attacchi con i razzi contro obbiettivi civili in territorio israeliano sono illegali. Ma questa illegalità non dà adito a nessun diritto da parte degli israeliani, né come Forza di occupazione né come stato sovrano, di violare il diritto internazionale umanitario e di commettere crimini di guerra o crimini contro l’umanità come risposta. Osservo che gli assalti militari progressivi di Israele non hanno reso più sicuri i civili israeliani; al contrario, il solo israeliano ucciso oggi dopo lo scoppio della violenza israeliana è il primo da oltre un anno.

Israele ha anche ignorato le recenti iniziative diplomatiche di Hamas per ristabilire la tregua o il cessate-il-fuoco dopo la sua scadenza del 26 Dicembre.

Gli attacchi aerei israeliani di oggi, e il catastrofico costo umano che hanno provocato, mettono alla prova quei paesi che sono stati e che rimangono complici, sia direttamente che indirettamente, delle violazioni del diritto internazionale da parte di Israele. Tale complicità comprende quei paesi che forniscono a bella posta le attrezzature militari, inclusi gli aerei da guerra e i missili utilizzati in questi attacchi illegali, come pure quei paesi che hanno sostenuto e hanno partecipato all’assedio di Gaza, che in sé stesso ha provocato una catastrofe umanitaria.

Ricordo a tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite che l’Onu continua a essere vincolato all’obbligo indipendente di proteggere tutte le popolazioni civili di fronte alle massicce violazioni del diritto internazionale umanitario – a prescindere da quale paese sia responsabile di tali violazioni. Faccio appello a tutti gli Stati Membri, come pure ai funzionari e a ogni organo autorevole del sistema delle Nazioni Unite, affinché agiscano in base all’emergenza non solo per condannare le gravi violazioni di Israele, ma per elaborare nuovi approcci che forniscano una vera protezione al popolo palestinese.

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.thenation.com/doc/20090112/falk

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