domenica 21 agosto 2016

Gilad Atzmon: George Schwartz Soros, l'oligarca che possiede la sinistra



GEORGE SCHWARTZ SOROS, L'OLIGARCA CHE POSSIEDE LA SINISTRA1

di Gilad Atzmon, 18 agosto 2016

Una email recentemente diffusa da Wikileaks rivela che nel 2011, l'oligarca ebreo George Schwartz Soros diede dettagliate istruzioni al segretario di Stato americano Hillary Clinton2 su come gestire una rivolta in Albania.
Soros fece addirittura il nome di tre candidati che egli riteneva “avere forti legami con i Balcani”.
Non sorprendentemente, diversi giorni dopo che la email era stata inviata alla Clinton, l'Unione Europea inviò uno dei nominati di Soros ad incontrare i leader albanesi a Tirana per cercare di mediare la fine della rivolta.
La email di Soros getta luce su chi realmente dà il tono all'Occidente. Chiaramente, non si tratta dei nostri cosiddetti “democraticamente eletti” politici. È invece un piccolo gruppo di oligarchi, persone come Soros, Goldman e Sachs. Persone che sono guidate dal mammonismo-capitalismo che è basato sui traffici in opposizione alla produzione. I mammoniti sono interessati al perseguimento di mammona (la ricchezza) puramente per amore di mammona.
Soros è, senza dubbio, il più illustre mammonita della nostra epoca. Il miliardario ebraico è “l'uomo che violò la Banca d'Inghilterra”, un'avventura che gli portò più di un miliardo di dollari in un solo giorno del settembre 1992. Nel 2002, un tribunale francese considerò Soros colpevole di aver usato informazioni riservate per trarre profitto da un accordo di acquisizione del 1988 della Banca Societe Generale. Nei giorni precedenti al voto sulla Brexit questo capitalista speculativo ha usato le pagine del Guardian per cercare di manipolare gli inglesi affinché seguissero il suo consiglio sulla Brexit. A quanto pare, gli inglesi non hanno dato ascolto alla saggezza di Soros. E, finora, sembra che le previsioni apocalittiche di Soros fossero inverosimili e prossime all'inconsistenza. Ma rimane aperta la questione del perché il Guardian abbia fornito una tribuna all'oligarca capitalista speculativo. È una fonte di informazioni o un prolungamento della longa manus del mammonismo?
L'oligarca ebreo ha sviluppato un'enorme organizzazione che lo assiste nel perseguimento della sua agenda capitalistico-speculativa. Soros ha capito molti decenni fa che è molto facile comprare istituzioni e attivisti di sinistra. Sin dagli anni '80, Soros ha usato il suo Open Society Institute per investire una parte dei suoi soldi in alcuni gruppi politici e organizzazioni non governative di sinistra di tutto il mondo. Soros finanzia organizzazioni non governative, attivisti e istituzioni di sinistra desiderosi di sottoscrivere la sua agenda. Costoro sostengono una filosofia cosmopolita e sono devoti al mantra anti-nazionalista di Soros. Il risultato è stato devastante. Invece di unire i lavoratori, Soros ha finanziato organizzazioni di “sinistra” per dividere i lavoratori in gruppi settari definiti dal gender, dall'orientamento sessuale e dal colore della pelle.
Molti di coloro che sostengono la causa palestinese sono rimasti sconvolti nello scoprire che Soros ha finanziato il movimento BDS sebbene egli abbia simultaneamente investito nell'industria e nelle fabbriche israeliane operanti in Cisgiordania, come la Soda Stream.
Soros finanzia anche J Street, la lobby ebraica americana che controlla l'opposizione all'ultra sionista AIPAC. Esaminando l'enorme lista delle organizzazioni3 sostenute da Soros emerge che l'oligarca sionista “light” sostiene alcune buone cause che sono particolarmente buone per gli ebrei e per lo stesso Soros.
Soros sembra credere nella “sinagoghizzazione” della società. Egli sostiene la divisione della società in tribù biologicamente orientate: ad esempio, neri, donne, LGBT, lesbiche. Egli ha investito milioni nel dividere i lavoratori. Divide et impera, ecco cos'è.
Tracce del suo distruttivo Open Society Institute possono essere trovate nella fallita rivoluzione di velluto in Iran, nelle attività delle ONG anti-Assad in Siria, dietro l'intenso attivismo anti-Putin e naturalmente negli eventi di Gazi Park in Turchia. Queste rivolte cosiddette “civili” e “popolari” hanno almeno un denominatore comune. Esse cercano di destabilizzare i regimi che si oppongono ai “Zio-cons” come pure all'ordine mondiale mammonita. 


 
1 Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è dispnoibile all'indirizzo: http://www.gilad.co.uk/writings/2016/8/18/george-schwartz-soros-the-oligarch-who-owns-the-left

lunedì 15 agosto 2016

Tribunale tedesco ribalta condanna per "negazionismo"


Hans Pueschel

TRIBUNALE TEDESCO RIBALTA CONDANNA PER NEGAZIONISMO DELL'OLOCAUSTO DI UN POLITICO DI ESTREMA DESTRA1

4 AGOSTO 2016

Berlino (JTA2) – Gli storici, un leader ebreo e un giornale importante hanno criticato un tribunale della città di Naumburg, Germania centrale, per aver assolto un politico di estrema destra dopo la sua condanna per negazionismo dell'Olocausto.
Una corte suprema statale ha annullato la multa decisa da un tribunale inferiore contro Hans Püschel, ribaltando di fatto la sua condanna. La decisione è considerata da alcuni come una sfida senza precedenti alla giustizia tedesca, che esige la punizione per la banalizzazione dell'Olocausto e la glorificazione dei crimini nazisti.
La decisione era stata annunciata localmente nell'ottobre 2015 ma è diventata pubblica mercoledì dopo le ricerche condotte dal quotidiano tedesco Die Welt3.
Gli storici hanno espresso sconcerto per la decisione, e gli osservatori prevedono che i tribunali si troveranno nei guai quando cercheranno di istruire futuri casi.
Püschel, che nel 2013 fu costretto alle dimissioni da sindaco della cittadina tedesca di Krauschwitz, aveva contestato il numero degli uccisi del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e aveva affermato che le condizioni del campo non erano cattive come è stato tramandato. Egli aveva contestato il numero totale dei sei milioni di vittime ebraiche affermando che il memoriale dell'Olocausto di Berlino ha esagerato le dimensioni del genocidio.
Püschel è arrivato a dire che “i crimini tedeschi che ci sono stati riferiti da un'era precedente sono menzogne”.
Püschel aveva fatto appello contro una multa di 3.000 euro inflittagli da un tribunale inferiore.
Ora il tribunale di Naumburg, il più alto nello stato della Sassonia-Anhalt, ha annullato quella sanzione, affermando che le dichiarazioni di Püschel, sebbene illegali, non comportavano una banalizzazione dell'Olocausto.
Il portavoce del tribunale, Henning Haberland, ha detto a JTA che si tratta di un proscioglimento completo, e che non vi sono accuse rimanenti. Egli ha aggiunto che è improbabile che il caso costituisca un precedente per altri casi di negazionismo perché il verdetto è specifico per questo particolare caso.
Josef Schuster, capo del Consiglio Centrale degli ebrei tedeschi, ha detto a Die Welt mercoledì che, sebbene egli rispetti il sistema giudiziario tedesco, egli si sarebbe aspettato che i tribunali fossero “altamente sensibili a tutti i tentativi di riscrivere la storia tedesca o di prendersi gioco delle vittime dei nazisti mediante una inaccettabile banalizzazione dei crimini nazisti”.
Sebbene il blog dell'ex sindaco non sia più in rete, Die Welt rimanda a un testo di Püschel che può essere ancora trovato su internet in cui egli parla aspramente dei tentativi di zittire le sue opinioni sull'Olocausto e accusa gli ebrei di fabbricare storie. “Gli ebrei possono fare qualunque cosa in Germania, compresi il mentire e il tradire? Essi sono intoccabili?”, si chiede Püschel.
Lo storico dell'Olocausto Christoph Jahr dell'Università Humboldt di Berlino ha definito “scandalosa” la decisione del tribunale. Altri storici hanno fatto altrettanto.
La decisione “cambierà il clima dell'opinione pubblica in Germania”, ha osservato Die Welt, perché i giudici non hanno difeso la legge che ordina una multa o una condanna al carcere per chiunque sia stato condannato per il reato di “approvare, negare o minimizzare” i crimini commessi sotto il nazionalsocialismo. Sarà più difficile per le alte corti condannare per tali crimini in futuro, ha concluso il giornale.
Püschel, 67 anni, era stato membro del Partito socialdemocratico fino al 2010, quando egli si è rivolto alla formazione di estrema destra del Partito nazionaldemocratico tedesco.