giovedì 27 agosto 2015

Lord Janner: Una lunga prestigiosa storia di pedofilia



 
Lord Janner
UNA LUNGA PRESTIGIOSA STORIA DI PEDOFILIA[1]

Il parlamentare ebreo laburista che ha fondato il primo apparato di “pedagogia” della Shoah del Regno Unito è stato, in base ad una procedura di appello avviata dalle sue vittime, formalmente accusato[2] di “pregresse violenze su minori”, ribaltando l’iniziale decisione dell’Ufficio del Procuratore della Regina di non incriminarlo. Questo ribaltamento è il primo del genere nella storia inglese e porterà l’ottuagenario “orientato ai minori” alla sbarra, nonostante il ricorso dei suoi legali invocante la demenza, il morbo di Alzheimer e altre inabilità del genere accampate dai malintenzionati in questi casi.
Il processo, il cui inizio è previsto per il 7 agosto, non sembra offrire nessuna prospettiva di reali condanne, ancor meno di tempo effettivo scontato in prigione, per l’ebreo più importante d’Inghilterra, ma ha piuttosto lo scopo di un accertamento dei fatti, per arrivare ad un pronunciamento sulla veridicità delle accuse.
Purtroppo, non verranno prese in considerazione accuse riguardanti le violenze sulle menti e i cuori di milioni di scolari inglesi. Tutto ciò richiederebbe un processo a parte, che solo persone desiderose di giustizia potrebbero sperare.


[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://codoh.com/news/3329/

venerdì 21 agosto 2015

giovedì 20 agosto 2015

Quello che il Fatto Quotidiano NON ha detto su Paul Eisen



Caterina Soffici


Scriveva ieri Caterina Soffici sul “Fatto Quotidiano”[1]:

«Mentre i sondaggi lo danno come favorito nella corsa per la leadership del partito laburista, Jeremy Corbyn è finito nel mirino degli ebrei inglesi che lo accusano di antisemitismo. Socialista di vecchio stampo, molto vicino al sindacato e pacifista, Corbyn è il tipico rappresentante di quella sinistra radicale che anche in Inghilterra è filo palestinese di default.
«Ma criticare la politica di Israele è un conto. Partecipare a raduni di un gruppo pro Palestina guidato da un antisemita negazionista è un altro. E questo è quanto viene imputato a Corbyn, che con le sue posizioni di sinistra estrema senza se e senza ma sta sbaragliando le altre candidature più centriste: Andy Burham, Liz Kendall e Yvette Copper al suo confronto sono uno più scialbo dell'altro.
«La settimana scorsa il giornale della comunità ebraica britannica The Jewish Chronicle ha attaccato pesantemente Corbyn e gli ha chiesto di rispondere a sette domande dove lo si accusa di aver finanziato il gruppo Deir Yassin Remembered, fondato dal negazionista dell'Olocausto Paul Eisen e di aver rapporti con terroristi, di essere amico di Hamas, dell'Iran e degli estremisti islamici».

In questo insipido pezzetto, manca la (vera) notizia e cioè che il “negazionista dell’Olocausto” Paul Eisen è anch’egli, parimenti, ebreo.
 
Ebreo, non meno dei suoi denigratori del “Jewish Chronicle”.

Come mai la corrispondente da Londra del “Fatto” ha trascurato questo piccolo particolare?

Forse, perché se lo avesse riportato, i lettori comincerebbero a chiedersi il motivo per cui, anche tra gli ebrei vi sono, seppur in numero sparutissimo, dei “negazionisti dell’Olocausto”?

E perché i giornalisti non vogliono che i propri lettori si pongano domande del genere?

Forse, perché una volta poste, si potrebbero anche dare risposte del tipo: 

«Chissà, se anche tra gli ebrei vi sono dei “negazionisti dell’Olocausto”, forse le cose che dicono i “negazionisti” non sono così odiose, irragionevoli e dissennate …».

Oltretutto, a Paul Eisen non si può nemmeno applicare lo stereotipo dell’”ebreo-che-odia-se-stesso”: ha persino detto che, pur essendo diventato revisionista, non riesce a non voler bene ai propri correligionari!

Paul Eisen
  


[1] Il pezzo della Soffici è stato ripreso qui: http://www.etalia.net/articles/af2d1d6a7-d555-4a80-a7ed-7f27bbfc5c35